Jazz and Art II
di // pubblicato il 17 Gennaio, 2010
Giovedì 14 gennaio Ted Nash ha suonato le sue immagini musicali al Lincoln Center, la casa di ben dodici fra le più importanti organizzazioni artistiche new-yorkesi, fra cui la New York Philarmonic Orchestra, il Metropolitan Opera, il New York City Ballet e altre ancora.
Sei ettari e mezzo dedicati all’arte drammatica: l’equivalente di un intero quartiere, quello dell’Upper West Side che veniva demolito all’inizio degli anni ’60 per fare posto all’avveniristico progetto dell’urbanista Robert Moses, principale fautore della New York di oggi.
Un luogo ad alta concentrazione di locali e jazz club, al tempo, e al posto delle case popolari e delle bande rivali di immigrati che ispirarono il West Side Story di Bernstein, oggi vive il più grande centro culturale della città, che con le sue numerose sale e teatri può ospitare fino a 15.000 spettatori contemporaneamente.
Il Ted Nash Quartet ha eseguito al David Rubenstein Atrium del Lincoln Center una selezione da Portrait in Seven Shades, l’ultimo originale lavoro del sassofonista e compositore.
Il progetto è nato circa quattro anni fa quando Wynton Marsalis, direttore artistico della Jazz at Lincoln Center Orchestra, chiese a Ted Nash di comporre a tema libero per l’orchestra.
L’idea di Nash è stata quella di creare una serie di movimenti ispirati ciascuno a un diverso pittore, sette movimenti per la precisione, per sette pittori: dalla fine dell’’Impressionismo all’Espressionismo Astratto, Ted Nash ha creato un’evocazione sonora dello stile di Picasso, Van Gogh, Monet, Matisse, Chagall, Dalì e Pollock.
Nash ha letto molto sulla vita e sulle opere dei pittori scelti per cercare di interpretarne il sentimento. Ha trovato ispirazione nelle tele conservate presso il Museum of Modern Art che ha gentilmente consentito al compositore di esplorare liberamente la collezione, partecipando così attivamente alla realizzazione del progetto.
La produzione di Nash sarà disponibile in registrazione dal prossimo 2 febbraio e sarà eseguita al Rose Theater dal 4 al 6 febbraio durante Jazz and Art II, manifestazione - concerto in cui Wynton Marsalis presenterà anche la sua nuova suite ispirata alle opere di altri artisti del ‘900, fra cui Romare Bearden, Stuart Davis e Piet Mondrian.
Portrait in Seven Shades è stato interpretato per la prima volta dalla JALCO nel febbraio del 2007, proprio in occasione della prima edizione di Jazz and Art, facendo seguito nella serata all’esecuzione di altri brani famosi come la Degas Suite di Duke Ellington, Picasso di Coleman Hawkins e Some Circles di Maria Schneider. Per volere di Nash, l’esecuzione dell’opera è stata accompagnata dalle immagini dei dipinti che hanno ispirato il compositore, proiettate in larga scala sull’orchestra nell’intento, a quanto pare riuscito, di trasmettere il senso del legame percepito. A marzo avrà inizio il Portrait in Seven Shades Tour che prevede, tuttavia, solo tappe negli Stati Uniti.