Jurassic Park e il palmeto pietrificato a Palazzo Cavalli di Padova

di Ellegi // pubblicato il 30 Marzo, 2009

Quasi 400 anni fa per la prima volta, a Padova, Galileo Galilei puntava il suo cannocchiale verso la luna e apriva, grazie a questo nuovo strumento, la scoperta di nuovi mondi e nuovi orizzonti. Finalmente era possibile vedere nitidamente gli oggetti celesti dopo millenni di osservazioni del cielo ad occhio nudo.
Un avvenimento di eccezione che ha cambiato la storia dell’uomo e che verrà celebrato per tutto il 2009. 
Con l’apertura dell'Anno internazionale dell'astronomia, che si avvale del coordinamento internazionale dell’Unesco, la collaborazione dell'Unione astronomica internazionale (International astronomical union, Iau) e il coinvolgimento di 140 Paesi in tutto il mondo, Padova e Galileo  sono infatti al centro dell’attenzione per tutto l’anno, perché proprio qui, iniziò nel 1609 l’astronomia moderna.
Per scoprire tante notizie e informazioni vi consigliamo di curiosare fra i numerosi articoli pubblicati sul nostro magazine.
Per questa importante occasione internazionale anche l'Università di Padova arricchisce la nutrita serie di eventi che la città sta offrendo, con l'apertura al pubblico, dopo un accurato restauro, di due grandi musei della tradizione universitaria il Museo di Geologia e Paleontologia di Palazzo Cavalli e il Museo di Mineralogia.
Il futuro Polo museale naturalistico e scientifico della città di Padova ha iniziato la sua storia con l'inaugurazione avvenuta alla presenza di Vincenzo Milanesi, Magnifico Rettore dell'Università di Padova, di Domenico Rio, Direttore del Dipartimento di Geoscienze dell'Ateneo patavino, di Monica Balbinot, Assessore ai Musei del Comune di Padova, di Gianmario Molin, Direttore del CAM il Centro di Ateneo dei Musei universitari e di Paolo Mietto, responsabile scientifico del Museo di Geologia e Paleontologia.

Assolutamente sbagliato pensare a collezioni e spazi per soli addetti ai lavori! Solo la visita del contenitore, il bellissimo Palazzo Cavalli costruito dalla famiglia Foscari agli inizi del ‘500, e alle collezioni riserva infinite sorprese e scoperte che da sole valgono il viaggio.
Il palazzo verso la metà del ‘600 venne acquistato dal Provveditore Marin Cavalli, che lo rinnovò completamente e commissionò gli affreschi che lo rendono un vero gioiello. 
L'atrio e il salone d'ingresso del piano terra si presentano con il soffitto alla sansovina e pareti affrescate come tutti i saloni.
Dieci finti quadri illustranti episodi tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, episodi di storia romana nella Sala dei Telamoni, scene venatorie nella Sala della Caccia, episodi tratti dal Vecchio Testamento nella Sala del Caminetto racchiusi in finte cornici seminascoste da tendaggi sollevati da putti in volo, guardano il visitatore dalle pareti delle sale. foto affreschi La decorazione del piano terreno avvenne verso il 1680 ed è attribuita a Michele Primon per le affinità stilistiche con gli affreschi di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta.
Negli ultimi anni dell’800 Palazzo Cavalli fu ceduto alla Regia Università che, con i suggerimenti dell'architetto Pio Chicchi, lo trasformò in Scuola di Applicazione per Ingegneri e dal 1932 ospita le collezioni e l'Istituto di Geologia.

Il museo di Geologia e Paleontologia vanta antichi e illustri natali. Nasce infatti nel 1734 quando le prime collezioni furono create grazie alle donazioni delle raccolte naturalistiche di Antonio Vallisneri, il grande scienziato, medico e naturalista propugnatore del metodo sperimentale in biologia. Un nucleo storico che come la maggior parte dei musei universitari padovani ha origine proprio dalle sue raccolte che si sono via via arricchite di nuovi arrivi e donazioni. foto fossili Il Museo è diviso in quattro sezioni i vegetali fossili, invertebrati vertebrati e rocce, tutte da scoprire ancora più bello dopo il recente restauro. Un mare di pesci fossili proviene dall’inesauribile giacimento che è il paese di Bolca nell’alta Val d’Alpone in provincia di Verona. Elefanti, ippopotami nani, che popolavano la Sicilia nel Pleistocene medio, tra i quattrocentomila e i duecentomila anni fa, i magnifici ittiosauri del Giurassico inferiore vecchi di quasi duecento milioni di anni, la “tigre” con i denti a sciabola. E ancora coccodrilli, uccelli, rettili in una esposizione che ha il sapore di un Jurassic Park. 

Fra i fossile vegetali una importantissima sezione di Paleobotanica, fiore all’occhiello dell’esposizione. Una foresta pietrificata ricca di reperti di notevole rilevanza scientifica, ragguardevoli dimensioni e di grande valore espositivo, aspetta e incanta il visitatore. Palme antiche dai cinquanta ai trenta milioni di anni, sono i fossili rinvenuti nei famosi giacimenti del Veneto che adornano la famosa Sala delle Palme fra cui spicca l’imponente olotipo della Latanites maximiliani, alto più di tre metri.

L’allestimento della Sala delle Palme è avvenuto tra il 1932 e il 1940 con i fossili fissati ai muri mediante zanche metalliche e racchiusi in teche di legno e vetro. Un allestimento che dopo tanti anni ha aveva proprio bisogno di un restauro, e il nuovo sistema esalta ancora di più l’effetto della foresta pietrificata.

Un mondo tutto da gustare, quello dei musei dell’Università di Padova, coordinati e promossi dal Centro di Ateneo per i Musei (CAM) del quale fanno parte tutti i musei universitari che vi invitiamo a scoprire.
Su www.musei.unipd.it  indicazioni e modalità di visita. 

 

Dettagli