La “natura” in mostra al Salone degli Incanti di Trieste
di // pubblicato il 08 Febbraio, 2012
Il prossimo 12 Febbraio il Centro Espositivo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trieste aprirà le sue sale ad una selezionata sequenza d’immagini; lo splendido Salone degli Incanti – ex Pescheria, ospiterà, infatti, dipinti, fotografie, sculture, video e installazioni di ben 82 artisti contemporanei provenienti da 18 diverse nazioni (Australia, Cile, Cuba, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Israele, Italia, Macedonia, Messico, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Svizzera).
Il filo conduttore della mostra “Il fuoco della natura” è proprio Madre Natura e le varie rappresentazioni che gli artisti ne fanno attraverso la riproduzione dei suoi simboli di forza e di bellezza, in un momento di particolare instabilità ambientale e di cambiamenti climatici. Questi importanti temi locali e globali quali l’inquinamento, le specie in via di estinzione e gli habitat che stanno scomparendo, vengono trattati in questa occasione in maniera decisa attraverso immagini che ritraggono la natura da prospettive delle grandi distanze geografiche ai macroingrandimenti, una carrellata di paesaggi spettacolari da tutto il mondo, dalle foreste pluviali dell’America Latina ai mari artici, dal bush australiano al deserto della California e ancora catene montuose, dalle Dolomiti all’Himalaya al Monte Fuji.
La scelta del tema è stata determinata dalla convinzione che la Natura come soggetto rappresenti la mediazione ideale tra il mondo dell’arte e il suo pubblico. Le diverse interpretazioni degli artisti contemporanei, forniscono interessanti punti di vista, svincolati da qualsiasi etichetta alla moda e dall’intervento tecnologico dell’uomo che spesso ne interrompe la naturale evoluzione, causando dei danni ambientali radicali e talvolta permanenti, tuttavia, la natura si difende con modi sorprendenti. Con “Il fuoco della natura”, si vogliono evidenziare taluni quesiti etici direttamente collegati alle opere esposte, quali le contraddizioni del consumismo o il dramma della scomparsa di alcune specie.

Marco Puntin e Jonathan Turner sono i curatori di questo importante progetto, che si sviluppa negli ampi spazi dell’ex Pescheria, per il quale hanno scelto appositamente opere di grande formato provenienti da importanti collezioni private, gallerie d’arte e, in alcuni casi, direttamente dallo studio degli artisti. La mostra è stata patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste e dalla Fondazione CRTrieste Camera di Commercio di Trieste, in collaborazione con le ricerche svolte dai Civici Musei Scientifici di Trieste e dal WWF Trieste (World Wildlife Fund).
La mostra è stata allestita in un labirinto itinerante ideato in collaborazione con Gian Paolo Venier e Luigi Semerani di ell(E)gi Architecture, Trieste. Il progetto si snoda attraverso tre padiglioni costruiti sotto le putrelle in ghisa del vasto spazio dell’ex Pescheria situato sul lungomare di Trieste. Un padiglione è dedicato al tema degli animali e comprende “ritratti” realizzati con tecniche diverse: uno scimpanzè (Daniel Zuckerman), uno squalo (Robert Longo), un cavallo (Albano Guatti), un serpente (Daniel&GeoFuchs), dei cervi (Santiago Ydáñez), un chihuahua (Gabriele Bonato), un tonno (Luigi Serafini), dei panda (Antonio Riello) e una Wunderkammer satura di animali impagliati e disegnati (Francesca Martinelli). Un altro padiglione è dedicato alla maestosità dei paesaggi montani: le Dolomiti (Olivo Barbieri, Riccarda De Eccher, Giorgia Fiorio), una montagna sacra del Tibet (MonikaBulaj), i ghiacciai del Cile (Luca Campigotto) e i picchi dell’Argentina (Michael Najjar), mentre il terzo padiglione è destinato alla proiezione di video di due coppie artistiche, Masbedo e Allora&Calzadilla, questi ultimi hanno rappresentato gli Stati Uniti d’America nel padiglione nazionale durante la Biennale di Venezia del 2011. Al piano superiore dello spazio espositivo, l’Auditorium vedrà la proiezione delle opere video di Alfredo Jaar e Ana Mendieta, provenienti dalla prestigiosa collezione La Gaia di Busca.

“Il fuoco della natura” presenta inoltre tre paesaggi classici della fotografia in bianco e nero di Ansel Adams, e propone esempi storici di maestri della fotografia come Robert Mapplethorpe, Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana e Mario Giacomelli, senza tralasciare le opere dei grandi maestri americani della Pop Art, quali Robert Rauschenberg, James Rosenquist e Jim Dine, stelle dell’arte britannica come Darren Almond, Mat Collishaw e Marc Quinn, e fuoriclasse come il russo Oleg Kulik, il macedone Robert Gligorov, gli americani Ed Ruscha, Bill Beckley e Andreas Serrano, l’olandese Anton Corbijn, i tedeschi Elger Esser e Julian Rosefeldt.