John Pierpont Morgan, Alexandre Imbert e la ceramica medievale orvietana
di // pubblicato il 17 Novembre, 2009
E’ nel 1909, soltanto 100 anni fa, che lo Stato Italiano decise di proteggere e preservare il proprio patrimonio archeologico e artistico con una legge che lo rendeva inalienabile e l’istituzione di un Ente che provvedeva al suo controllo e gestione. Molti buoi erano già scappati, tuttavia la legge ha certamente contribuito a salvare una parte del nostro patrimonio, soprattutto per quanto concerne i reperti rinvenuti posteriormente alla sua promulgazione.

Allo scadere dei cento anni, la Direzione Regionale dei Beni Culturali insieme a un Comitato di enti promotori e col supporto della Regione Umbria, del Comune di Perugia , della Cassa di Risparmio di Perugia e di quella di Orvieto, ha organizzato una mostra presso la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia incentrata sulla ceramica medioevale orvietana.

Il medioevo è il periodo in cui l’arte ceramica orvietana fiorì e si diffuse maggiormente. I prodotti dei “vascelli” (così si chiamavano gli artigiani della ceramica), raggiunsero il loro massimo successo quantitativo e qualitativo tra il XII e il XIV secolo: vasi, piatti, ciotole, tazze, boccali, tutti decorati con motivi geometrici, araldici e religiosi e quasi sempre colorati in bruno e verde. Proprio nell’anno 1909, l’archeologo Orvietano Pericle Perali effettuò un approfondito studio sulla ceramica Orvietana medioevale e rinascimentale. La ricerca gli fu commissionata da un antiquario internazionale di nome Imbert che poi provvide anche alla stampa dei risultati raccogliendoli in un volume che dedicò al magnate americano John Pierpont Morgan.

In mostra vengono esposti oggetti d’arte, pubblicazioni anche librarie e documenti dei primi anni del 1900 che dimostrano il grande interesse che in quegli anni il mercato internazionale dell’antiquariato riservava ai “reperti” ceramici italiani provocandone una forte diffusione in tutto il mondo, soprattutto verso gli Stati Uniti d'America. A dimostrazione della dispersione internazionale della ceramica Orvietana sono esposte ceramiche provenienti da New York, San Paolo del Brasile, Parigi.

La mostra è arricchita da una raccolta di bellissime Ceramiche Rinascimentali appartenenti alla Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia esposte nel Palazzo Baldeschi. La mostra, curata da Lucio Riccetti, è visitabile fino al 10 Gennaio 2010 con il biglietto di ingresso alla Galleria Nazionale dell’Umbria .

Nella sede espositiva di Palazzo Baldeschi al Corso, a poche decine di metri dalla Galleria, si può ammirare oltre la mostra, la splendida collezione di Ceramiche Rinascimentali della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.