JonOne. L’arte si fa strada

di Elisa Bergami // pubblicato il 06 Luglio, 2011

Classe 1963. John Andrew Perello ha molti nomi: Jon 156, Jonone e JonOne. Di origine domenicana, nasce ad Harlem entrando subito in contatto con la fervente attività artistica della cultura Afro-americana qui così diffusa.

I writers fanno del tessuto urbano la loro gigantesca tela adeguandosi alle estensioni, trasformando la città in un gigantesco spazio espositivo suscettibile di continui cambiamenti. 
Il graffitismo nasce a Filadelfia nei tardi anni sessanta sui treni e si sviluppa in seguito a New York nel decennio successivo, fino a raggiungere una prima maturità stilistica a metà degli anni ottanta. Proprio nella grande mela, JonOne debutta nel mondo dei graffiti grazie a White Man, un amico di infanzia particolarmente conosciuto nell’ambito. Taggandosi come Jon seguito dal 156 cioè il numero della sua strada, prima sui muri e poi sui treni del suo quartiere il giovane trasforma le carrozze della metropolitana in tante “sale” di un museo itinerante.
Già di per sé, la firma dell’artista rende riconoscibile ad una prima occhiata l’opera e risulta quindi evidente che i primi passi del writer americano prendono le distanze dall’origine della cosidetta Street Art di cui i graffiti sono parte integrante. Infatti in questo caso, l'artista non vuole imporre il suo nome ma intende creare un'opera d'arte contestualizzata nello spazio che la circonda, interagendo con un pubblico diversificato che peraltro non ha scelto di visionare il lavoro. Il tentativo è quello di creare un’opera duratura che però non sia né ufficiale né richiesta.
Nel fermento degli anni ottanta, che vede salire alla ribalta Keith Haring, Jean-Michel Basquiat e Richard Hambleton tutti autori di opere vogliose di impossessarsi della città esterna e sotterranea, JonOne decide di trasferirsi a Parigi, virando quindi verso l’aspetto più europeo di questo tipo di espressione artistica.
Qui sceglie, altresì, di fare sua l’identità di pittore utilizzando la più comune e diffusa tela come supporto di opere d’arte di grandi dimensioni. Il repentino successo ottenuto anche al di fuori del continente europeo sancisce, così, la sua definitiva affermazione nei circuiti artistici mondiali. 

Dal 7 luglio all’8 agosto 2011, JonOne ritorna per la terza volta in Cina e più precisamente alla 18Gallery di Shanghai, una delle città più cosmopolite del colosso cinese.
Da lui definita come la terra dalle mille ispirazioni, non solo concettuali ma anche e sopratutto materiali, le opere in mostra palesano il legame tra il lettering astratto e la scrittura tradizionale, facendo dei diversi lavori murali una sorta di tributo all’antico mondo della calligrafia cinese.
Il colore popola, ravviva ed unisce; segue le linee curve e a tratti acuminate delle lettere salvo, poi, dilatarsi fino a sformarsi ma mantenendo vivo e pulsante il velo cromatico. Le diverse linee sono costrette a dialogare, formando delle piccole aeree attigue all’interno di cui si percepisce un lieve movimento, quasi a trasmettere la sensazione di avere davanti la proiezione di un vero e proprio distillato di energia. 

“Non ho ricevuto nessuna educazione artistica. Quando taggavo i treni di New York non avrei mai pensato che un giorno mi sarei espresso sulla tela. Ciò che mi ha veramente portato al mondo dei graffiti è stato vedere cosa facevano gli altri negli angoli della città. La scuola a cui sono andato era piuttosto rigida e così noiosa! Ricordo che in strada ero libero. Non volevo ciò che l’America mi offriva: un lavoro, una casa e degli abiti carini. Ad un certo punto ho incontrato A-One (Antohony Clark 1964 – 2001) che di solito lavorava con Jean-Michel Basquiat (Brooklyn, New York, 1960 – 1988). A-One è stato il legame tra la strada e il mondo dell’arte. Aveva viaggiato in Europa ed era tornato con parecchio denaro, semplicemente frutto della sua arte; ascoltando i suoi racconti i miei occhi brillavano di invidia anche perchè, in quel periodo, il mio mondo era il quartiere dove abitavo. Grazie a lui ho cominciato a visitare delle mostre, a rendermi conto di ciò che mi circondava. Iniziai a prendere il mio lavoro seriamente, a non considerarlo come un atto di vandalismo ma semplicemente come una forma d’arte.“ (JonOne)

L’arte si fa in strada. L’arte si fa strada!

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • JonOne
    Markin Da Hood
    100x100 cm, acrilico su tela, 2009
  • JonOne
    On da Run from Da/Law and Order
    123x100 cm, acrilico su tela, 2008
  • JonOne
    Paperworks
    120x120 cm, acrilico su tela, 2009

Mappa

Dove e quando

Jonone

  • Date : 07 Luglio, 2011 - 25 Agosto, 2011
  • Indirizzo: 18Gallery, 18, Zhongshan East Road (E1), 4F, Shanghai
  • Sito web

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