Itinerari robbiani

di Adriana Sebastiani // pubblicato il 21 Marzo, 2009

Se pensiamo all’arte di Piero Della Francesca ad Arezzo normalmente il pensiero corre agli affreschi della Leggenda della vera Croce in S.Francesco
Però troviamo Piero anche in piccoli centri come Monterchi ( Affresco della Madonna del parto ), a San Sepolcro ( la Resurrezione di Cristo ).
Anche per i Della Robbia è così:  non solo è possibile ammirarli nell’interessante ed accurata mostra allestita ad Arezzo, ma in molti angoli della città e provincia scarsamente noti, ma interessanti e caratteristici.

Con un progetto accurato ed articolato viene proposta ora, oltre alla valorizzazione del territorio, una vera scoperta delle ceramiche robbiane con l’ipotesi di cinque percorsi: uno relativo alla città e quattro alle sue valli e cioè:

  1. Casentino : Monastero della Verna, Bibbiena, Stia, Castel Fognano, Chiusi della Verna, Montemignaio, Poppi , Pratovecchio;
  2. Valdarno : Montevarchi, Bucine, Cavriglia, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini;
  3. Valdichiana: Cortona, Foiano della Chiana, Castiglion Fiorentino, Civitella in Val di Chiana, Lucignano, Monte San Savino;
  4. Valtiberina : Badia Tedalda, Anghiari, San Sepolcro, Pieve Santo Stefano, Sestino,Monterchi.

Proponiamo come sintesi alcuni appunti presi durante una breve gita esplorativa dell’iniziativa, sapendo di non essere esaustivi, ma sperando di suscitare l’interesse per una scoperta artistica e turistica particolarmente coinvolgente.

MONTEVARCHI
L’importanza avuta nel Quattrocento delle opere robbiane è ben documentata in questa cittadina.

Nel museo diocesano, oltre ai vari interessanti arredi sacri esposti, in uno spazio adiacente si trova il tempietto, un piccolo gioiello di storia e di arte.
Lo sguardo è catturato dalla splendida statua della “ Madonna del latte” di fattura eccellente, luminosa e perfetta negli atteggiamenti e nell’accurato drappeggio della veste, notevole è anche il vivace ed artistico ciborio.
Se poi alziamo lo sguardo ci rapisce il soffitto del tempietto e la fuga dei putti nella cornice sottostante.
Alle pareti vi è un lungo ed interessante fregio in ceramica, pieno di movimento e di vita, che ben giustificano le affermazioni del Vasari. Egli elogia la capacità di Luca della Robbia, il quale “avendo una meravigliosa pratica nella terra, la quale diligentissimamente lavorava, trovò il modo di invetriare essa terra co’l fuoco, in una maniera che è non la potesse offendere né acqua né vento”. Il fregio rappresenta la consegna della reliquia da parte del conte Guido Guerra al priore di S.Lorenzo.
La leggenda narra che una goccia del latte della Vergine, cristallizzatasi durante la fuga in Egitto sulle labbra di Gesù, fosse passata da un imperatore di Oriente al re di Francia Luigi XIV e donata poi, tramite il conte, a Montevarchi.

Davanti a queste opere il pensiero corre a quella chiesetta romanica, quasi un oratorio, ed alla pala di Della Robbia, ‘scoperta’ a Memmenano, un minuscolo, interessante paesino medievale, arroccato su una piccola altura raggiungibile con difficoltà.
La pala è stata ora, grazie ad un accurato e paziente restauro, riportata al suo splendore in occasione del progetto.
Le figure hanno una notevole forza espressiva, mentre nel complesso tutti i personaggi rappresentati dialogano fra loro e si inseriscono in un ambiente naturale con armonia.
In questa piccola frazione è possibile immaginare di vivere ai tempi di Luca: le case in pietra, il vicolo che penetra tra di loro, l’azzurro del cielo che s’inserisce tra i muri di calda pietra e il verde degli ulivi, ci ripropongono un ambiente antico, nuovo per noi che ritroviamo qui quella tranquillità antica soffocata ormai dalla frenetica vita moderna.

FOIANO DELLA CHIANA
La cittadina non è grande, ma interessantissima e caratteristica per la presenza di notevoli opere d’arte e per la sua storia.

Facilmente si giunge alla chiesa di Santa Maria della Fraternità dove possiamo ammirare un notevole lavoro giovanile di Andrea, da lui realizzato su progetto dello zio Luca.
Il giovane autore è vivace e sicuro nella modellazione. La statua viene comunemente chiamata “Madonna delle nevi ” per la splendida luminosità del bianco, interrotto solo da alcune tracce di doratura sul mantello, sulla manica e sui capelli. E’ un’opera suggestiva meritevole di una sosta particolare.
Nella chiesa di S.Michele Arcangelo, guardando la bella pala di Giovanni della Robbia viene spontaneo pensare al Vasari. Egli, a proposito dei della Robbia, dichiara che quelle ceramiche invetriate sono come dei quadri destinati a rimanere invariati, sfidando tempo ed intemperie.
 
La pala dell’Ascensione di Gesù potrebbe essere considerata un quadro perché non solo rappresenta l’episodio narrato nel Vangelo, ma anche offre una realtà paesaggistica riconoscibile.
Infatti la foresta della Verna , ben più evidente ed ampia in una pala di Andrea della Robbia, presente in quel Santuario, è qui appena accennata, ma viva, con il verde dei suoi alberi in contrasto con il bianco dei personaggi schierati come in composta attesa contro l’azzurro del cielo, posta quasi come elemento di separazione fra la realtà terrena e quella divina.
La ceramica diventa viva per i colori in grado di riportarci indietro nel tempo; si resta colpiti dalla pace di quei luoghi quasi impregnati di una mistica atmosfera. Questa pala ha un’armonia compositiva originale e i vari molteplici elementi dialogano fra loro conquistando, nell’insieme, spazio e realtà. Le singole figure si distinguono con tratti fisionomici particolari e ciascuna fa parte dell’armonia generale.
Le caratteristiche espressive dei volti e degli atteggiamenti risaltano specialmente nelle statue a grandezza naturale della Vergine dello Spasimo, opera attribuita a Fra’ Ambrogio della Robbia, figlio di Andrea, poi trasferitosi per fare decorazioni a Fontainebleau. Le statue, dopo il recentissimo, accurato restauro sono ora presenti nella chiesa di San Francesco.

Il gruppo, realizzato entro la prima metà del Cinquecento, è formato da quattro statue in terracotta invetriata con le parti ad incarnato in terracotta naturale dipinta che rappresentano la Vergine colta da malore ai piedi della croce sorretta da tre pie donne. Ad esso, ricomponendo così l’opera originaria, sono state riunite altre quattro statue quelle di S.Francesco, S.Chiara, S.Giovanni e la Maddalena ai piedi della croce lignea, restaurate per questa occasione e presentate al pubblico.
L’ottimo restauro ha restituito a tutto il gruppo, ricomposto dopo circa tre secoli, non solo la forza espressiva, ma soprattutto ha fatto emergere la notevole capacità artistica dell’autore.
Sopra il coro, ornato da stalli lignei della seconda metà del Cinquecento, notiamo la pala con Cristo e la Vergine che intercedono presso l’Eterno. Nella Parte bassa, tra le figure del Cristo e della Vergine s’intravede, probabilmente, l’antico castello di Foiano.
Percorrendo poi la medievale stradina acciottolata, dopo un ampia arcata, ecco una scalinata che si affaccia sulla caratteristica piazza e, nella Collegiata di S.Martino e Leonardo, troviamo altre notevoli opere di Della Robbia : la Madonna della cintola con S.Leonardo e S.Tommaso attribuita ad Andrea della Robbia e due pale, tutte ceramiche invetriate di notevole fattura.

Ancora dobbiamo pensare alla Verna perché la Vergine della cintola , con la Vergine tra le nubi sorretta da sei angeli volanti mentre porge la cintola a S.Tommaso, inginocchiato a terra vicino a S.Leonardo, ricorda l’omonima opera eseguita per la chiesina degli angeli di quel santuario.
Qui i committenti Quirico di Bartolomeo di Seriacopo e la moglie donna Jacopa sono rappresentati genuflessi, nella predella.

POPPI
Il castello si trova su un’altura che domina la vallata.

Entrati nel cortile ed osservando l’insieme della struttura e lo sviluppo dei vari piani, viene spontaneo immaginare Arnolfo del Cambio intento all’osservazione per la realizzazione del palazzo del Bargello a Firenze. Al primo piano, nell’ampio luminoso salone, attuale sala del Consiglio comunale, in una parete si nota un piccolo, interessante quadretto. Dopo accurati studi questa opera è stata attribuita a Benedetto Buglioni, mentre prima ad Andrea Della Robbia. Questo ci fa capire come la fama ( e quindi le attribuizioni) dei Della Robbia si fosse molto espansa in quei tempi e il ‘segreto’ della invetriatura custodito gelosamente. Infatti gli apprendisti ( ad esempio lo stesso Buglioni ) riuscirono sì ad emergere e a produrre opere notevoli per la fattura, ma nessuno riuscì a raggiungere quella lucentezza propria delle ceramiche invetriate da loro eseguite. Il Vasari afferma che ”… riuscitogli tale invenzione, (Luca) lasciò dopo sé eredi i figliuoli di tal segreto” e in quest’opera, determinante per l’attribuizione a Buglioni, è stata proprio l’opacità dei colori.
A Poppi certamente è interessante il panorama che si può ammirare e volentieri ci si sofferma anche per uno spuntino, sicuri di assaporare gli antichi piatti locali.

Ancora ci attendono altre vallate, con le loro gradevoli sorprese d’arte e di luoghi non molto toccati dal turismo e quindi ancora capaci di offrirci significativi segni del passato d’arte e di storia e di proporci diverse emozioni.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  • Andrea Della Robbia
    Il conte Guido Guerra dona la reliquia del latte di Maria alle autorità di Montevarchi
    Montevarchi, Museo della Collegiata di San Lorenzo; già San Lorenzo
  • Andrea Della Robbia
    Altare con San Giovanni Battista e San Sebastiano, e paliotto con Cristo in Pietà
    tra la Madonna e San Giovanni, 1495-1500
    Montevarchi, Museo della Collegiata di San Lorenzo; già San Lorenzo
    cappella del latte di Maria
  • Foiano della Chiana
    credits Archivio APT, Andrea Barghi
  • Andrea e Giovanni della Robbia
    Ascensione, 1495-1500
    Foirano della Chiana, San Domenico (Ora San Michele Arcangelo)
  • Fra’ Ambrogio della Robbia
    Vergine dello spasimo, 1530 ca
    Foiano della Chiana, Collegiata dei Ss. Martino e Leonardo
  • Castello dei Conti Guidi di Poppi
    credits Archivio APT, Andrea Barghi
  • Santuario della Verna
    credits Archivio APT, Andrea Barghi