Infinito. Norma Mascellani e la Raccolta Lercaro
di // pubblicato il 13 Gennaio, 2010
Restano ancora pochi giorni per visitare l'esposizione sulla pittrice Norma Mascellani in programma fino al 24 gennaio alla Raccolta Lercaro di Bologna, riaperta da poco al pubblico in nuova veste e che ha già avuto occasione di presentare interessanti mostre. Ancora pochi giorni per concedersi l'occasione di ammirare questa grande artista bolognese recentemente scomparsa all'età di 100 anni e che con spirito indomito ha fino all'ultimo dipinto. "Infinito. Norma Mascellani e la Raccolta Lercaro"è il titolo della mostra nella quale si può ripercorrere il cammino dell'artista dagli anni '30 ad oggi attraverso una scelta dei dipinti donati dalla stessa Mascellani alla Fondazione Giacomo Lercaro in memoria del marito scomparso Luigi Samorini. Grande successo di pubblico ha avuto finora questa esposizione che rende omaggio ad una artista molto amata in città e non solo, un pilastro della scena artistica bolognese.

Straordinarie appaiono a chi entra in mostra le vedute di Venezia, alcune eseguite con una pennellata distesa e uniforme, altre invece aggrumate come da pensieri più foschi. Nelle chiare immagini veneziane si percepisce l'immobilità delle cose che non è statica ma rende quasi tangibile un malinconico e profondo senso di eternità così da creare delle visioni sospese e cariche di misterioso silenzio soprattutto per l'Isola di San Giorgio. Chi sia stato a Venezia, non una volta ma in momenti diversi e in stagioni diverse, credo possa ritrovare i propri ricordi in queste visioni. Si scoprono poi vedute del grande fiume, il Po, e scorci marini, litorali e banchine deserti immersi in un cielo e un mare che diventano quasi un tutt'uno, le forme si stemperano in una bruma solitaria fino a creare visioni astratte che si ritrovano in opere denominate "Infinito" nelle quali sembra quasi di percepire l'infinitità del tempo che fluisce al di sotto delle cose umane.

Per chi è cresciuto a Bologna o vi vive da tempo è facile farsi coinvolgere da un altro soggetto caro alla Mascellani che è la Basilica di San Luca. Per chi non è a conoscenza, San Luca è un santuario posto su di un colle collegato alla città da un ininterrotto portico come da un cordone ombelicale e custodisce al suo interno l'icona della Vergine che si pensa dipinta da San Luca. Per i bolognesi d'adozione e non intravedere il suo profilo caratteristico in cima alla collina, soprattutto dopo un lungo viaggio o una giornata passata lontano, rappresenta come un abbraccio materno, accogliente e porta con sè un sentimento misto di affetto e di nostalgia; tutto questo si può ritrovare nel modo di dipingere San Luca della Mascellani, una sensazione intima di appartenenza alla città che ognuno vive in modo proprio. Nei ritratti, nei paesaggi e negli scorci la Mascellani riesce a trasportare una peculiare delicatezza affettuosa formata da una atmosfera calda e ricca di molti pensieri e sentimenti. Anche nelle composizioni di bottiglie, fiori, conchiglie, dipinti sui passi di Giorgio Morandi, suo maestro e dal quale assorbì la capacità di dipingere il silenzio, appare l'espressione intima della propria esistenza unita ad una sorta di religiosità delle cose, un senso mistico della realtà la quale nella sua sospensione avvolgente rivela l' assoluta ineffabilità dell'infinito.