La Gerusalemme di Toscana a Montaione

di Mafalda // pubblicato il 25 Settembre, 2012

Nel cuore della campagna Toscana, a due passi da Montaione, c’è uno dei luoghi più sacri della regione: si tratta della cosiddetta “Gerusalemme di Toscana” che sorge attorno al convento francescano di San Vivaldo.

La Gerusalemme di San Vivaldo si inscrive nella più vasta tradizione del Sacro Monte, complessi di strutture religiose che riproducono in vario modo i luoghi della passione di Cristo. Questi luoghi si sviluppano un po’ in tutta Europa tra il XV e il XVI secolo e nascono per offrire ai devoti la possibilità di visitare i luoghi della Terra Santa senza affrontare un vero e proprio pellegrinaggio. Infatti recarsi in a Gerusalemme poteva essere un’impresa rischiosa, visto che tutto il territorio era ormai in mano ai mussulmani, e sicuramente non alla portata di tutti visto che un viaggio del genere poteva durare anni.
Il Sacro Monte di Montaione è stato uno tra i primi ad essere costruito, insieme a quello di Varallo (in Lombardia) e di Braga (Portogallo). Un censimento eseguito alla fine degli anni ‘90 ne ha individuati più di 1800 in tutto il mondo, anche se probabilmente il numero è superiore.
Papa Leone X definì in una bolla del 1516 le indulgenze relative alla visita delle cappelle di Montaione: da allora un pellegrinaggio alla “Gerusalemme di Toscana” equivaleva a tutti gli effetti a un pellegrinaggio in Terrasanta.

Sorto tra il 1500 e il 1515 per opera del religioso fra’ Tommaso da Firenze, il complesso è situato nella Selva di Camporena, il bosco che circonda l’attuale convento di San Vivaldo: qui il religioso associò alcuni elementi naturali ai principali punti di riferimento della Terra Santa e basandosi su questi costruì l’impianto originario: così il Monte Calvario è rappresentato da una collinetta, mentre la parte di terreno che scende verso un torrente è identificato con la valle di Giosafat.

Il monastero e l’intero complesso sono dedicati al santo Vivaldo da San Gimignano, che in questo bosco visse da eremita in una cella scavata in un castagno, dove morì nel 1320. Nel luogo dove sorgeva il castagno, distrutto dai pellegrini che volevano conservarne le schegge come reliquie, sorse una cappella, che diventò poi il nucleo originale del complesso. Quando fu costruita la chiesa dedicata al santo, le sue spoglie furono traslate al suo interno, dove riposano ancora oggi.

L’attuale complesso è composto da 18 cappelle - in orgine erano 34 - la cui disposizione ricalca la topografia della vera Gerusalemme, o almeno la pianta della città così come era stata tramandata dai pellegrini che tornavano dalla Terra Santa e dall’iconografia dell’epoca. Anche i ricordi di frate Tommaso sono serviti per ricreare l’esatta disposizione dei luoghi, visto che prima di approdare a Montaione era stato a lungo in Palestina.

All’interno delle cappelle sono conservati dei bellissimi altorilievi e gruppi plastici che raccontano la storia della passione di Cristo e altre scene della sua vita: si tratta di terracotta dipinta, e non di ceramica invetriata come in altri luoghi sacri della Toscana. Gli autori sono in gran parte sconosciuti, anche se quasi tutte le opere sono riconducibili alla scuola dei Della Robbia e di Benedetto Buglioni.

La particolarità di queste opere è rappresentata dalle dimensioni delle figure che nella maggior parte dei casi sono a grandezza naturale o quasi. Notevole anche la teatralità della composizione che permette allo spettatore di immergersi completamente nella scena: a rendere ancora più vivida la rappresentazione concorrono vari fattori tra i quali la varietà dei personaggi, le cui fisionomie e gli abiti sono sicuramente ispirati a modelli reali, quelli che vediamo sono infatti uomini e donne del Cinquecento immortalati per sempre nelle sculture di terracotta. Notevoli anche i trucchi prospettici che creano un’illusione di profondità veramente impressionante.

La visita comincia dall’edificio principale, la chiesetta dedicata a San Vivaldo: di questa piccola costruzione colpiscono le perfette proporzioni rinascimentali, rese ancora più evidenti dalla semplicità degli interni privi di decorazioni eccessive.

Usciti dalla chiesetta e superato l’annesso convento, si visitano i vari edifici cominciando dalla costruzione detta del Monte Sion, uno degli edifici più articolati: qui si trovano le cappelle di San Tommaso, del Cenacolo e della Pentecoste, mentre nella parte inferiore c’è un piccolo spazio che rappresenta la tomba di David.

Passate le cappelle/case di Caifa, Anna, Simone Fariseo, si giunge a uno degli edifici più importanti, la casa di Pilato: qui sono rappresentate la flagellazione e l’Incoronazione di spine; fuori dalla cappella invece si possono ammirare due edicole, dove sono raffigurate rispettivamente le scene dette dell’Ecce Homo e del Crucifige, poste una di fronte all’altra: in questo modo ci si trova quasi nell'illusione di trovarsi nella scena "reale", cioé stretti tra le due fasi di una scena reale, da un lato il momento in cui Ponzio Pilato presenta Gesù alla folla (appunto con la frase "Ecce Homo!" o "ecco l'uomo") mentre la folla grida in risposta Crucifige! Crucifige! (Luca, 23, 21) scegliendo la libertà di Barabba; non a caso una volta sotto all'edicola della casa di Pilato era rappresentata anche la prigione di Barabba, con una statua oggi scomparsa. Di queste scene si ammirano i dettagli perfetti degli abiti cinquecenteschi dei personaggi.

Si prosegue quindi verso la bellissima cappella della Madonna dello Spasimo, dove è rappresentata la Vergine svenuta di fronte alla vista del figlio che sale al Calvario portando la croce, sorretta da San Giovanni, dalla Maddalena e dalle Pie Donne.

Proseguendo ulteriormente si entra in quello che, per l’impatto emotivo, era probabilmente il culmine dell’esperienza del pellegrino: la cappella della Salita al Calvario. Qui con un accorgimento veramente teatrale il visitatore viene fatto entrare da una delle due porte, trovandosi davanti a una scena di grandi dimensioni, che occupa tutta la parete, ed è obbligato a percorrerla tutta, per uscire dalla seconda porta. In questo modo chi entra nell’edificio ha l’impressione di far parte della folla che circonda Gesù, sofferente sotto il peso della Croce, e di percorrere con lui la strada per il Calvario - e quindi per la crocifissione.

La visita alla Gerusalemme di San Vivaldo, è un’esperienza sensoriale molto coinvolgente ancora oggi, e passeggiando tra gli edifici viene da pensare che sicuramente doveva esserlo ancora di più in passato, quando per arrivare qui occorreva una motivazione forte per affrontare la fatica del viaggio senza i mezzi di trasporto odierni, e quando la suggestione giocava un ruolo importante. In effetti dovremmo guardare questi gruppi scultorei non con l’occhio analitico dell’appassionato d’arte, ma con l’occhio forse più ingenuo degli uomini del passato, e forse solo allora potremo capire fino in fondo la grandezza e l’importanza di questo di questo luogo che prima ancora di diventare un museo a cielo aperto è e resta un luogo di devozione e misticismo.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Panorama lungo la strada che porta a San Vivaldo, nei pressi di Montaione
    (Foto di Caterina Chimenti)
  2. L'ingresso della Chiesa di San Vivaldo
    (Foto di Caterina Chimenti)
  3. La Cappella dell'Annunciazione e accanto la Cappella della Fuga in Egitto
    (Foto di Caterina Chimenti)
  4. La scena della cena nella casa di Simone Fariseo, nella cappella che rappresenta la "casa" dello stesso Simone.
    (Foto di Caterina Chimenti)
  5. A sinistra: la scena detta dell'Ecce Homo situata sotto la casa di Pilato;
    A destra: l'edicola con la scena del Crucifige situata sotto la cappella dell'andata al Calvario.
    (Foto di Caterina Chimenti)
  6. A sinistra: l'esterno della chiesetta della Madonna dello Spasimo;
    A destra: particolare del gruppo plastico della Madonna dello Spasimo.
    (Foto di Caterina Chimenti)
  7. Il gruppo plastico nella cappella dell'andata al Calvario
    (Foto di Caterina Chimenti)

In copertina:
Dettaglio del gruppo plastico nella cappella dell'andata al Calvario
(Foto di Caterina Chimenti)

Elenco degli edifici

  1. Il Monte Sion
  2. La Casa di Anna
  3. La Casa di Caifa
  4. La Casa di Pilato
  5. San Giacomo Minore
  6. Il carcere di Cristo
  7. La crocifissione
  8. Il Santo Sepolcro
  9. Noli Me Tangere
  10. La Veronica
  11. La Casa di Simone Fariseo
  12. Le Pie donne
  13. Madonna dello Spasimo
  14. Andata al Calvario
  15. L'Ascensione
  16. L'Annunciazione
  17. La Fuga in Egitto
  18. Cappella della Samaritana

Mappa

Dove e quando

 
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