INCA.Origine e misteri delle civiltà dell’oro

di Elena Pratesi // pubblicato il 24 Dicembre, 2009

In programma dal 4 dicembre al Museo Santa Giulia di Brescia una mostra dedicata alla civiltà degli Inca ed ai loro tesori, un popolo che abbracciava differenti culture precolombiane caratterizzato da una cultura fitta di misteri, protagonista di ricerche archeologiche e studi storici, anche recenti, che hanno sortito risultati molto importanti, come numerosi ritrovamenti tombali, al seguito dei quali sono tornati alla luce molti degli ori che oggi risplendono nei musei del Peru’ ma non solo. 

 La mostra Inca Origine e misteri della civiltà dell’oro è la prima parte di un percorso espositivo voluto come omaggio alla Civiltà dell’America Latina e dei caraibi, promossa dal Comune di Brescia e dalla Fondazione CAB, prodotta ed organizzata dalla Fondazione Brescia Musei e da Artamerica, raccoglie 270 opere provenienti dai maggiori musei del Perù, per ripercorrere l’intera storia della civiltà dell’oro; il primo grande evento dedicato a queste culture, in cui fanno da protagonisti opere in oro, argento, bronzo e rame, oltre a rappresentare un preziosissimo e vasto complesso di reperti in materiali preziosi mai esposto al mondo.

L’iniziativa è organizzata in stretta collaborazione col governo peruviano che ha concesso, per questo appuntamento, tesori finora mai esposti al di fuori dei confini nazionali e gode del sostegno delle istituzioni peruviane presenti in Italia.
 
Una panoramica di splendidi reperti che documentano le straordinarie realizzazioni di queste civiltà dell’antico Perù, e che consentono di scoprire quei tesori che abbagliarono i conquistadores e che per secoli hanno reso questo paese il simbolo stesso della ricchezza; un viaggio alla scoperta della visione sacra del mondo, magia e mistero si intrecciano svelando riti e celebrazioni: grandi opere in ceramica, raffinate lavorazioni in oro, turchese, legno, nonché tessuti con applicazioni di penne, in una straordinaria varietà di espressioni artistiche; un percorso ricco e articolato, un viaggio alla scoperta della ancora avvolge queste civiltà, svelando i riti e le celebrazioni che ne hanno ritmato la vita.

Lo splendore degli oggetti esposti: da una parte la loro altissima proiezione spirituale quale elemento portante di queste civiltà intimamente legate alle forze che controllavano l’ordine dell’universo e che garantivano la tessa sopravvenienza dell’uomo; dall’altra il richiamo alle celebrazioni, i riti, le danze che accompagnavano i momenti salienti della vita di questi popoli.

Il percorso espositivo diviso in nove sezioni presenterà i vestiti interamente ricoperti di oro dei sovrani dell’antico Perù, i paraphernalia (coltelli sacrificali, diademi, strumenti musicali, ecc) utilizzati nei rituali e che garantivano l’equilibrio del cosmo e la crescita dei raccolti; gli ornamenti (corone orecchini, collane, pettorali, raffigurazioni di uomini, animali e divinità, ecc) sempre in oro, che mostravano evidentemente la condizione quasi pari alle divinità dei re; i reperti del corredo funerario (maschere in oro, sculture in terracotta e legno, ecc), che accompagnavano i morti nel loro viaggio nell’Inframondo; in questo vero e proprio viaggio in cui si snoda tutta la mostra sarà possibile vedere anche una mummia concessa in prestito in via del tutto eccezionale.

Felix Denegri, ambasciatrice del Perù in Italia, che ha seguito e sostenuto questo grande progetto ha voluto sottolineare come “nel mondo andino la bellezza e la durabilità dei metalli diedero un valore quasi divino agli oggetti i quali servirono ad un popolo come quello Inca a definire la propria religione, la propria cosmo visione e persino la propria genealogia. Gli oggetti che potrete ammirare, dalla loro origine metallica, dovevano essere trasformati in meravigliosi ornamenti e manufatti che potevano essere offerti agli dei, usate dai rappresentanti di questi in terra, o accompagnare il governatore nel suo viaggio nell’oltretomba, subordinando molte volte la loro funzionalità a fini ideologici. L’importanza che ebbe il metallo nel mondo Inca, non risiedeva nel suo valore economico, ma in ciò che esso rappresentava spiritualmente”.

Credenze, riti e attività quotidiane, ancora una volta i popoli dell’antichità ci dimostrano come raggiunsero un livello culturale che ancora oggi ci stupisce, la maestosità della creatività umana supera ogni tecnologia moderna. 

Con evidente continuità superata l’esposizione sulla civiltà degli Inca si spalanca una interessante mostra, curata Giorgio Antei, intitolata “Plus Ultra. Oltre il Barocco”, che documenta l’arte del barocco latinoamericano in particolar modo quella di carattere sacro; l’iniziativa prende il titolo dal motto che compare nello stemma dei sovrani spagnoli che, sulla scia di Carlo V, spostarono i confini geografici del mondo cristiano oltre le colonne di Ercole, verso l’Atlantico; l’esposizione costituisce l’ideale prosecuzione della mostra dedicata alla popolazione Inca, allestita in contemporanea al Museo di Santa Giulia.

Per la prima volta sono stati riuniti 90 tra i maggiori capolavori di questa periodo artistico, analizzando i suoi sviluppi attraverso le tematiche dell’iconografia sacra e della pittura decorativa e di castas, per giungere poi fino all’arte neobarocca qui esemplificata dall’artista Olga de Amaral della quale vengono esposti una dozzina di pannelli dorati formati da fili intrecciati, che accompagnano il visitatore in uno spazio decorato con immagini velate che alludono alla conquista dell’America e alla scomparsa del mondo precolombiano. 

A questo punto si giunge alla sezione centrale di Plus Ultra dove sono esposti una cinquantina di quadri dalle grandi dimensioni, dei maestri del barocco latinoamericano; alcuni artisti maggiormente noti ed altri invece anonimi che plasmano nei loro lavori immagini di grande forza pittorica ed intenso contenuto spirituale.

Le opere presentate provengono dal Messico, dal Guatemala, dalla Colombia e dalla Spagna: i richiami al barocco europeo si intrecciano con gli influssi autoctoni con risultati non solo inattesi ma a volte impressionanti; sarà possibile ammirare sculture lignee ed in avorio che mettono in risalto l’abilità degli scultori latinoamericani dell’epoca coloniale.

Il percorso espositivo prosegue in una seconda galleria occupata da una quarantina di opere provenienti dal Museo de America (Madrid) e dalla collezione Rodrigo Rivero Lake: da questa raccolta verranno esposti alcuni dei pezzi più straordinari della mostra, ovvero i Biombios , cioè i paraventi settecenteschi di splendida fattura novohispana (messicana) raffiguranti Città del Messico, scene di guerra, episodi della conquista. 

Due bellissime mostre quindi animeranno il museo di Santa Giulia a Brescia fino a giugno 2010, l’incontro con il Perù una regione che presenta un complesso di ecosistemi unico al mondo, la cronologia delle civiltà che si sono susseguite in questi territori fino all’arrivo degli spagnoli nel 1532, la straordinaria ricchezza culturale di queste popolazioni, importanti reperti ed oggetti sacrali che racchiudono in sé un potente simbolismo, opere davvero splendide che ci avvicinano a nuovi incantati mondi.

Davvero notevole anche il sito www.incabrescia.it sul quale sarà possibile recuperare ogni informazione relativa alla mostra, analizzare le sezioni in cui è diviso il percorso espositivo attraverso una vera e propria linea del tempo che ripercorre un viaggio lungo 3000 anni di storia degli Inca, alla scoperta dei misteri delle civiltà dell’oro; una sezione dedicata alle immagini più belle della mostra ed una dedicata ad un piccolo spot pubblicitario dell’evento, immagini suggestive ed una ammaliante musica peruviana.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Bottiglia configurata con ansa
    a staffa in terracotta
    Cultura Moche (100-750 d.C.)
    Lima, Museo Nacional de Arqueología, Antropología e Historia del Perú
  • Nariguera (ornamento nasale) d’oro
    Lambayeque, Museo Arqueológico Nacional Brüning
  • Orejeras (ornamenti auricolari) e ornamento per la fronte in oro
    Cultura Chimú (1200-1470 d.C.)
    Lima, Museo Arqueológico
    Rafael Larco Herrera
  • Bottiglia configurata con ansa
    a staffa in terracotta
    Cultura Moche (100-750 d.C.)
    Lima, Museo Arqueológico
    Rafael Larco Herrera
  • Ornamento per la fronte in oro Cultura Moche (100-750 d.C.)
    Lima, Museo Arqueológico
    Rafael Larco Herrera
  • Bicchiere-ritratto d’oro Cultura Sicán (750-1375 d.C.)
    Lima, Museos “Oro del Perú”
    “Armas del Mundo”
     Fundación Miguel Mujica Gallo
  • Scuola Novohispana, “Alejandro Farnesio”, XVII sec.,
    paravento dipinto con inserti madreperlacei,
    12 pannelli
    cm. 169x55 cu
    Collezione Rodrigo Rivero Lake, Città del Messico.


IN COPERTINA
Pettorale d’argento
Lima, Museo Nacional de Arqueología,
Antropología e Historia del Perú

Mappa

Dove e quando

  • Date : 04 Dicembre, 2009 - 26 Giugno, 2010
  • Indirizzo: Museo di Santa Giulia, Brescia, via Dei Musei 81/b
  • Sito web

Salva l'evento nel calendario (formato iCal)