Innocente a Brescia. Opere dalla collezione Berardelli

di Giorgia B. Soncin // pubblicato il 22 Dicembre, 2010

Erano i primi anni Ottanta quando a Milano prendeva forma, presso la galleria d'arte milanese Il Diagramma, quello che sarebbe stato denominato Nuovo Futurismo: un nucleo di artisti catalizzati attorno alla figura del gallerista Luciano Inga- Pin ai quali venne attribuita una sorta di continuità con lo storico movimento Futurista di Giacomo Balla e Fortunato Depero.

Per certi versi vicini all'estetica Pop e messi in relazione dal critico d'arte Renato Barilli ad artisti internazionali come Jeff Koons e Takashi Murakami per la tendenza a valorizzare la monumentalità di oggetti apparentemente inutili e superflui o per lo sguardo verso la Superflatness, questo variegato gruppo di artisti ha portato una risposta al clima per certi versi frammentato di quegli anni attraverso un recupero delle forme polimateriche e del colore, svincolandosi dalle "barriere" dell'opera incorniciata e interagendo con una percezione dello spazio sempre più spesso tridimensionale.
E' in questo contesto che si inserisce in lavoro dell'artista veronese Innocente, nato nel 1948 e protagonista di un percorso artistico che si relaziona agli anni Ottanta oltrepassandone l'aspetto sgargiante, multicolore e pop per addentrarsi in una dimensione più profonda ma non per questo priva di una nota volutamente ironica.

Sono infatti le stesse parole dell'artista a confermare che I toni sgargianti degli anni ottanta e l’apparente leggerezza, anche se sempre pronta a una critica pungente della società dei consumi, hanno lasciato il posto a tonalità più cupe e spente, manifestazione di una nuova fase artistica. Curata da Melania Gazzotti e Nicole Zanoletti una ricca mostra presso la Fondazione Berardelli di Brescia raccoglie i lavori dell'artista appartenenti all'ultimo trentennio e comprende un totale di più di quaranta bozzetti inediti realizzati tra il 1980 e il 1983 assieme ad una serie di installazioni polimateriche, dipinti, assemblage; sculture e opere che si avvalgono dei materiali più svariati per affrontare trasversalmente tematiche tutt'altro che banali e superficiali.
Come afferma lo stesso Achille Bonito Oliva in uno dei testi che accompagnano la mostra L'arte di Innocente si muove invece lungo derive e scarti, lungo vie che non sono mai maestre ma sempre sentieri interrotti della polverizzazione e della curva a gomito. Qui non esistono percorsi privilegiati, non esistono punti di arrivo o il confronto della sosta. E' così che il Monumento ai Caduti, inaugurato nel 1992, accumula immagini e oggetti in un assemblage esperibile attraverso media diversi tra cui anche due televisori che trasmettono alternativamente riprese dell'Ossario di San Martino della Battaglia di Custoza e riprese fatte tra gli scaffali di un supermercato. Questo "ossimoro visivo", realizzato per la XII Quadriennale di Roma mette in evidenza le infinite possibilità comunicative che l'autore stesso può attribuire il lavoro artistico; possibilità che vengono implementate e sperimentate anche nelle opere successive come la famosa installazione A Prescindere (1999) in cui l'utilizzo del piombo come materiale primario è metafora di tutta la pesantezza e drammaticità che l'opera vuole manifestare attraverso una simbologia che non si avvale unicamente delle forme ma anche della fisicità materica. Datata 2006 è invece la scultura marmorea Tredici, raffigurante tredici bambine a grandezza naturale in riferimento ad un episodio di cronaca avvenuto negli Stati Uniti.

Anche in questo caso, è difficile non sottolineare la capacità dell'artista di mettere in relazione arte e vita/ arte e quotidianità lavorando sulle icone ma caricandole di una forte valenza simbolica.
E' un caso, che nello stesso anno in cui Innocente nasceva, George Orwell scriveva 1984, uno dei romanzi più emblematici della letteratura contemporanea: critica e acuta premonizione di quella che sarebbe stata la società del futuro, ambientato, come si evince dal titolo stesso, nel 1984, data in cui Innocente e gli altri Nuovi Futuristi iniziavano ad operare all'interno del già menzionato movimento.
Nonostante il divario in termini di tempo e spazio che distanzia l'artista italiano e lo scrittore britannico, prescindendo ovviamente dall'aspetto politico, il trait d'union tra i due è forse la capacità di osservazione e la determinazione nell'addentrarsi attraverso l'arte in una dimensione riflessiva e critica.

Al di là di ogni connessione ipertestuale la mostra bresciana, INNOCENTE, Opere dalla collezione Berardelli, fornisce sicuramente una valida prospettiva di quella che è stata la poetica dell'autore negli anni più determinanti della sua carriera, partita in un periodo che in molte città d'Italia ha visto prendere forma movimenti artistici fortemente innovativi e che ha saputo, nel tempo, far convivere l'ironia che da sempre l'ha contraddistinta con lo sguardo attento e sensibile di chi vive e osserva la realtà in cui è immerso.

 

Dettagli

didascalie immagini

  • Innocente
    Senza titolo, 1983
    tecnica mista su cartoncino
    15x 9,2cm
  • Innocente
    Viaggio, 1998
    fotografia su tela e valigie di cartone
    200x300cm
  • Innocente
    A prescindere, 1999
    piombo e oggetti
    500x500x300cm
  • Innocente
    Tredici, 2005
    veduta dell’installazione


IN COPERTINA
un particolare di
Innocente
Giotto, 1997
lamiera smaltata, barchetta in latta, sgabello
128x45cm

Mappa

Dove e quando

INNOCENTE. Opere dalla collezione Berardelli

  • Fino al: - 05 Marzo, 2011
  • Indirizzo: Fondazione Berardelli, via Milano 107, Brescia
  • Sito web

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