La valle della Loira: Blois e dintorni

di Jim Turner // pubblicato il 14 Febbraio, 2012

Questa settimana ho deciso di fare una deroga rispetto all’abituale agenda delle mostre parigine e di portarvi fuori della capitale verso Sud-Ovest, iniziando un percorso che spero di portare avanti in futuro sulla Valle della Loira e sulle sue bellezze, tra le quali i famosi castelli.

Insieme a Parigi, la Valle della Loira è forse una delle zone francesi di maggiore interesse per gli stranieri, essendo una delle principali aree in cui si manifesta la singolarità della cultura francese. Ha assunto per la Francia un ruolo in qualche modo simile alla Toscana per l’Italia, seppure con le dovute differenze tra lo sviluppo storico e culturale tre i due paesi.
Il suo clima e la sua vicinanza a Parigi ne fecero per lunghi secoli il principale “giardino” di Francia, che forniva cibo e vini a gran parte del paese. Questo fatto, a cui si aggiunge la sua posizione geografica ideale, ne fece, durante il lungo conflitto della Guerra dei cent'anni, il centro politico della Francia, con capo a Orléans.
Oltre all'importanza politica e allo stile di vita, l'affinità maggiore con la Toscana sta nel suo ruolo centrale nella formazione della lingua francese. I tre personaggi che esercitarono maggiore influenza sulla codificazione e la diffusione del francese furono Rabelais, (considerato il primo romanziere in francese), Du Bellay (il primo poeta a formalizzare un metodo di scrittura in francese), Cartesio (il primo filosofo a mettere da parte il latino per scrivere in lingua volgare); tutti e tre sono nati in questa zona, che perciò viene considerata la culla della lingua francese.
Veduta panoramica di Blois e della Loira
La prima tappa del viaggio lungo la Loira ci porta a Blois e nei suoi dintorni. Si tratta di una bellissima città, costruita sulle rive del fiume, dalle case medievali tipicamente francesi: lo stile a “colombages” (costruzioni a intelaiatura lineare tamponata) è qui molto presente.
La città, non molto importante durante il primo Medioevo, prese un forte slancio nei secoli dopo l’anno Mille. In seguito ha fatto parte della contea di Champagne e poi di quella di Châtillon, note anche per la loro partecipazione alle Crociate.
Corte del castello di Blois
Alla fine del X secolo, il conte di Blois decise di edificare una fortezza in stile medievale sul principale colle di Blois, allo scopo di difendere la città contro i suoi nemici. Questo edificio sarebbe diventato poi uno dei più particolari della storia dell'architettura francese.
A partire da Luigi XII, nato a Blois nel 1462, che lo distrusse quasi interamente e poi lo ricostruì in pietra e mattone in stile gotico fiammeggiante tra il 1498 e il 1501, il castello diventò la dimora favorita dai re di Francia per più di un secolo.
Appena quindici anni dopo, il nuovo re Francesco I, affascinato dal Rinascimento italiano, decise a sua volta di dare la sua impronta alla dimora reale, distruggendo una delle ali del suo predecessore per aprire una facciata sulla città, mentre nella corte interna costruì una scalinata monumentale, che illustra perfettamente l’incontro della tradizione francese con l’influenza italiana.
Ulteriori lavori di adeguamento al classicismo del suo tempo - che è in qualche modo il compimento dello stile francese moderno - furono poi condotti dal duca Gaston d’Orléans nel Seicento.
Castello e parco di Chambord
Insieme a lui, la leggenda dice che Francesco I avrebbe riportato dall’Italia Leonardo da Vinci, il quale sarebbe pure stato all’origine di un gioiello architettonico rimasto intatto : il castello di Chambord, situato pochi chilometri fuori della città e circondato da un’enorme foresta, in cui il re si dedicava alla sua passione per la caccia.
Il principale contributo dell’eclettico maestro italiano è lo straordinario scalone principale a doppia elica, unico esempio del suo genere.
All’interno del castello sono rimaste nella loro configurazione originale sia gli appartamenti di Francesco I  che quelli poi occupati da Luigi XIV, anch'egli affascinato dall’illustre dimora e delle battute di caccia organizzate nel parco.
Castello di Cheverny
Molto bello anche se meno interessante dal punto di vista dell'audacia architettonica è il castello di Cheverny, anch’esso molto vicino alla città, che servì come modello per il castello del capitano Haddock nel fumetto Tintin.
Di dimensione più “umana”, è ancora oggi abitato, ed è quindi più accogliente di Chambord,  il quale invece, nonostante la sua bellezza, ebbe pochi abitanti fissi, a causa degli spazi eccessivamente vasti, ma anche delle zanzare in estate e della durezza del clima in inverno.
A Cheverny si produce anche un vino bianco molto dolce e leggero, caratteristico di queste parti.
Chiesa San Vincenzo de' Paoli
Tornando a Blois, ci sara ancora tanto da scoprire. Le chiese soprattutto sono molto interessanti; ad esempio la bellissima cattedrale rinascimentale e la chiesa gesuita San Vincenzo de’ Paoli, dallo stile raro per un edificio religioso francese.
Ultimo punto di interesse di questa città poco conosciuta ma piena di sorprese è il chiostro di Saint-Saturnin, uno dei solo quattro cimiteri a cielo aperto (aître) rimanenti in Francia.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Veduta panoramica di Blois e della Loira (© OTI)
  2. Corte del castello di Blois (© OTI)
  3. Castello e parco di Chambord (© Loisirs Loire Valley)
  4. Castello di Cheverny (© Loisirs Loire Valley)
  5. Chiesa San Vincenzo de' Paoli (© OTI)

In copertina:
Castello di Chambord (© Loisirs Loire Valley)

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