La Grande “Arte del novecento” a Belluno
di // pubblicato il 08 Agosto, 2011
Quando sentiamo parlare del Veneto, pensiamo immediatamente a Venezia "La Serenissima" un collegamento che potrebbe risultare superficiale ed abbastanza scontato agli occhi di chi in Veneto ci vive o lo conosce veramente.
La città di Belluno, con la mostra Arte del Novecento, oltre a rendere omaggio a personalità straordinarie come Balla, Boccioni, Casorati, Morandi, focalizza e mette in risalto la cultura delle Alpi e l’amore per la montagna. La montagna che sprigiona energia - con il suo cappotto nevoso d’inverno e il manto erboso d’estate - rigenera e dona sicurezza.

E’ proprio per questo motivo che il curatore Sergio Marinelli ha dedicato due sale tematiche alla “neve” ed ai “fiori” di cui le opere più rappresentative sono un giovanile Beppe Ciardi ed un inedito Afro Basaldella.
Come afferma lo stesso Sindaco di Belluno Antonio Prade, la mostra allestita a Palazzo Crepadona, è un mezzo attraverso il quale "si vuole sottolineare come la Fondazione Cariverona, raccolga, conservi e valorizzi un patrimonio artistico di assoluta eccellenza" oltre ad offrire l'occasione per riflettere sul presente travagliato e in continua trasformazione.

Il percorso espositivo si articola in 70 opere che danno, appunto, molteplici spunti di riflessione, si va dall’originalità e la forza di un Balla prefuturista con Alberi e siepi a Villa Borghese a l’equilibrio di forme e colori di un Arturo Martini con Uova sulla Scacchiera, da un realismo magico di Carlo Sbisà con Ritratto in rosa e in nero, a dei “morbidi” paesaggi di Morandi con Paesaggio grigio con strada in un tripudio che sprigiona i sentimenti più svariati che si possono provare soltanto entrando fisicamente in queste sale.
