Itinerari letterari nella Trieste di Svevo

di Mafalda // pubblicato il 19 Marzo, 2012

Si concluderanno il 1 Aprile le celebrazioni ufficiali per il 150° anniversario della nascita di Italo Svevo: un’ottima occasione per concedersi un’itinerario storico e letterario sulle orme di uno dei più grandi scrittori italiani; si tratta anche dell’occasione giusta per riscoprire la splendida città di Trieste da poco segnalata dal colosso mondiale delle guide turistiche Lonely Planet come la più bella tra le città dimenticate dai turisti.

Infatti uno degli elementi che rende Trieste così speciale è il suo essere al tempo stesso città di frontiera e cosmopolita - all’incrocio mediterraneo, mitteleuropa e dell’europa dell’est - e destinazione lontana dai “sentieri battuti”. È forse questo mix di tranquillità e fermento intellettuale che ha reso la città il terreno ideale dove comporre alcuni tra i grandi capolavori della storia della letteratura: non solo i romanzi di Svevo ma anche l’Ulisse di Joyce, le poesie di Saba solo per menzionare gli autori più noti.

Il rapporto con Trieste

Se Trieste è territorio di confine tra molte tradizioni culturali, il suo più illustre cittadino, Italo Svevo, è forse il prodotto esemplare di questo melting-pot: nato da una famiglia con origini italiane, ebree, tedesche Aaron Hector (per la famiglia Ettore) Schmitz porta già nel nome tutta l’eredità multiculturale di questo territorio. Il piccolo Ettore infatti nasce del 1861 - l’anno dell’Unità d’Italia - a Trieste, che fino ad allora era stato il porto principale dell’Impero Asburgico ma che proprio dopo l’Unità d’Italia vedere risvegliare i fermenti irredentisti, anche se non sarà annessa all’Italia fino al 1920. Italo Svevo cresce quindi in ambiente di lingua tedesca, pur essendo perfettamente bilingue, e compie parte dei suoi studi in Germania. Nonostante la sua formazione, e la valenza della lingua tedesca nel più generale contesto politico Triestino - non vanno dimenticate le campagne di germanizzazione asburgiche - Schmitz vive con serenità questa doppia eredità linguistica e culturale, che racchiude nello pseudonimo che lo renderà famoso, Italo Svevo.
Il legame con la cultura tedesca è un tratto comune a gran parte degli intellettuale triestini del tempo anche se non tutti la vivranno con la stessa disinvoltura di Svevo.

Svevo e gli artisti

Per approfondire questo aspetto della storia culturale della città iniziamo il nostro itinerario con la visita alla mostra “Svevo e gli Artisti”, allestita presso il museo Revoltella nell’ambito delle celebrazioni per il centocinquantenario dello scrittore. Alla fine dell’Ottocento alcuni giovani artisti triestini (Isidoro Grunhut, Carlo Wostry e Umberto Veruda) scelgono di studiare belle arti non presso l’Accademia di Venezia, come era consuetudine, ma presso quella di Monaco di Baviera. Svevo, grazie all’amicizia profonda con Veruda, frequentò assiduamente questi circoli artistici: li avvicinava non solo una grandissima amicizia ma anche la comune sensazione di essere artisti incompresi, soprattutto negli ambilenti triestini.

Ritratto di Svevo e della sorella Ortensia

Questa amicizia è ben documentata da una serie di dipinti provenienti dalla famiglia di Svevo, in cui Veruda ritrae volti e situazioni dell’intimità domestica, fornendoci al tempo stesso preziosi indizi non solo sulla vita dello scrittore ma anche sul suo interesse per l’arte. Svevo fu infatti un collezionista appassionato: nella mostra sono visibili i pezzi più belli della raccolta, tra cui il ritratto della moglie di Svevo, Livia, ritratta da Arturo Rietti con la tecnica del pastello, o la veduta di Passeggio S. Andrea di Zangrando.

Itinerari Sveviani

Italo Svevo visse a Trieste gran parte della sua vita, e qui ambienta i suoi tre romanzi: Una vita, Senilità, La coscienza di Zeno. Anche se oggi la città è sicuramente diversa da quella che ci descrive Svevo, molti dei luoghi descritti nei romanzi sono ancora visibili, così come i posti che lo scrittore amava frequentare.
Così ancora oggi una targa contrassegna la casa natale di Svevo in via XX Settembre, mentre in piazza Hortis (al tempo si chiamava però piazza Lipsia) sorge ancora la biblioteca pubblica che lo scrittore amava frequentare - è menzionata in Una vita - nei cui locali è oggi ospitato il museo Sveviano, mentre di fronte è stata posta una statua in bronzo a lui dedicata.

Un itinerario letterario dedicato a Svevo non può inoltre ignorare la piazza della Borsa in cui sorge l’imponente palazzo Tergesteo - in questa piazza Svevo lavorò per anni nella sede della banca Union - e che viene spesso menzionato nei romanzi.

Procedendo con la visita si può fare una sosta nel centralissimo giardino pubblico, un’oasi verde in pieno centro storico, che oltre ad essere menzionata più volte da Svevo era uno dei luoghi preferiti da Saba.

Un’altra piacevole sosta è rappresentata dal Caffé San Marco, uno degli storici caffé Triestini, frequentato da molti artisti e intelletuali tra cui proprio Svevo: qui l’arredamento d’epoca perfettamente conservato rievoca in modo suggestivo l’epoca d’oro di questi locali, ispirati al modello del caffé viennese.

Il percorso si conclude idealmente con una camminata sul Passeggio S. Andrea: uno dei punti panoramici della città, affacciato sul mare, era un luogo caro a Svevo, infatti nel quadro di Zangrando menzionato in precedenza, tra le figure ritratte vi sono proprio la moglie dello scrittore che passeggia in un pomeriggio assolato con la bambinaia e la figlia Letizia ancora piccola.

I luoghi di Svevo sono visitabili grazie a una mappa creata dal Comune di Trieste e dal Museo Sveviano, ma sono disponibili anche visite guidate, che fanno parte di un programma più ampio di visite alla “Trieste Letteraria” a cura dell’Ente Turismo Friuli Venezia Giulia (informazioni, date e orari presso l’info-point).

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Ritratto di Italo Svevo
    (Courtesy of Museo Revoltella)
  2. Ritratto di Svevo e della sorella Ortensia
    Umberto Veruda, 1892
    (Courtesy of Museo Revoltella)
  3. Statua di Italo Svevo in piazza Hortis, Trieste
    (© Maurizio Valdemarin)
  4. Trieste, Palazzo della Borsa
    (Foto di Luca Boldrini)

In copertina:
Trieste, piazza dell'Unità
(© Fabrice Gallina)

Svevo e gli artisti

La mostra Svevo e gli artisti sarà visitabile fino al 1 Aprile presso il Civico Museo Revoltella di Trieste.

Link utili

  • Museo Revoltella
  • Sito ufficiale delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Italo Svevo
  • Sito ufficiale dell'Ente Turismo Friuli Venezia Giulia: sono a disposizione oltre alle informazioni turistiche, le mappe interattive e l'elenco delle visite guidate
  • Mappa dei luoghi Sveviani a cura del Museo Svevo e del Comune di Trieste.

Informazioni sugli itinerari

Infopoint TurismoFVG
Via dell'Orologio 1, angolo Piazza Unità d'Italia
Trieste

Tel. +39 040 3478312
Fax +39 040 3478320

info.trieste@turismo.fvg.it

Mappa

 
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