La Bayadère del St Petersburg Ballet Theatre al Teatro Comunale di Modena
di // pubblicato il 02 Aprile, 2011
Fondato nel 1994 da Konstantin Tachkin, il St Petersburg Ballet Theatre è uno degli ensembles russi non afferenti ad istituzioni pubbliche della Federazione che negli ultimi anni, grazie alle continue tournée, ha riscosso il maggior numero di favori tra pubblico e critica, principalmente anglosassone. All’insegna dell’esotismo è stato il debutto della compagnia al Teatro Comunale L. Pavarotti di Modena, lo scorso 30 marzo, con La Bayadère, capolavoro di Marius Petipa su musiche di Léon Ludwig Minkus.

Il balletto in quattro atti, andato in scena in prima assoluta al Teatro Bol’šoj di San Pietroburgo nel 1877, vide impegnati per la stesura del libretto lo stesso Petipa assime a Khudekov.
Il fascino dei misteri d’Oriente, che da sempre catalizzava l’attenzione degli intellettuali occidentali, si configurò durante il Romanticismo ottocentesco come luogo d’ideale evasione, dove lo spirito poteva elevarsi in assenza dei materialismi del continente europeo.
Il grande letterato e padre della critica di danza Théophile Gautier, ispirandosi al dramma sanscrito अभिज्ञान शाकुन्तलम् (Abhijñānashākuntala) di Kālidāsa - primo testo teatrale indiano ad essere tradotto in lingua occidentale, nel 1789 da Sir William Jones come Sacontalá or The Fatal Ring – aveva creato il libretto del balletto Sacountala, andato in scena nel 1858 all’Opéra di Parigi su coreografie di Lucien Petipa, fratello di Marius, al quale peraltro La Bayadère pietroburghese del 1877 s’ispira.

Ambientata in India, la storia narra l’appassionante e combattuto connubio d’amore tra la bayadère Nikiya (Irina Kolesnikova) e il guerriero Solor (Dmitri Roudachenko). Amata dal Gran Bramino (Dimtchik Saikeev) lei, e prescelto dal Rajah (Andrey Kornilov) quale sposo per la figlia Gamzatti (Astkhik Ohannesyan) lui, l’opera entusiasmò subito il colto pubblico pietroburghese e si attestò come uno tra i principali titoli del repertorio dei Teatri Imperiali.
Nikiya termina tragicamente i suoi giorni a causa del morso di un serpente, nascosto per ordine del Rajah all’interno del cesto di fiori che viene offerto alla devadasi mentre danza. Giustamente vendicata dagli Dei con la distruzione del tempio dove lo spergiuro Solor e Gamzatti stanno celebrando la loro unione, Nikiya potrà finalmente ricongiungersi con l’amato guerriero nel regno dei cieli.

Per l’appuntamento modenese il St Petersburg Ballet Theatre opta per una versione in tre atti del balletto di Petipa, che si conclude con il suicidio di Solor, anche lui per un morso di serpente, dopo esser stato tormentato dalle visioni dell’amata nell’atto bianco Le Royaume des ombres.
L'ensemble di Tachkin si distingue prioritariamente per la presenza della prima ballerina Irina Kolesnikova, prodotto dell’Accademia Vaganova in possesso di un alto livello tecnico, che nella rappresentazione de La Bayadère calza il ruolo di Nikiya.
L’interpretazione della Kolesnikova contorna il personaggio di sfumature dolci e soavi che rendono in maniera sottile e tenue l’ordito drammatico del balletto.

L’aitante Dmitri Roudachenko, nel ruolo di Solor, dà il meglio di sé negl’ampi tours previsti dalle variazioni; il corpo di ballo evidenzia le proprie doti nell’esecuzione dell’atto bianco, dove i reiterati arabesque penchée, posé cambré, port de bras, composti da Petipa, assolvono brillantemente la loro funzione ipnotica.
Salvo alcune imperfezioni, dovute primariamente alla stanchezza degli interpreti per gli innumerevoli spostamenti e le continue richieste di tournée, La Bayadère è stata accolta felicemente a Modena come secondo appuntamento con il grande repertorio classico per la stagione in corso.