La Via della Seta
di // pubblicato il 19 Novembre, 2011
“La struttura in diagonale ricorda stormi in volo di oche allineate durante la loro migrazione in autunno, mentre le tonalità dei coloranti fanno pensare ai colori della primavera a sud dello Yangtze”
Bai Juyi

In occasione delle celebrazioni del 2011 Anno Culturale Cinese in Italia, la Città di Lucca propone di rivivere la storia degli itinerari descritti da Marco Polo nella mostra intitolata La Via della Seta, testimonianza del legame culturale e commerciale tra Oriente e Occidente.
Il più antico esempio di seta risale a 5.500 anni fa (un frammento di garza lou trovato nel 1984 tra le rovine della cultura Yangshao), e l'importazione di questo tessuto in Europa ebbe inizio fra il VI e il VII sec. a.C. tramite la famosa Via commerciale.
Tra i pezzi più significativi e antichi presenti alla mostra, il gruppo in ceramica sancai (tre colori), dove sono rappresentati cammelli battriani e i mercanti centro-asiatici di epoca Tang, durante questa dinastia la produzione serica cinese raggiunse il suo apice in tutti i tessuti e nelle tecniche di tessitura. Sempre tra i pezzi più significativi all'esposizione, sono presenti una serie di vestiti e tessuti: sciamati, broccati, garze, ricami, di epoca Liao, Jin, Song e Ming; e una serie di dipinti su seta di epoca Song e Yuan dove sono ritratti Gengis Khan e la moglie.

La Via della Seta è promossa dal Comune di Lucca in collaborazione con il Centro Studi Martino Martini e il China National Silk Museum di Hangzhou.
Il Sindaco, Mauro Favilla, è intervenuto dicendo: “da giugno ad oggi Lucca ha avuto un forte incremento turistico, al quale ha senz'altro contribuito la forte qualificazione a carattere culturale della città, in occasione anche del cinquecentesimo anniversario delle Mura rinascimentali lucchesi. Importante capitale della produzione della seta a carattere industriale, specializzata nei colori e nei disegni, Lucca ospita questo evento
aprendosi verso i luoghi della seta e dei mercati: la Via del Fosso e le vie sub-urbane, importanti testimonianze dei più preziosi assetti tardo barocchi e delle collezioni seriche lucchesi” ha poi aggiunto “nei prossimi due anni abbiamo in progetto di sviluppare una mostra interamente dedicata ai prodotti della seta lucchese, di oggetti che vanno dal XI al XII, esposti attualmente nei musei esteri. (…) Lucca ha rappresentato il punto di sintesi tra ricerca, produzione e commercio, vedendo la nascita della moderna industria. Legandosi alla città di Hangzhou che è un importante centro di produzione serica in Cina, co-realizzatrice dell'evento e antica capitale della dinastia Song Meridionale, Lucca è attualmente candidata a diventare Patrimonio Storico dell'Umanità per l'Unesco come uno dei terminali occidentali della Via della Seta. ”
Insieme al Sindaco è intervenuto anche il Soprintendente ai Beni Artistici e Storici e ai Beni Ambientali e Architettonici, Francesco Cecati, il quale ha voluto ricordare: “ l'importante lavoro di restauro compiuto a Palazzo Guinigi, oggi sede della mostra, con l'obiettivo di poter ospitare, oltre a quella attuale, anche altre iniziative della Città di Lucca.”
il curatore della mostra, Aldo Caterino, ha spiegato: “La mostra parla soprattutto degli scambi commerciali e di come la Via della Seta sia stata per più di 1000 anni un'importante via carovaniera di
scambio fra Oriente e Occidente, comprendendo vie marittime, oltre che terrene.”
Articolata in cinque sale, l'esposizione dedica la prima parte alla città di Lucca, offrendo alcuni documenti provenienti dall'Archivi di Stato di Lucca, tra i quali il manoscritto di Georg Christoph Martini, Viaggio in Toscana del 1745, contenente le descrizioni e i disegni dei principali macchinari utilizzati dai filatori, tintori e tessitori lucchesi per realizzare stoffe di seta preziose. Affiancati da una decina di volumi e atlanti provenienti dalla Biblioteca Statale di Lucca, che rappresentano l'evoluzione della cartografia occidentale della Cina e dell'Estremo Oriente.
Proseguendo, la seconda sala è dedicata alla produzione e al commercio della seta tra Cina, Asia centrale e Mediterraneo, con l'esposizione di tessuti provenienti dall'originale Collezione Negri Cambiagio.
La professoressa Elisa Gagliardi, docente di Storia dell'Arte Islamica all'Università di Chieti, ha spiegato: “ la stoffa era il primo veicolo di comunicazione della storia dell'individuo. Il modo in cui un individuo era vestito rappresentava il suo Status Symbol, perciò la veste broccata in oro e in argento era un emblema simbolico di grande rilievo per chi aveva raggiunto un determinato status sociale” sottolinea inoltre “la produzione persiana della seta ha influenzato molto l'iconografia sulla quale viaggiava la Cina.”
La terza sala è dedicata alla storia della Via della Seta e dei tessuti importati, dalle tecniche di fabbricazione tipiche del mondo islamico e bizantino alla loro diffusione in Europa, con l'esposizione di oggetti provenienti da collezioni private italiane.
Proseguendo, nella quarta sala sono esposte le strutture tessili: la sericoltura e la tessitura della seta erano attività praticate in Cina già 5000 anni fa, all'epoca erano diffusi due tipi di strutture tessili, la struttura a tela e quella a garza, denominata lou.
Concludendo l'ultima sala è dedicata al percorso didattico e multimediale.
I testi ufficiali e i modelli presenti all'esposizione, che descrivono le tecniche di produzione e lavorazione della seta, provengono direttamente dal Museo Nazionale Cinese della Seta di Hangzhou.