Kristján Gudmundsson

di Elisabetta Venturi // pubblicato il 15 Giugno, 2011

Si è aperta alla i8 Gallery di Reykjavik una personale con opere inedite di Kristján Gudmundsson, artista autodidatta, nato nel 1941 a Snæfellsnes.
Pioniere dell'arte concettuale islandese, da oltre quattro decenni, esplora nel disegno e nella pittura come tempo e dimensioni - causa ed effetto - possano essere visualizzate.

Ricerca particolarmente leggibile in Black and White Paintings in Grey and White Framesfor telai realizzati su misura in metallo perforato e con l'apposizione di un materiale fonoisolante (solitamente usato per l'assorbimento del suono) posto dietro.
Le opere raggiungono una qualità sinestetica che strizza l'occhio al minimalismo, idee e oggetti estetici pieni di significato e riferimenti a fenomeni culturali con i quali Gudmundsson ha vinto il Carnegie Art Award 2010.

La densità dei fori nel metallo perforato determina la visibilità della tela di ogni pannello, e le ultime opere della serie, composta da tre pannelli di vario spessore, evocano una scultura.

In Sicurezza Picture - lastra di vetro retinato -  Gudmundsson elabora materiali architettonici e industriali e al tempo stesso allude a quelli di valore storico.
Per esempio, l'unica scultura presente in mostra, Kvíahnaus, si basa sull'unità di costruzione del tipico cottage islandese, nella forma e dimensione esatta di quelle tradizionali, ma in fusione di alluminio, materiale polemicamente associato con la realtà contemporanea.

L'Artista esamina anche il concetto di poesia e la struttura letteraria. In Punktar/Periods , 1972-2011, sono stati presi a caso tre periodi di una raccolta di poesie del premio Nobel Halldór Kiljan Laxness e ingranditi almeno mille volte. Si sono così venute a creare macchie nere che riempiono tutta la pagina.
In questo nuovo lavoro Gudmundsson originariamente vedeva l'opera come "silenzio poetico", ma successivamente gioca anche con i significati molteplici di "periodo" e, come per molte sue opere, richiama il concetto di ready-made e paternità in genere.

Wittgenstein affermava "ciò che può essere detto, può essere espresso chiaramente, ma ciò di cui non si può parlare, si deve tacere".
Proseguendo tale concetto, lo storico dell'arte Ólafur Gislason ha osservato che Gudmundsson "trasponendo in pittura i confini tra esperienza percettiva e ragione ha aperto questo mondo silenzioso e vuoto e lo ha riempito per noi con un significato inquietante".

 

Dettagli

didascalie immagini
Kristján Gudmundsson

  • White and Black Painting in
    Grey Frames
    2009
    acrylic on canvas, enameled steel,
    insulating material
    120 x 40 x 4.2 cm
    © Kristján Gudmundsson
    courtesy i8 Gallery, Reykjavik
  • installation view 2011
    Black Painting in Grey Frame 2011
    acrylic on canvas, enameled steel,
    insulating material
    60 x 120 x 4.2 cm
    Black Painting in Grey Frame 2011
    acrylic on canvas, enameled steel,
    insulating material
    60 x 120 x 4.2 cm
    © Kristján Gudmundsson
    courtesy i8 Gallery, Reykjavik
  • Security Picture 2011
    wired safety glass
    165 x 214 x 0.6 cm
    © Kristján Gudmundsson
    courtesy i8 Gallery, Reykjavik
  • installation view 2011
    White and Black Painting in Grey Frames 2009 acrylic on canvas, enameled steel,
    insulating material
    120 x 40 x 4.2 cm
    Kvíahnaus 2004
    aluminium
    27.5 x 58 x 8.7 cm
    © Kristján Gudmundsson
    courtesy i8 Gallery, Reykjavik
  • Punktar/Periods 2011
    blackboard paint on cardboard
    61.7 x 56.8 cm
    © Kristján Gudmundsson
    courtesy i8 Gallery, Reykjavik

 

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Dove e quando

Kristján Gudmundsson

  • Fino al: - 23 Luglio, 2011
  • Indirizzo: i8 Gallery, Reykjavik, Tryggvagata 16
  • Sito web

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