Indro Montanelli. La vita, le opere, i luoghi
di // pubblicato il 03 Agosto, 2009
Il Comitato Nazionale per le celebrazioni del Centenario della nascita di Indro Montanelli (Fucecchio, 22 aprile 1909 – Milano, 22 luglio 2001) è stato costituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e, tra le molteplici iniziative, è stata realizzata una mostra fotografica, bibliografica e documentaria proprio nella cittadina natale presso la sede della Fondazione Montanelli Bassi e nell’area Corsini (spazi del Museo Civico).
Fotografie, giornali, riviste, filmati, libri nella varie edizioni (anche quelle più rare) oggetti personali, lettere inedite, oltre agli arredi dei due studi di Milano e Roma trasferiti alla Fondazione dopo la sua morte.
Una documentazione dettagliata dei vari capitoli della vita di Montanelli con la storia del Novecento che fa da sottofondo a uno dei suoi maggiori testimoni.
La narrazione è articolata in brevi capitoli con didascalie essenziali tratte dalle stesse opere di Montanelli in loco ed è proprio Montanelli a guidare il visitatore quasi come se raccontasse gli eventi più importanti della propria vita.
Gran parte dei testi è stata tratta dall’opera “Soltanto un giornalista” che costituisce una sorta di autobiografia montanelliana curata da Tiziana Abate e pubblicata dopo un anno dalla scomparsa.
In sintesi le principali sequenze biografiche illustrate in mostra.
Dopo l’infanzia trascorsa a Fucecchio e l’adolescenza a Nuoro e a Rieti, l'esperienza della guerra in Etiopia (1936) dove scrisse i suoi primi libri e consolidò la vocazione giornalistica (iniziata durante una permanenza in Francia e in occasione di un primo viaggio negli Stati Uniti).
All'insegnamento a Tallin, in Estonia, seguono i documenti della partecipazione, in qualità di reporter, ai conflitti degli anni 1938-1945: in Spagna, Germania, Finlandia, Svezia, Norvegia, Albania, Grecia. E' in quel periodo che nacque la fama del giornalista "nel luogo giusto al momento giusto".
Le drammatiche vicende del suo arresto e della fuga dal carcere di Milano (dove aveva rischiato di essere giustiziato) con lettere scritte dalla prigionia e quelle indirizzate alla famiglia dall'esilio in Svizzera.
Il successivo percorso professionale attraverso i reportages dal Giappone, dagli Stati Uniti, da Israele e da numerosi altri paesi americani e asiatici. L’abbandono del Corriere della Sera e la fondazione del “Giornale” e poi della “Voce”, segneranno la storia di Montanelli direttore e opinionista.
Sequenze che illustrano le numerose opere prodotte per teatro, cinema, televisione.
Ampio spazio agli "Incontri" con foto e filmati dedicati a personalità del mondo politico, culturale e dello spettacolo.

Una sezione specifica per ritratti e caricature dei più noti artisti e vignettisti (Forattini, Fremura, Guttuso, Caruso, Manzi, Pericoli) e un'altra per i libri, quei volumi conservati nella biblioteca della Fondazione Montanelli Bassi che furono donati da autorevoli personalità della cultura. Libri con dediche o accompagnati da lettere e biglietti autografi esposti anche per documentare le relazioni personali e professionali di Montanelli e della moglie Colette Rosselli.
Nell’area Corsini, invece, la documentazione del rapporto che lega Montanelli e la sua città natale con documenti fotografici e video che ricordano le visite del giornalista a Fucecchio, sono sottolineate le risorse ambientali, storiche e culturali della città e del territorio, a cui Montanelli era particolarmente legato: il centro storico, le colline delle Cerbaie e il Padule.

Nello specifico troverete circa cento fotografie in parte riprodotte in stampa e in parte videoproiettate, documentari realizzati dalla RAI con la collaborazione di Montanelli (presso Teche RAI sono conservati oltre 250 ore di filmati) film a cui Montanelli ha collaborato come sceneggiatore o regista (Pian delle Stelle, Tombolo paradiso nero, Il Generale della Rovere, I sogni muoiono all’alba), video realizzati da privati a Fucecchio.
Per i libri, il grande giornalista ha pubblicato circa cinquanta titoli mostrati nelle diverse edizioni, in particolare le prime, spesso ormai introvabili.
Ricchisma la produzione giornalistica di Montanelli, quindi presentati in originale o in riproduzione digitale articoli comparsi sulle testate a cui collaborò o diresse.
Tra gli oggetti, la mitica “Lettera 22”, il Leone d’oro vinto alla Mostra Cinematografica di Venezia, cimeli, memorie, targhe e riconoscimenti.
Le “stanze di Montanelli” sono parte integrante del percorso della mostra e sono due ambienti di grande suggestione per le testimonianze che vi si conservano.

Spazio anche a strumenti multimediali per facilitare la consultazione delle testimonianze così il pubblico può, in appositi spazi, interagire con il materiale esposto costruendo anche particolari percorsi personalizzati.
Tale materiale digitalizzato andrà a costituire, dopo la conclusione della mostra, un archivio didattico, conservato nella sede della Fondazione Montanelli Bassi, che potrà essere utilizzato in via permanente da studenti e da chiunque sarà interessato alla figura e all’opera di Montanelli.