Ivan Leonidov

di Marica Guccini // pubblicato il 28 Ottobre, 2009

Il panorama dell’editoria d’arte, nonostante la crisi che infuria, rimane rigoglioso, offrendo così buone speranze a questo clima culturale che deve, e speriamo si voglia, mantenere aperto e vivace, pronto a dar fiato a nuovi spunti e riflessioni attente e libere.

L’architettura, da sempre accolta nel compagine delle belle arti delle quali, in certi brandelli di storia della civiltà europea ne fu madre e regina, e pur essendo al giorno d’oggi relegata ancora a un “luogo di comprensione” secondaria per le sofisticazioni e concettualizzazioni ardite che spesso veicola, sta tuttavia riscuotendo un rinato interesse in termine di esposizioni, studi specifici e pubblicazioni.
Il nuovo volume proposto dalla casa editrice Electa posto in questo solco restituisce, attraverso un cospicuo gruppo di saggi e documenti, esito delle ricerche più aggiornate, il profilo completo ed inedito della vita e dell’attività di uno dei grandi architetti russi del periodo sovietico, Ivan Leonidov (1902-1959), a cinquant’anni dalla morte.
I testi di vari esperti, corredati da un ampio e in gran parte inedito apparato iconografico desunto dagli archivi russi presso i quali è depositato il patrimonio dell’architetto, illustrano l’attività progettuale e il percorso creativo di un grande architetto, intrecciando così alla trattazione saggistica il fascino di certi progetti di raffinatissima produzione grafica.
Pochissimi i progetti realmente materializzati di Leonidov, ma non per questo l’apporto intellettuale che egli diede rimase taciuto.

Disposti in ordine cronologico, i saggi approfondiscono le esperienze e le ricerche dell’architetto collocandole nel complesso contesto storico e culturale dell’URSS degli anni venti-cinquanta.
Approfondite schede descrivono i principali edifici progettati o realizzati da Leonidov in oltre quarant’anni di attività.

Curato da Alessandro De Magistris e Irina Korob’ina, architetti e studiosi di fama internazionale, il volume, avvalendosi della collaborazione di notevoli architetti, studiosi ed esperti oltre ad indagare le vicende riguardanti il protagonista in questione, aprirà notevoli finestre su un mondo, quello dell’architettura sovietica russa, ancora poco conosciuto.

Salito alla ribalta negli anni venti con l’importante progetto di laurea per l’Istituto di biblioteconomia Lenin di Mosca (1927), grandioso progetto purtroppo mai realizzato, Leonidov s’impose immediatamente come icona della nuova architettura dell’URSS.
Il carattere radicalmente innovativo delle sue concezioni progettuali, unitamente ad uno sperimentalismo imperante, gli trascinarono contro duri attacchi che diedero un’imprimitura radicale alla sua carriera.
Dagli anni trenta progetti di grande rilievo presero corpo dalle mani dell’architetto, sviluppati con originalità rielaborando i dettami di un “realismo socialista” attento però a rimanere il quanto più lontano possibile dallo storicismo classicistico tanto in voga. Ne saranno esempi il progetto per il Ministero dell’Industria pesante, il progetto per il sanatorio di Kislovodsk, oltre a molti progetti di pianificazione territoriale e paesaggistica e ad altri per monumenti quali, ad esempio, quello a Cristoforo Colombo a Santo Domingo.

L’ultima fase progettuale della sua attività è testimoniata, nel volume, da un intero capitolo dedicato dall’ambiziosa quanto utopica idea per la “Città del sole” del 1944, ispirata all’opera del filosofo Tommaso Campanella (1602).

 

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