La vicenda Novoli - il nuovo quartiere di San Donato

di Elisabetta Morici // pubblicato il 16 Novembre, 2011

Il recupero della vasta area ex-Fiat inizia nel 1984, anno di dismissione della fabbrica da parte dell’azienda torinese. I successivi venti anni sono stati densi di elaborazioni e progetti e poi  hanno visto l’inizio dei lavori nel 1999. Il vasto intervento su un’area di 32 ettari prevede varie tipologie di insediamento, dalle nuove sedi per l’università di Firenze, al Palazzo di Giustizia, alle abitazioni e attività commerciali, con il grande parco al centro.

Nel 1984 il comune di Firenze incaricò importanti architetti italiani (Bruno Zevi, Gianfranco di Pietro e Leonardo Ricci) di studiare l’area per il piano particolareggiato; Leonardo Ricci progetterà quindi anche il nuovo palazzo di giustizia. Nel contempo, la Fiat incaricò un gruppo di professionisti internazionali per la definizione di un piano di sviluppo; gli incontri, coordinati dall’architetto- paesaggista Halprin, portarono a tre storici workshops, che si tennero fra il 1985 e il 1988.

Successivamente, alla stesura del nuovo piano regolatore del 1992, le impostazioni progettuali dei workshops si scontrano con le nuove direttive; il piano guida per il nuovo quartiere viene quindi allocato all’architetto Léon Krier, che ha così dettato le prescrizioni necessarie. Il tratto comune fra il progetto di Lawrence Halprin e quello seguito ora è sicuramente il parco di 12 ettari, che rimane al centro dell’area di riqualificazione. Il rettangolo dell’area ex-Fiat, viene diviso in tre parti, con al centro il verde; la piazza e un serrato tessuto di strade con piccoli slarghi, sono la cifra caratteristica dello storicismo dell’architetto lussemburghese. Lo studio Gambetti e Isola ha realizzato il piano di recupero per rendere operative le linee guida dell’architetto Krier, apportando una modifica funzionale: la creazione di due strisce di parcheggio interrato su due livelli a margine del parco, accessibili da via di Novoli e viale Guidoni. Gli edifici per il polo universitario sono stati realizzati dallo studio Natalini di Firenze.  Il maggiore contrasto fra le soluzioni degli anni ’80 e quelle del decennio successivo si evidenzia nel Palazzo di Giustizia, progettato dall’architetto Ricci durante la prima fase di studi.

Il palazzo è una costruzione di carattere monumentale (quasi una evoluzione delle sue macrostrutture), nel quale vengono riunite le varie funzioni oggi disperse in molti palazzi del centro storico; progettato in cemento e vetro, è stato snaturato in alcune sue parti e, soprattutto, slegato dal resto dell’insediamento, poiché le indicazioni originali non sono più state seguite. “ Il palazzo di giustizia può essere un nodo attorno al quale costruire un interscambio. Certo occorre un’idea chiara, perché se il nodo nasce secondo modelli antichi, l’interscambio non ci sarà. Innanzitutto il carattere del Palazzo. I luoghi della giustizia sono sempre stati molto sacrali: l’aeropago in Grecia, la basilica romana……C’è poi da integrare il Palazzo con l’area, con il quartiere e con la città, affinché non viva solo fino alle cinque del pomeriggio” (Leonardo Ricci)

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Palazzo di Giustizia
(particolare)
(© 2011 Andrea Mancaniello)

- Il parco San Donato a Novoli
- Il palazzo di Giustizia sullo sfondo
  del parco
- Il palazzo di giustizia

© 2011 Andrea Mancaniello