Inganni ad arte a Palazzo Strozzi

di Roberto Mariotti // pubblicato il 17 Ottobre, 2009

Mercoledì scorso è stato presentato alla stampa uno degli eventi più interessanti e suggestivi organizzati dalla nuova Fondazione di Palazzo Strozzi istituita nel luglio 2006 e che ben si coniuga, per il tema trattato, con la mostra “Realtà manipolate” inaugurata qualche settimana fa sempre a Palazzo Strozzi nel Centro per la Cultura Contemporanea Strozzina.

Dal 16 ottobre infatti, le sale del museo ospiteranno Inganni ad arte. Meraviglie del trompe d'oeil dall'antichità al contemporaneo, mostra che – prima volta in Italia – racconta l'intrigante e affascinante storia del trompe d'oeil, tecnica pittorica in uso già nell'antica Grecia, finalizzata a rappresentare come vero ciò che vero non è, in un gioco che mira a creare un inganno ottico nell'eterna sfida tra realtà e simulazione.

Come sottolinea Cristina Acidini, soprintendente del Polo Museale di Firenze che ha ideato la mostra, l’arte del trompe d’oeil si è diffusa un po’ ovunque , travalicando i confini geologici e cronologici, poiché il piacere di essere ingannati per poi scoprirne il trucco e subito dopo essere rassicurati, è un piacere innato nell’uomo che si evidenzia fin dall’infanzia. Sensazione che si trasforma poi in un piacere mentale più sofisticato, rappresentando una chiave ulteriore per l’interpretazione del reale che si aggiunge ai cinque sensi che abbiamo.

Avverte tuttavia la Acidini che “definire un trompe d'oeil è una delle cose più difficili che nella storia dell'arte si possono proporre. Si tratta di un problema di soglia percettiva, un limite impalpabile ed ineffabile al di sotto del quale un dipinto è una natura morta e al di sopra è un trompe d'oeil”. Ce ne accorgiamo visitando la seconda sezione dell’esposizione dal titolo “Natura morta o trompe d’oeil?” dove vengono messi a confronto dipinti che trattano lo stesso oggetto da due diverse angolazioni e da una differente prospettiva. Ciò che dunque rende un’opera d’arte un trompe d’oeil è essenzialmente l’intenzione dell’artista che vuole che il dipinto inganni l’osservatore mediante l'illusione, mentre nel caso di una natura morta, l’opera si limita a raffigurare fedelmente l’oggetto o l’ambiente rappresentato senza ambiguità.

L'arte mimetica – precisa Annamaria Giusti, direttrice della Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti e curatrice della mostra – si sviluppa già nel tardo antico per affermarsi poi definitivamente con l'avvento del naturalismo e soprattutto grazie a Giotto. Il trompe l'oeil – continua la curatrice – si codifica quando nel '400 confluiscono due grandi novità artistiche, da una parte la prospettiva, fiorentina di invenzione, che permette di costruire uno spazio pittorico esatto che è la logica continuazione dello spazio reale, e dall'altra la grande pittura fiamminga di quel periodo che indaga il mondo attraverso un'attenta analisi della realtà quotidiana e una particolare attenzione agli oggetti. Il secolo del trompe l'oeil sarà poi il '600 con l'avvento di veri e propri specialisti del genere”.

Ll'itinerario espositivo della mostra è diviso in dieci sezioni in cui convivono opere di epoche diverse, appartenenti però ad un comune ambito tematico e tipologico. Il leitmotiv è rappresentato dal dipinto di Pere Borrel del Caso che raffigura un bambino che fugge dai rigidi confini di una cornice dorata, mentre la rassegna è introdotta dall'episodio mitico dell'uva di Zeusi velata dalla tenda di Parrasio. La leggenda narra dell’antica gara fra i due celebri pittori greci Zeusi e Parrasio, il primo capace di dipingere grappoli d’uva così realistici, da indurre gli uccelli a beccarli; il secondo in grado addirittura di ingannare l’occhio esercitato di Zeusi stesso, che di fronte alla tenda dipinta da Parrasio volle scostarla, credendo celasse il quadro.

E' possibile ammirare anche il celebre Scarabattolo, opera illusionistica del Museo dell'Opificio delle pietre dure, oltre a capolavori di Mantegna, Tiziano e Veronese che aprono alla riflessione sulla duplicità con cui in pittura è visto il rapporto spaziale. Molto spazio è riservato anche ai pittori fiamminghi le cui opere sono caratterizzate da vani parietali e armadietti che si aprono a presentare una serie di oggetti.
Protagonista dell'esposizione è ovviamente la pittura, poiché in ragione della sua natura bi-dimensionale meglio si presta all'inganno e all'illusione, potendo giocare sull'effetto ottico dell'immagine che esce dalla superficie. Tuttavia i visitatori potranno ammirare anche una gamma etoregenea di sculture trompe l'oeil. Non potendo in questo caso ricorrere alla tridimensionalità illusoria, gli artisti del genere hanno ricercato la mimesi attraverso il colore e attraverso un lavoro di materie che imitano altre materie. In questo caso dunque il gioco mimetico mira a confondere l'osservatore sulla reale natura del tipo di materiale utilizzato.

Lasciatemi utilizzare un aggettivo insolito per una mostra: andate a vedere Inganni ad arte perché oltre ad essere una mostra interessante e ben allestita, è una mostra davvero divertente che appassiona non soltanto i critici o gli appassionati di arte.
I dipinti e le sculture sono affiancate anche da iniziative collaterali che si collegano al tema della mostra e all'illusione sensoriale e mettono alla prova l'olfatto, il tatto e l'udito dei visitatori.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Henri Cadiou
    (Paris 1906-Paris 1989)
    Lo strappo, 1981
    Dipinto su tela; cm 81 x 54
    Parigi, Collezione Pierre Gilou
  • Domenico Remps
    (attivo nella seconda metà del XVII secolo)
    Scarabattolo, II metà del XVII secolo
    Dipinto su tela
    cm 99 x 137
    Firenze, Museo dell’Opificio delle Pietre Dure
    Credit: Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
    Foto Rabatti & Domingie Photography
  • Arte romana. Natura morta con selvaggina
    Terzo quarto del I secolo a.C.
    Affresco
    cm 71 x 60
    Napoli, Museo Archeologico Nazionale
    Credit: Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
    Archivio fotografico Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
  • Diego Rodríguez de Silva y Velázquez
    (Siviglia 1599-Madrid 1660)
    e Pittore spagnolo del XVIII secolo
    Palco di corna di cervo e altri trofei di caccia, 1629 ca., post 1734
    Dipinto su tela Madrid
    Palacio Real
  • Johannes Cornelisz Verspronck
    (Haarlem 1600/03-1662)
    Bambino addormentato nel seggiolone, 1654
    dipinto su tavola sagomata
    Collezione privata
  • Cornelius Norbertus Gijsbrechts
    (Anversa? 1610/1620 ca.-post 1675?)
    Oggetti da caccia al falcone con frustino e coltello, 1672
    Dipinto su tela
    Copenaghen, Castello di Rosenborg
  • Andrea Mantegna
    (Isola di Carturo, Padova 1431-Mantova 1506)
    San Marco Evangelista, 1447-1448 circa
    Dipinto su tela
    cm 81,1 x 63,6
    Credit: U. Edelmann - Städel Museum/ARTOTHEK

    IN COPERTINA
    Pere Borrell del Caso
    (Puigcerdà 1835-Barcellona 1910)
    In fuga dalla critica, 1874
    (particolare)
    Dipinto su tela
    cm 76 x 63
    Madrid, Collection of the Bank of Spain
    Credit: Collection of the Bank of Spain


Catalogo
Edito da Mandragora

Mappa

Dove e quando

Inganni ad arte. Meraviglie del trompe d'oeil dall'antichità al contemporaneo

  • Date : 16 Ottobre, 2009 - 26 Gennaio, 2010
  • Indirizzo: Firenze, Palazzo Strozzi
  • Sito web

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