Kylián e Naharin per il Nederlands Dans Theater II a Modena

di Carmelo Antonio Zapparrata // pubblicato il 09 Ottobre, 2010

L’inaugurazione della nuova stagione di danza al Teatro Comunale L. Pavarotti di Modena, il 2 ottobre scorso, non poteva avere esito più felice. Sono i giovani, infatti, ad aprire letteralmente le danze. Incaricato del compito il Nederlands Dans Theater II.

La compagnia nata nel 1978, raggruppando giovani promettenti tra i 17 e i 22 anni appena usciti dalle accademie, come vivaio del maggiore NDT, ben presto si è evidenziata per la duttilità, l’alto livello tecnico degli interpreti e per facilità, rispetto alla maggiore, di circuitazione e programmazione. Il NDT e il NDT II, e quando esisteva anche il NDT III, compagnia composta da danzatori “maturi”, devono ceco Jiří Kylián, apprezzato coreografo a livello internazionale, direttore artistico dell’ensemble dal 1975 al 1999 e poi coreografo ospite, la loro fama e forte propensione verso lavori contemporanei, dove, però, il rigore e l’amore per una purezza cristallina classica non è mai andato perduto.

Per l’appuntamento modenese la compagnia de L’Aia propone Sleepless, Gods and Dogs, entrambi di Kylián, e Minus 16, firmato dall’israeliano Ohad Naharin.

Sleepless (2004) letteralmente “senza sonno”, offre visioni quasi oniriche, che ci fanno oscillare tra un’effettiva percezione della presenza dei corpi in scena e un loro ipotetico rimando a proiezioni della mente agenti al proprio interno. Il tessuto coreografico scaturisce dall’interazione dei vari danzatori tra loro, che, in equilibri precari e in pose a incastro, entrano in contatto con la scenografia progettata dallo stesso Kylián. Da essa - una sorta di membrana, posta in diagonale, con vari tagli che potrebbero ricordare gli squarci di Fontana - fuoriescono i danzatori. Ripetutamente attratti, creano figure speculari e simmetriche in riferimento ad essa. Ecco, allora che il primo atto creativo si ha proprio con l’espulsione di creature dalla membrana. Involucro protettivo o d’ostacolo?

“La nostra esistenza sulla terra, ci piaccia o no, ha inizio con l’espulsione dal corpo materno … -parole di Kylián che, continuando, afferma - … ci troviamo catapultati in un certo ambiente, in mezzo a determinate persone, ed è con quelle che dobbiamo vedercela”.

L’Adagio in do minore KV 617 di Mozart, rielaborato dal musicista contemporaneo Dirk Haubrich, s’intreccia alle tensioni muscolari dei danzatori, le quali nei pas de deux coniugano un retaggio squisitamente classico a singoli gesti evocativi. Un senso di perenne precarietà e d’incombenza, un qualcosa prossimo ad accadere, è avvertito. Teste umane, uscenti improvvisamente dalle fenditure, solcano la membrana dall’alto al basso. Tutto, però, si stempera alla fine nei due interpreti che delicatamente si lasciano, disponendosi agli estremi della scena.

In Gods and Dogs (2004) - prima italiana - i due termini di paragone appaiono già presenti visivamente. I danzatori da una parte che, con la loro perfezione tecnica e la purezza dei loro enchaînements, potrebbero richiamarci divinità, e il canelupo nelle proiezioni, firmate da Tatsuo Unemi e Daniel Bisig, dall’altra. Ad arricchire il tutto provvede una cascata luminosa che vibrando infonde una specie di aura divina alla composizione, sensazione ulteriormente rimarcata dalle musiche di Beethoven e Dirk Haubrich, oltre che dalla candela posta al centro del proscenio, accesa per tutta la composizione.

Il lavoro indaga il limite sottile tra razionalità e pazzia, afferma Kylián. Forse è proprio nella giustapposizione di due forme estreme - gli esseri perfetti da lui lato, gli dei, appunto, e l’animale più comune alla nostra esistenza, il cane - che s’istaura la tensione. Alcuni cortocircuiti gestuali creano innesti dell’una forma sull’altra. Come le strane espressioni facciali eseguite dai danzatori che, a bocca spalancata e con denti bene in vista, richiamano una sorta di animalità prossima a riaffiorare. Fremiti improvvisi e percussioni sonore repentine segnalano possibili variazioni psichiche e dei feelings degli interpreti, mentre il cane, ormai diventato gigantesco, incombe sulla scena. Anche qui però, alla fine, una dolce serenità s’infonde nel solo di un danzatore appena illuminato da piccoli giochi di luce.

Con Minus 16 (1999) di Ohad Naharin, direttore artistico della Batsheva Dance Company di Tel Aviv, si cambia decisamente tono. Lavoro ironico incentrato sul piacere della danza, scaturisce da una rielaborazione dei precedenti lavori del coreografo, quali Zachacha, Anaphase, Sabotage Baby e Moshe. Un melange musicale accattivante, tra ritmi Cha Cha Cha e retaggi della cultura yiddish, elettrizza il pubblico sino a condurlo effettivamente in scena alla fine dello spettacolo. Da passi caraibici appena accennati dai danzatori alla virulenta scena dove gli interpreti, vestiti tutti secondo usanza ebraica ortodossa, attraverso accumulation e ripetizioni a canone, gridando coralmente, si spogliano degli indumenti della tradizione, tutto è indirizzato sempre a un coinvolgimento forte del pubblico. Ciò si sottolinea, inoltre, quando dall’assembramento lineare compatto composto dai danzatori che attraversa la scena da un lato all’altro a uno a uno ognuno i danzatori, sganciandosi, si concede a un solo “biografico”, accompagnato dalle proprie parole, registrate in precedenza.

 

Dettagli

In foto:

Sleepless
(cor. J. Kylián)
© Joris-Jan Bos

Gods and Dogs
(cor. J. Kylián)
© Daisy Komen

Minus 16
(cor. O. Naharin)
© Daisy Komen


Sleepless
(2004)
coreografia Jiří Kylián
musica Dirk Haubrich
scene Jiří Kylián
costumi Joke Visser
luci Kees Tjebbes

Gods and Dogs (2008)
coreografia Jiří Kylián
musiche Ludwig van Beethoven,
Dirk Haubrich
proiezione video Tatsuo Unemi, Daniel Bisigù
costumi Joke Visser
scenografia Atsushi Kitagawara, Jiří Kylián

Minus 16 (1999)
coreografia Ohad Naharin
musiche Dean Martin, Laurindo Almeida &
Bossa Nova,
All-Stars, Rinky Dinks, Don Swan &
His Orchestra,
Luis Oliveira and his Bandodalua Boys,
Jackie davis, Dick Dale,
The Tractor’s Revenge, Marusha
luci Bambi

Nederlands Dans Theater II
2 ottobre 2010
Teatro Comunale L. Pavarotti, Modena

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: Modena, Via del Teatro, 8
  • Sito web