La “Città degli Uffizi” al museo BE-GO di Castelfiorentino
di // pubblicato il 14 Maggio, 2011
Il Museo BE-GO di Castelfiorentino ospiterà fino alla fine di luglio la mostra “Benozzo Gozzoli e Cosimo Rosselli nelle terre di Castelfiorentino. Pittura devozionale in Valdelsa”, un progetto che fa parte del ciclo “La città degli Uffizi”, idea del Direttore della Galleria fiorentina Antonio Natali e che prevede con una serie di mostre di diffondere una maggiore conoscenza delle opere dei tanti maestri nati nella provincia fiorentina, o degli artisti che con questi bellissimi luoghi che incorniciano la città di Firenze hanno un legame unico e particolare.
Benozzo Gozzoli è stato notevolmente legato a Castefiorentino, tanto da essere l’artefice eponimo di un museo che la città ha di recente costruito nel suo centro storico, caratterizzato da una architettura che sembra sia stata cucita addosso ai due cicli di affreschi che l’artista dipinse in queste zone e che per essere protetti e meglio custoditi sono stati letteralmente prelevati e calati nel nuovo edificio.

Segno questo di quanto la città ci tenga a custodire queste opere ed a mantenere solido il legame con Gozzoli, infatti già nella seconda metà dell’ottocento l’amministrazione comunale si batteva duramente per evitare il pericolo di vendite o addirittura di distruzioni dei capolavori dell’artista.
Ripercorre queste vicissitudini Serena Nocentini, direttrice del Museo, nel saggio contenuto nel catalogo, documentando il continuo rapporto tra la città e le opere dell’artista, di generazione in generazione, la simpatia, l’affetto e la gratitudine per Gozzoli che ha scelto queste terre.
Da San Gimignano a Certaldo a Castelfiorentino ha dislocato le sue opere all’ombra di venerabili campanili e di torri civiche antiche e orgogliose come i popoli di questa terra.
Se Benozzo sembrava trovarsi decisamente bene in queste zone, era sicuramente apprezzato anche dalla popolazione che apprezzava la sua pittura allo stesso tempo colta e popolare, capace di affascinare e di spiegare con grazia e con sapienza.
Si spiega così la creazione in Castelfiorentino di un museo dedicato a Benozzo, su progetto dell’architetto Massimo Mariani e finanziamento dell’amministrazione civica e dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, una struttura appositamente pensata e realizzata ospita ora gli affreschi staccati di due celebri tabernacoli (la Madonna della Tosse e la Madonna della Visitazione) che Benozzo Gozzoli aveva dipinto in territorio comunale rispettivamente nel 1484 e nel 1491.

Sono quattordici le prestigiose opere provenienti da collezioni di differenti musei che i visitatori potranno ammirare per rivivere le suggestioni di una epoca e l’importanza di un territorio caratterizzato da una intensa attività artistica: un viaggio attraverso i pittori presenti in Valdelsa nella seconda metà del Quattrocento, come appunto Benozzo Gozzoli e Cosimo Rosselli, ma con loro si muovono sulla ribalta di Castelfiorentino e che non possiamo considerare solo come semplici comparse. E’ il caso di Neri di Bicci, artista che riempie di lavori suoi Firenze e tutto il contado, o quello di Alessio Gozzoli.
Non poteva mancare in questa mostra il maestro indiscusso della figurazione austera d’affetti commossi: il Beato Angelico, grazie infatti alla generosa disponibilità dei Musei Vaticani la mostra può contare sulla preziosa tavola con la Vergine e il bimbo fra angeli e santi, che viene conservata nella pinacoteca Vaticana.

Opera che tra le altre cose è cronologicamente contigua a quella Madonna degli Uffizi che a Pontassieve è stata di recente fulcro di una mostra che anche essa faceva parte della “Città degli Uffizi” e che sottolinea una stretta affinità delle due opere come dimostrano le allungate e fra loro simili posture dei due bambinetti in collo alla Vergine o le mani snervate e affusolate di entrambe le Marie, e come anche si evidenzia l’affinità fisionomica che lega le due coppie.
Manca dell’Angelico la piccola tavola di Livorno che rappresenta la testa del Cristo coronata di spine, ma al suo posto possiamo cogliere segni di discendenza nel volto del Cristo del Gozzoli.

La testa di Benozzo presente in questa mostra segue le tracce dell’Angelico, del quale forse non può emulare appieno la dolcezza struggente, ma che del pari decisamente rimane punto di riferimento esclusivo.
Lontani sono invece i riverberi del volto angelichiano nel mezzobusto di Redentore dipinto dal Rosselli, anche se la sua presenza nell’esposizione di Castelfiorentino diventa però testimonianza importante e perspicua di quella devozione accorata che è il tratto saliente della stagione su cui appunto insiste la mostra attuale; l’afflizione eloquente del volto di Benozzo si trasfigura, nell’immagine di Cosimo, in una icona della dignità divina.
Le due immagini diventano quasi il simbolo stesso di questa mostra, da una parte il volto del Cristo di Benozzo Gozzoli e dall’altra Cosimo Rosselli, entrambi simboli di una religiosità popolare e allo stesso tempo colta.
Questa edizione della “Città degli Uffizi” è anche un percorso alla scoperta del Rinascimento in Toscana con un unico biglietto, una iniziativa proposta dal Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino e dalla provincia di Firenze in occasione della mostra: chi visiterà il museo BE-GO avrà l’accesso ridotto al percorso museale di palazzo Medici Riccardi, che ospita “La cavalcata dei Magi”, che resta forse uno dei più celebri capolavori di Benozzo Gozzoli.