Invito al viaggio - parte 1
di // pubblicato il 13 Dicembre, 2010
Riaprirà il 16 dicembre 2010 la sede espositiva distaccata del Museo Pecci Milano che avrà come prima protagonista la mostra: “INVITO AL VIAGGIO. PARTE 1 PROPOSTE DELLA COLLEZIONE DEL MUSEO: AMBIENTI”, curata da Stefano Pezzato e dedicata alle opere di Pinot Gallizio, Fabio Mauri, Mario Merz, Superstudio.
L’allestimento rimarrà aperto fino al 22 gennaio 2011 e sarà la prima parte del progetto “INVITO AL VIAGGIO”.

L’edificio di archeologia industriale, grazie ad un accordo tra il Centro Pecci ed un privato , è stato utilizzato gratuitamente, e funzionerà per altri 2 anni, il periodo utile per terminare l’ampliamento della sede museale di Prato che vedrà la conclusione nel 2012;sarà utilizzato quindi come “vetrina” per l’arte contemporanea e le attività d’eccellenza prodotte in Toscana, grazie al progetto sostenuto attraverso l’agenzia “Toscana Promozione” a partire dall’esposizione e valorizzazione del patrimonio delle opere raccolte in oltre 20 anni di attività dal museo pratese.
Il progetto “INVITO AL VIAGGIO”, concepito sia come tema comune alle opere selezionate, sia come metafora dello spostamento spaziale e temporale del museo per un’esplorazione fisica e mentale da parte del pubblico proseguirà con una seconda esposizione a partire dal 3 febbraio 2011, e avrà il titolo “INVITO AL VIAGGIO. PARTE 2 PROPOSTE DELLA COLLEZIONE DEL MUSEO: AMBIENTI E OPERE", nella quale agli ambienti dei 4 artisti scelti per l’apertura del progetto verranno affiancate opere di: Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Remo Salvadori e Gilberto Zorio in modo tale che venga delineata un’inedita panoramica dell’arte italiana degli ultimi 50 anni.
Attraverso integrazioni e aggiornamenti il percorso espositivo al Museo Pecci Milano si strutturerà come un’anticipazione in fieri della raccolta museale che verrà presentata nella rinnovata sede del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato.
Questa prima parte è dedicata a quattro grandi installazioni/ambienti: Caverna dell'antimateria (1958-59) di Pinot Gallizio, Luna (1968) di Fabio Mauri, La spirale appare (1990) di Mario Merz, Supersuperficie (1971-72) di Superstudio.
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- Caverna dell'antimateria
La "pittura industriale d'ambiente" di Pinot Gallizio, realizzata insieme al figlio Giorgio nel Laboratorio Sperimentale di Alba e presentata alla Galerie René Drouin di Parigi nel maggio 1959, quindi riproposta nella retrospettiva di Gallizio alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino nel 1974 e in mostre dedicate all'artista a Torino nel 1990 e 1992 e ad Alba nel 2005, inserita in un'ampia ricognizione sull'Internazionale Situazionista al Centre Georges Pompidou di Parigi e all'Institute of Contemporary Arts di Londra nel 1989 ed ora concessa in comodato al Centro Pecci dall'Archivio Gallizio di Torino, "ci conduce alla frontiera fra due mondi", i primordi mitici dell'esistenza umana e l'avvenire enigmatico a cui tenta di dare risposta la scienza, annunciando profeticamente l'annullamento delle divisioni spazio-temporali e prefigurando "la preistoria della cosidetta era atomica". - Luna
Il "magico modello sperimentale" di Fabio Mauri, proposto alla Galleria La Tartaruga di Roma nel contesto di azioni e installazioni del Teatro delle Mostre nel maggio 1968, successivamente nella mostra Roma anni '60. Al di là della pittura al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1990 e nella retrospettiva di Mauri alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nel 1994, infine riallestita a Prato nella mostra 1988. Vent'anni prima, vent'anni dopo in occasione del ventennale del Centro Pecci nel 2008, ci proietta fisicamente all'interno di un mondo artificiale rompendo i limiti fra le esperienze reale e virtuale, fra i ruoli dello spettatore e dell'attore. L'installazione/ambiente di Mauri anticipa l'allunaggio del 20 luglio 1969 celebrato da una memorabile diretta televisiva e attiva la partecipazione dello spettatore, il suo coinvolgimento nello spettacolo in presa diretta di arte e vita. - La spirale appare

La "spirale" di Mario Merz, frammento lungo oltre venti metri dell'installazione originaria creata in occasione della mostra personale dell'artista al Centro Pecci nel 1990, intitolata Lo spazio è curvo o diritto, è “un’opera totale” che, concentrandosi e disperdendosi attorno a un nucleo ideale, incide e circoscrive lo spazio espositivo avvolgendolo organicamente, minandone la solidità e la finitezza e introducendovi l’infinita prolificità della natura e la sua drammatica fragilità, sintetizzata nella serie numerica progressiva di Fibonacci. Con il suo aspetto volutamente frammentario quest'opera continua a tramandare una storia quotidiana e universale ribadendo, con enfasi e poesia, uno tra gli assunti più significativi di tutta l’opera di Merz, quello del poeta mistico Rumi che recita: Se la forma scompare, la sua radice è eterna… - Supersuperficie
La "visione al limite" di un nuovo habitat proposta da Superstudio in un film e in un progetto di microambiente ("una stanza come campione di Supersuperficie"), realizzato in occasione della mostra Italy: The New Domestic Landscape allestita nel 1972 al MoMa di New York, e che sarà ricostruito dal Centro Pecci, conclude una ricerca per immagini iniziata nel 1969-70 con l'elaborazione del Monumento continuo e intesa a visualizzare "idee di architettura non fisica". Basato su studi, suggestioni e rimandi che vanno dai modelli urbani adottati dai Situazionisti alle tendenze comunitarie degli hippies e dei provos, dalle concezioni fantascientifiche ed effimere degli Archigram alle attrezzature per missioni spaziali e sottomarine, dai congegni tecnologici per potenziare le capacità umane ai sistemi scientifici per espandere l'energia e estendere le comunicazioni, il progetto di Supersuperficie arriva a prefigurare "un modello alternativo di vita sulla terra".
La scorsa primavera si è svolta in questi luoghi l’anteprima dedicata a Dark Matter, lavoro inedito di Nio Architecten (stessi autori del progetto di ampliamento della sede museale di Prato) nel suggestivo spazio espositivo situato in Ripa di Porta Ticinese sul Naviglio Grande.