La città proibita al Louvre: Imperatori di Cina e Re di Francia

di Jim Turner // pubblicato il 09 Ottobre, 2011

Lo scorso 29 settembre si è inaugurata a Parigi la mostra La città proibita al Louvre : Imperatori di Cina e re di Francia. La mostra, in programma sino al 9 gennaio 2012, è stata organizzata grazie alla sinergia tra il Louvre e il Museo del Palazzo della città proibita di Pechino, i due più grandi musei “generalisti” del mondo, i quali nel 2005 avevano firmato un accordo di collaborazione che permise la mostra Napoleone primo nel 2008 a Pechino.
È la prima volta nell’arco di un secolo che nel prestigioso museo parigino vengono esposti oggetti dell’estremo oriente, che dall'inizio del Novecento si trovano al Musée Guimet (anch’esso coinvolto nella consulenza scientifica dell’evento): opere, dipinti su seta, vasi, oggetti in lacca, costumi da cerimonia, armature e calligrafie provenienti dalla maggiore istituzione culturale cinese.

La città proibita, costruita tra il 1406 e il 1420 durante il regno dell’imperatore Yongle (r. 1402-1424) impiegando secondo alcune stime più di un milione di uomini, fu il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing, e fu edificata insieme con la decisione di spostare di nuovo la capitale da Nanchino a Pechino.

Secondo l’antica astronomia cinese, al centro del cielo si trovava l’immobile costellazione ziweiyuan (il Muro Sottile di Porpora) dove abitava il Sovrano del Cielo nel suo “Palazzo Purpureo”. In conformità con il pensiero classico il regno dell'imperatore, Figlio del Sole, deve rispecchiare l’armonia celeste. In cinese la dimora imperiale si chiama quindi 紫禁城, traslitterato come Zijincheng, che significa letteralmente "Purpurea città proibita". La sua topografia riflette l'armonia del movimento celeste attorno alla costellazione purpurea e rappresenta il centro immobile dell'impero rettamente governato.
Per quasi 500 anni il palazzo è stato l’abitazione di 24 imperatori e delle loro famiglie, nonché centro cerimoniale e politico ma anche metafisico dell'impero cinese, fino alla rivoluzione del 1912, durante la quale l'imperatore Pu Yi abdicò e  la Cina diventò una Repubblica. Dal 1925, la Città Proibita è diventata un museo, la cui grande varietà di opere d'arte e manufatti è composta dalle collezioni imperiali delle dinastie Ming e Qing.

La scelta di costruire per la mostra un parallelo tra il Louvre e la città proibita può sembrare abbastanza insolita, dato che il palazzo imperiale cinese fu edificato nel giro di 14 anni e non è stato sostanzialmente modificato nei seguenti 600 anni, mentre l’attuale Louvre è il termine di un lungo processo evolutivo cominciato nel 1190 con una fortezza medievale e che è durato quasi nove secoli nei quali più volte è cambiata la sua struttura originale.
I curatori hanno voluto mettere a confronto le due grande istituzioni storiche e artistiche “alla maniera di Plutarco” dice Guillaume Fonkenell : cercando cioè di creare risonanze tra due realtà “non connesse nello spazio e nel tempo [e] analizzare il loro sviluppo per scoprire figure simili”. Perciò mentre le mostre temporanee del Louvre sono solitamente nella Hall Napoléon, questa volta il percorso viene distribuito in diversi spazi del museo.

La prima parte della mostra, situata nella sezione del Pavillon Sully che è dedicata generalmente al “Louvre storico”, consiste in due percorsi cronologici a specchio : da una parte, i grandi imperatori che hanno governato la Cina dal XIII al XIX secolo, dall’altra, lo sviluppo storico dell’iniziale edificio francese che sarebbe poi diventato il museo più visitato al mondo. In questa sezione sono anche trattate brevemente le relazioni tra la Francia e la Cina che sono iniziate tramite la “pax mongolica” del Duecento. Il punto di massimo incontro tra le due civiltà si può osservare nella raffigurazione di Carlo V di Francia (r.1364-1380) che contempla il magnifico Atlante Catalano, nel quale era rappresentato il Grande Khan nel lontano paese di Cathay,  nella sua biblioteca del Louvre. Questa immagine sembra premonitrice del ruolo centrale che avrebbe avuto la città purpurea 50 anni dopo nel mondo cinese.

Uscendo dalle gallerie storiche, si prosegue attraverso il Louvre medievale, dove, sulle rovine delle fortificazioni, sono proiettati ritratti degli imperatori e alcune poesie cinesi sia nella loro grafia originale che nella loro traduzione francese. Il cuore di questa seconda parte è la stanza che contiene il monumentale modello della città proibita, circondato dalle armature cerimoniali delle legioni imperiali.

La terza parte, Qianlong e le arti della corte, situata nel Pavillon Richelieu, è dedicata al maggiore imperatore della dinastia Qing, contemporaneo di Luigi XV e XVI (che regnò dal 1736 fino al 1795) e vissuto quindi all’epoca del crollo della monarchia francese che precedette di poco la nascita del primo impero dell'Europa moderna. Qianlong era un personaggio molto colto che padroneggiava varie arti. Apprezzava molto le nozioni prospettiche dei gesuiti e chiese loro di dipingerlo assieme ai suoi cavalli preferiti. In questa sezione si possono vedere molte opere su seta del milanese Giuseppe Castiglione (anche chiamato Lang Shiming), nelle quali i dettagli dell'abbigliamento venivano affidati a pittori tradizionali cinesi, creando delle insolite ma interessanti ibridazioni tra le tecniche orientali e quelle occidentali.
Il percorso lungo la storia della corte cinese termina con la ricostruzione della maestosa sala del trono.

 

Traduzioni

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Fontana di porcellana cinese
con montatura in bronzo dorato del XVIII secolo, altezza 37,4 cm ; larghezza 30,8 cm ; profondità 25 cm Paris, Musée du Louvre - particolare
(© 2007 Musée du Louvre / Martine Beck-Coppola)

- Qianlong, d’âge mûr, à l’occasion d’un grand passage en revue des troupes,
Artiste anonyme de la Cour Dynastie Qing, période Qianlong (1736-1795) Encre et couleurs sur soie, monté en rouleau vertical
H. 630 cm ; l. 340 cm. Peinture : H. 430 cm ; l. 288 cm
© Musée du Palais impérial, Pékin

- Portrait de Kangxi en tenue ordinaire OEuvre anonyme,
peinte dans les ateliers du palais Dynastie Qing, période Kangxi (1662-1722) Rouleau vertical à l’encre et couleurs sur soie Rouleau
H. 273 cm ; l. 116,7 cm. Peinture : H. 137 cm ; l. 106 cm
© Musée du Palais impérial, Pékin

- Portrait de l’empereur Yongzheng en costume occidental
OEuvre anonyme, peinte dans les ateliers du palais Dynastie Qing, période Yongzheng (1723-1735) Encre et couleurs sur soie, panneaux de bois
H. 52,3 cm ; l. 43 cm
© Musée du Palais impérial, Pékin

- Tortue divine
Zhang Gui Dynastie Jin (1125-1234) Encre sur papier ; monté en rouleau horizontal
H. 32 cm ; L. 240 cm. Peinture : H. 26,5 cm ; L. 55,3 cm
© Musée du Palais impérial, Pékin

Mappa

Dove e quando

La Cité interdite au Louvre - Empereurs de Chine et rois de France

  • Date : 29 Settembre, 2011 - 09 Gennaio, 2012
  • Sito web

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