La vita quotidiana di Pompei
di // pubblicato il 22 Settembre, 2011
Eva Cantarella e Luciana Jacobelli, tra le maggiori studiose di Pompei, per i tipi di Electa hanno appena pubblicato una eccellente ricostruzione della quotidianità pompeiana fino al momento del suo epilogo.
Nascere, vivere e morire a Pompei è un viaggio nel tempo in una città romana dell’epoca che l’eruzione del Vesuvio trovò completamente impreparata in considerazione che l'ultima risaliva al VII secolo a. C. - prima della fondazione - ed era quindi normale considerarla montagna pacifica e coltivarne le pendici a vigneto per la produzione del vino poi esportato in tutto l’impero.
La peculiarità di Pompei sta nella diversità con tutti i archeologici potendovi percorrere le vie, entrare negli edifici, nei templi, nelle abitazioni private, nei mercati. Si possono ammirare pitture, mosaici, oggetti di uso quotidiano e anche scheletri e calchi dei suoi abitanti, fonte per storici e archeologi per conoscenze probabilmente ignorate senza la tragedia del 79 d.C.
Proprio quella realtà quotidiana è spesso agli antipodi con le fonti storiche e giuridiche così che il libro focalizza proprio tale dicotomia fornendo anche raffronti tra leggi e regole sociali dei Romani e la prassi pompeiana.
Dopo una introduzione storico-archeologica, il sommario si sviluppa in:
- Nascere (Venire al mondo: il parto, Dopo il parto: i neonati deposti a terra, L’infanzia: allattamento, giochi e giocattoli, Educazione e scuola, Il matrimonio, la famiglia, i rapporti padre/figlio, Le donne emancipate di Pompei)
- Vivere (La vita nelle case e nelle ville, La vita nelle strade, Essere cittadini, Vivere con gli dei, I divertimenti dei cittadini, Amore e sesso)
- Morire (Apparati)
per una lettura avvincente e non solo strumento per esperti ed appassionati.