La Sardegna dei 10.000 nuraghi in esposizione a Roma

di Federica Falleri // pubblicato il 23 Gennaio, 2014

Le sale espositive del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma accolgono un’interessante esposizione incentrata sulla civiltà nuragica della Sardegna dal titolo evocativo La Sardegna dei 10.000 Nuraghi. Simboli e miti del Passato, aperta al pubblico sino al 16 marzo 2014.
La mostra, realizzata a cura di Franco Campus e Flavia Trucco, è promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e dal Comune di Ittireddu e si tratta di fatto della rielaborazione della mostra sarda Simbolo di un Simbolo realizzata a Ittireddu nel 2012 e a Sassari nel 2013.
Al centro dell’esposizione romana è posta la civiltà nuragica e il tentativo di raccontare la storia di questa antica civiltà preistorica la quale intrattenne importanti relazioni culturali e commerciali con le coeve popolazioni mediterranee e con l’Etruria meridionale.
Le sezioni della mostra 4
La civiltà nuragica, molto varia e ricca dal punto di vista delle sue manifestazioni culturali, nacque e si sviluppò in Sardegna tra l’Età del Bronzo e gli inizi dell’Età del Ferro (XVII-IX secolo a.C.) e prende il nome dai nuraghi, monumenti megalitici preistorici di forma tronco conica realizzati da questo antico popolo e distribuiti in gran numero all’interno del territorio sardo.

L’origine di questi edifici risale al II millennio a.C.. L’estensiva occupazione del territorio sardo, avvenuta tra XVII e XIII secolo, determinò infatti la realizzazione di numerosi nuraghi disposti all’interno di insediamenti via via sempre più complessi e composti da abitati, torri e luoghi di culto e di controllo delle risorse. Ogni insediamento era caratterizzato quindi dalla presenza di questo edificio, che in origine poteva raggiungere un’altezza di 20-30 metri e la cui costruzione necessitava quindi di un’imponente forza-lavoro. La funzione del nuraghe, sulla quale si sono confrontati in passato numerosi studiosi, doveva essere varia. Questi edifici erano presumibilmente sedi di attività legate all’esercizio politico, amministrativo, militare e religioso, manifestazione della ricchezza e simbolo identificativo e identitario della comunità stessa.
Allestimento della mostra 1
Durante il XII secolo a.C. il sistema gerarchico della società nuragica fu riorganizzato e questo cambiamento determinò l’interruzione nella costruzione dei nuraghi. Durante questo periodo la Sardegna fu al centro di intensi scambi commerciali e culturali e punto di transito di merci e uomini tra Occidente e Oriente. La comunità nuragica, composta tra l’altro da esperti navigatori, fu interprete di nuove e originali tecniche per la lavorazione dei metalli, ritrasmesse poi in tutto il Mediterraneo. In un nuovo panorama sociale, per garantire il potere politico ed economico delle comunità, l’elite nuragica ricorse al passato illustre della civiltà, riprendendo l’immagine del nuraghe. Furono quindi realizzati simulacri a forma di nuraghe in pietra collocati nei luoghi religiosi e politici, o singoli oggetti in bronzo utilizzati come doni cerimoniali.
Statuetta in bronzo 2
Quello che quindi era stato l’edificio caratterizzante della civiltà nuragica delle origini, diviene ora il Simbolo di un Simbolo, l’elemento identificativo della comunità stessa. Attorno a questo modello prende vita un ricco apparato figurativo e un insieme di arredi e corredi liturgici utilizzati per i rituali della comunità, sottofondo attorno al quale si crea una tradizione e si realizza il mito.

L’intento della mostra La Sardegna dei 10.000 Nuraghi. Simboli e miti del Passato è quindi quello di raccontare la storia di questa antica civiltà attraverso le produzioni artistiche, gli oggetti, le immagini e i suoni. Per la prima volta sono esposti e messi a confronto bronzetti nuragici di importazione rinvenuti nella penisola, in particolare all’interno di tombe villanoviane, e bronzetti rinvenuti invece in Sardegna, con lo scopo di approfondire i legami che queste comunità intrapresero, direttamente o indirettamente, con le antiche comunità preistoriche presenti nella penisola.
Nuraghe in bronzo 3
In esposizione oltre quaranta oggetti, in bronzo e pietra, provenienti dai più importanti musei nazionali e civici della Sardegna, disposti lungo un percorso espositivo organizzato in quattro sezioni.

La visita inizia con la sezione Immagini di un popolo. Il visitatore viene introdotto nel mondo nuragico attraverso un documentario che illustra le architetture, la vita quotidiana e la sfera del sacro all’interno della comunità nuragica, il tutto accompagnato da musiche anche originali. Qui la chiave di lettura pone l’accento sugli aspetti sociali e sul ruolo della Sardegna e della sua comunità, all’interno del panorama Mediterraneo tra l’età del Bronzo e quella del Ferro.
Navicella bronzea 5La seconda sezione della mostra I Luoghi e i simboli presenta uno spaccato dei luoghi che hanno restituito il simbolo identitario di questa antica civiltà preistorica, il nuraghe, riprodotto in bronzo o pietra.
Introducono alla terza sezione espositiva due figure di guerrieri, l’arciere e il “pugilatore”, due riproduzioni delle grandi statue in pietra provenienti dal complesso di Mont’e Prama. Nella terza sezione Identità ed orizzonti sono presentati quindi gli aspetti più rilevanti della civiltà nuragica nel II millennio a.C. Un completo apparato didattico e un interessante allestimento permettono di comprendere il nuraghe, le tecniche costruttive più diffuse, i villaggi e le loro caratteristiche, l’architettura sacra e funeraria, i traffici e gli scambi commerciali con le popolazioni coeve. Nella sezione sono riprodotti in scala reale interni di nuraghi, altari, scenari e ambientazioni della civiltà nuragica del II millennio.
Il percorso espositivo si conclude nella quarta e ultima sezione Simboli e segni della memoria. Qui è proposta una selezione di riproduzioni di nuraghi, disposti in base alla funzione che questi oggetti ebbero nel contesto originario. Segni del potere rappresentati da navicelle votive con l’albero maestro a forma di torre, e oggetti funzionali a instaurare relazioni tra uomini e Dei rappresentati da nuraghi in bronzo, doni cerimoniali. In questa sezione sono presentati al pubblico reperti poco noti provenienti dai più importanti musei della Sardegna, testimonianza culturale di questa antica civiltà.
Locandina della mostra 6
L’esposizione La Sardegna dei 10.000 Nuraghi. Simboli e miti del Passato è un’ appuntamento immancabile per tutti coloro che intendono avvicinarsi anche solo per un breve momento alla civiltà nuragica, un’ appuntamento rivolto ad ogni fascia di età, ricco di suggestioni e spunti di riflessione, un viaggio a tutto tondo, attraverso le forme espressive più note e rilevanti di questa antica civiltà preistorica e comprenderne le caratteristiche fondamentali.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Le sezioni della mostra
  2. Allestimento della mostra
  3. Statuetta in bronzo
  4. Nuraghe in bronzo
  5. Navicella bronzea
  6. Locandina della mostra

In copertina:
Depliant sulle sezioni della mostra
[particolare]

Mappa

Dove e quando

La Sardegna dei 10.000 Nuraghi. Simboli e miti dal passato

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