“La bella Italia” (2/2)

di Ellegi // pubblicato il 30 Maggio, 2011

Continuiamo l’itinerario lungo la mostra La bella Italia
Dopo la visita alle tre capitali ufficiali del nuovo stato italiano: Torino,Firenze e infine Roma,il gran tour nell’Italia del 1861 continua tra un gran numero di città capitali di stati grandi e piccoli che hanno contribuito alla formazione culturale e artistica della nazione.

Seguendo il muro-Italia che percorre l’esposizione e calpestando i prati coperti di foglie, voluti dall’allestimento di Luca Ronconi per accompagnare il moderno viaggiatore sui fasti del gran tour, ecco arrivare Genova, ricchissima e bellissima nella sezione curata da Piero Boccardo che ci racconta l’età d'oro della città come capitale finanziaria e dell'arte, nell'Europa della controriforma e degli assolutismi.
Andrea Doria e la ricca e fiera Repubblica garantita da una sorta di costituzione che già nella seconda metà del Cinquecento regolava e assegnava il potere a un gruppo di famiglie e a un doge in carica per due anni e non più a vita. E proprio lui il Doria il pater patriae ritratto da Bronzino nella nudità eroica di Nettuno fa gli onori di casa insieme a una trentina di opere scelte che spaziano dalle prezioso monete e i ricchi vasellami alle maestose tele di Rubens e di van Dyck.
Entrambi soggiornarono più volte nella città ritraendo personaggi delle famiglie più illustri. Superbo il confronto, tutto giocato in famiglia, fra il ritratto di Giovanna Spinola Pavese opera di Rubens e il Giovane gentiluomo sempre della famiglia Spinola ma questa volta ritratto per mano di van Dyck. Veronese, Guercino e infine la storia moderna della Superba che ci riporta a una nuova nascita dell’ideale repubblicano moderno attraverso il pensiero di Mazzini.

Michele Rapisardi, I vespri siciliani Palermo nella sezione curata da Vincenzo Abbate apre sul mito dell'età normanno-sveva, nel segno della convivenza dei popoli, con preziosi manufatti dell’arte islamica e la tela ottocentesca di Giacomo Conti raffigurante la corte di Federico II.
 Le preziose opere in corallo, oro e pietre preziose delle maestranze trapanesi e palermitane ricordano la grande committenza locale e in fine il tema dei Vespri siciliani nel dipinto di Michele Rapisardi collegato direttamente all'epopea garibaldina: la rivolta del popolo al sopruso angioino nel 1282 rappresenterebbe la prima presa di coscienza del sentimento indipendentista.
Napoli altra grande capitale storica dell'Italia meridionale Napoli nella sezione curata da Pierluigi Leone De Castris, con circa cinquanta opere spazia fra le immagini del potere reale come il “Ritratto di Don Pedro de Toledo” di Tiziano e bottega alle vivide immagini della sua plebe nei dipinti di Cerquozzi, Giordano, Traversi, Miola, agli squarci di paesaggi sul suo golfo e ai suoi santi, fino alle tele di Cammarano e Toma che ricordano il faticoso cammino vero l’unità.

Percorrendo il camino vero il nord si incontra la seconda città dello Stato Pontificio, Bologna, celebre per il prestigio della sua Università, che porta in mostra la ricca tradizione pittorica delle corti padane nelle tele del Correggio e del Dossi, illustrando la riconquista vaticana di Giulio II nel 1506, con opere di Guercino, Fontana, Bagnocavallo, Ludovico e Annibale Carracci.
L'esposizione, curata da Andrea Emiliani e Michela Scolaro, riconosce nell'ideale classico che attinge alla memoria rinascimentale di Raffaello fino alle espressioni neoplatoniche di Guido Reni, un modello di unificazione della pittura italiana. Vicini territorialmente, ma con storia diversa i ducati di Parma e Modena con prestigiose collezioni.

In questo percorso non poteva mancare Milano con una selezione di opere importanti, a cura di Pietro Marani, illustra i momenti salienti dell'epopea lombarda, mettendone in luce la doppia vocazione intellettuale e imprenditoriale della città. Dai cantieri rinascimentali del Duomo e della Certosa di Pavia, con le testimonianze lasciate alla Corte Sforzesca da Leonardo da Vinci e Donato Bramante, la mostra racconta la spiritualità spagnola nella Milano dei Borromeo e il nuovo fervore illuminista nella Milano austriaca e napoleonica.

In chiusura una celeberrima icona della pittura italiana dell’Ottocento, il celebre Bacio di Francesco Hayez, simboleggia gli ideali risorgimentali e l'eroismo delle Cinque Giornate milanesi.

Infine Venezia nella sezione curata da Giandomenico Romanelli, presenta alcuni momenti cruciali nella lunga storia di autonomia politica e istituzionale della cittàe della sua Repubblica e ricompone le diverse anime di un luogo non luogo, tra immagini pittoriche evocative e realistiche. Le icone della Repubblica, con i ritratti di Tiziano e il Leone marciano di Carpaccio, si alternano alle celebri raffigurazioni della città del Canaletto e alle visuali nostalgiche del Guardi, per riemergere nei colori del Tiepolo e nelle sculture del Canova.

Un viaggio da non mancare quello lungo “La Bella Italia” un paese che più di ogni altro è un concentrato incredibile di varietà, paesaggi, storia, capolavori d’arte e città e che ha sempre il sapore di una scoperta anche per il viaggiatore più esperto.
Un gran tour in una storia ricca di meravigliose diversità che da 150 anni stanno imparando a stare insieme.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Antonio Canova
    La musa Polimnia, 1812-13
    Possagno, Museo e Gipsoteca
    Antonio Canova
  • Giovanni Fattori
    Garibaldi a Palermo, 1860
    Viareggio, Società di Belle Arti
  • Correggio (Antonio Allegri) 
    Madonna Campori
    Modena, Galleria Estense
  • Guido Reni
    Amor sacro e amor profano, 1622-23
    Genova, Galleria Nazionale di
    Palazzo Spinola
  • Francesco Hayez
    Il bacio (tricolore, 1861)
    Parigi, Collezione privata


IN COPERTINA
un particolare di
Giambattista Tiepolo
 Venezia riceve da Nettuno i doni del mare, 1740-45
Venezia, Palazzo Ducale

Mappa

Dove e quando

La bella Italia. Arte e identità delle città capitali

  • Fino al: - 11 Settembre, 2011
  • Indirizzo: Venaria Reale
  • Sito web

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