La Strozzina mette in mostra le contraddizioni della democrazia
di // pubblicato il 01 Ottobre, 2011
Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto.
Blaise Pascal
Fino dalla sua apertura, che risale ormai a quattro anni fa, il Centro Culturale di Arte Contemporanea Strozzina grazie alla lungimiranza e alla competenza del suo direttore Franziska Nori, ci ha sempre abituato ad eventi artistici che non sono mai fini a se stessi ma che cercano di fornire delle risposte ai visitatori su tematiche di impegno sociale e politico o che esprimono concetti attuali come l'importanza delle immagini nel mondo mediatico o il rapporto tra l'uomo e le nuove tecnologie.
La mostra inaugurata lo scorso 22 settembre (e visitabile fino al 22 gennaio 2012) dal titolo Declining Democracy, sorprende tuttavia in modo particolare, perché affronta un tema di strettissima attualità, quello della crisi del sistema democratico, che proprio in questi giorni, anche nel nostro paese, è oggetto di un animato dibattito.

Gli artisti in mostra, con le loro opere, si pongono l'obiettivo di indagare su come negli ultimi anni è cambiato il concetto di democrazia anche in funzione dell'avvento di nuovi mezzi di comunicazione e sul ruolo che l'arte contemporanea può svolgere per stimolare un cambiamento o quantomeno per offrire uno spunto di riflessione ad un pubblico sempre più passivo che tende, in modo preoccupante, a perdere sempre di più la capacità di analisi critica.
Non è un caso che la maggior parte delle installazioni esposte hanno un scopo chiaramente provocatorio o comunque invitano i visitatori ad interagire, partecipando attivamente alla realizzazione dell'opera.

Lo svizzero Thomas Hirschhorn, ad esempio, conosciuto a livello internazionale per le sue riflessioni sulla funzione socio-politica dell'arte presenta l'opera intitolata Where do I stand? What do You want?, composta da otto quaderni contenenti testi, disegni e collage che rappresentano una sorta di manifesto di intenti e di idee dell'artista il quale denuncia le gravi influenze del capitalismo sulla vita culturale di ogni persona.
L'artista belga Francis Alys invece, con l'intento di porre l'attenzione sulla grave situazione economica e sociale del Perù, nell'aprile del 2002 ha coinvolto circa 500 persone che vivevano nella periferia di Lima chiedendo loro di scavare e spostare, utilizzando soltanto delle pale, la sabbia di una duna di circa dieci centimetri dalla sua posizione originaria. La documentazione di questo lavoro faticoso ma di fatto inutile, vuole rappresentare il valore simbolico dell'unione e dell'azione partecipata di una moltitudine di persone anche in assenza di un effettivo riscontro.

Mentre il collettivo spagnolo Democracia ha realizzato un video molto originale nel quale sono ripresi alcuni giovani che praticano il parkour (sport nato nelle banlieue parigine che consiste nel superare le barriere degli spazi urbani solo con l'uso del proprio corpo), all'interno di un cimitero civile di Madrid. Il messaggio che il gruppo intende diffondere è la difficoltà di superare le barriere non solo reali ma anche mentali e il rifiuto dello spazio-temporale delle metropoli moderne.
Tra gli italiani va menzionato il gruppo Buuuuuuuuu composto da tre giovani artisti che attraverso il loro blog raccolgono “idee e progetti contro le democrazie autoritarie” e dichiarano di servirsi di internet per “creare un network internazionale di persone che condividono gli scopi dell'azione artistica e utilizzano canali alternativi di linguaggio e comunicazione”.
Per concludere è da segnalare anche l'iniziativa promossa dagli organizzatori della mostra: con la finalità dichiarata di far riflettere il pubblico su uno dei principi cardine della democrazia, all'ingresso ogni visitatore viene invitato a votare con la consegna del fac-simile di una scheda utilizzata per i referendum con il seguente provocatorio quesito: “la maggioranza ha sempre ragione?”