Inaugurato il museo Soffici
di // pubblicato il 17 Maggio, 2009
E' nato a Poggio a Caiano il Museo Soffici dedicato al pittore, scrittore e poeta, uno dei protagonisti della prima metà del Novecento in Italia.
Ad Ardengo Soffici (Rignano sull'Arno, 7 aprile 1879 – Forte dei Marmi, 19 agosto 1964) una mostra permanente e il centro studi negli spazi delle scuderie connessi con la Villa dell'Ambra, recuperati in questi anni su progetto di Franco Purini con i finanziamenti della Comunità Europea, della Provincia di Prato e del Comune di Poggio a Caiano.
Operazione culturale del programma di ricerche e studi che da anni il Comune di Poggio a Caiano sta seguendo con attenzione e impegno (affiancato dal 1992 dall'Associazione Culturale Ardengo Soffici che annualmente pubblica i Quaderni e, per l'inaugurazione, è uscito il n.16 Ardengo), ha permesso di allestire una sintetica selezione di dipinti, in comodato o in prestito temporaneo al Museo e destinati ad alternarsi nel tempo con altri lavori dell'artista. Accessibili anche la Biblioteca specializzata con le prime edizioni delle opere a stampa, una raccolta della bibliografia critica, la collana completa delle riviste da lui dirette o alle quali collaborò (Leonardo, La Voce, Lacerba, Rete Mediterranea, Galleria) e un archivio in fieri di immagini e documenti a lui riconducibili.

Linfa per dare nuovo impulso ad approfondimenti sul Novecento toscano non ancora sufficientemente indagato e valorizzato e proprio a Poggio a Caiano, nel Museo Soffici, oggi la possibilità di un punto di riferimento nel centenario del manifesto futurista. Infatti, il Maestro entrò in contatto negli anni parigini, dal 1900 al 1907, con i maggiori esponenti delle avanguardie letterarie e artistiche divenendo uno dei pochi teorici il libro "Primi principi di una etica futurista".
Con il rientro in Italia, si stabilsce a Poggio a Caiano e, solo con saltuarie interruzioni, vi resterà fino agli ultimi anni di vita. E' nel piccolo comune della provincia pratese che egli matura la propria poetica diventando un punto di riferimento per una intera generazione di artisti.
Qui egli focalizza il rapporto con la natura e la realtà. Dipinge, scrive, riceve amici e giovani in cerca di confronti mantenendo le aperture europee e i contatti con letterati, pittori e scultori francesi, spagnoli, tedeschi, russi. E' da Poggio a Caiano che farà apprezzare le sue doti di sensibile innovatore e di critico, le sue intuizioni. "... con questi luoghi Soffici ha un rapporto di stretta affinita da percorrerli come se frequentasse il suo stesso spessore emotivo, le sue attitudini profonde che ineriscono qualità della vita e dei sentimenti; insomma Soffici è questo paesaggio toscano, in esso si riversano i ritmi e le pause del pensiero, della creatività , dei desideri espressivi". (Luigi Cavallo, 2007).
"... quel povero rifugio, che per altri sarebbe stato, dopo Parigi, una limitazione ed una penitenza -scrive Prezzolini (L'italiano inutile, 1953) - fu una forza ed una gioia nella vita di Soffici, ché lo ricondusse a vivere nel mezzo della Toscana e dei Toscani, a contatto col popolo e con la natura".

I trenta dipinti provenienti da raccolte pubbliche e private del Museo inaugurato ieri pomeriggio, presentano gli sviluppi della pittura del Maestro con i alcuni capisaldi nella produzione dal 1904 agli anni Sessanta. Poi, con gli avvicendamenti delle opere dei prossimi anni, sarà apprezzabile il profilo del museo mobile capace di offrire nuovi stimoli e suggestioni secondo il modo di sentire di Soffici, contrario a qualunque fissità, considerando sia il passato che il futuro come condizione del presente.
Entrando nel dettaglio del primo allestimento, lo studio su foglio quadrettato e la tempera raffiguranti "I mendicanti" entrambi lavori preparatori per il dipinto, ora disperso (ralizzato a Poggio a Caiano nel 1906 ed esposto l'anno successivo al Salon d'Automne a Parigi). L'Autoritratto, acquarellato dell'Album di Studi del 1907 e le opere con Poggio a Caiano protagonista, le sue strade, i campi e le case rurali: "Paesaggio toscano", "Tramonto a Poggio" del 1925, "Contadini" del 1928 e "Nevicata" 1943 in cui la visione quotidiana è trasfusa in un senso di bellezza ineffabile.
Le filiazioni di quelle istanze d'avanguardia che Soffici aveva avuto modo di sperimentare in Francia emergono in "Trasporto funebre" del 1910 ricco di echi latamente impressionisti e nelle tre opere grafiche cubofuturiste "Piani e linee di una donna che si pettina" del 1912, "Mendicante" del 1913 e "Le pont" del 1914.
Per i lavori legati agli affetti familiari: "Mamma Egle" del 1904, i cui tratti fermi e seri sono espressione di una vita dignitosamente parca e modesta come quella che caratterizza Soffici, o come "Fanciullo dal fiore" databile 1928/29, raffigurante il figlio Sergio nello studio ricavato al piano superire della casa di Poggio a Caiano, o ancora i ritratti delle due figlie, Valeria e Laura, e della moglie.

Alcune bellissime nature morte: da "Margherite" del 1911, alla tempera su gesso del 1933, fino alla "Natura morta con popone" del 1948 che rinnova il gusto per i trofeini cubisti ed è forse il miglior ritorno alle composizioni dell'avanguardia storica.
"Paesaggio a Chiavris" del 1916 è l'unico documento pittorico del periodo bellico di Soffici ed evidente ripresa della fase in cui le geometrizzazioni cubiste si innestavano su un modello di impronta cezanniana.

Il richiamo alla grande tradizione toscana in "Cena in Emmaus" del 1933-34 e "Miracolo di San Francesco" unica commissione pubblica da lui realizzata.
Segnalo che fino al 19 luglio saranno esposte anche due opere molto rare: "Pera, libro e tazza" del 1914-15 (dove tiene conto sia delle novità apportate dal manifesto e dalla tipografia, sia dell'immediatezza dell'arte popolare e sembra anticipare le neoavanguardie degli anni Cinquanta) e "Caffè Apollo" opera ricca di allusioni e di richiami "evocazione di una modernità sospesa tra vita e simulacro, colta febbrilmente e liricamente attraverso l'accenno a luoghi e figure simboliche" definita "un esempio tra i più significativi della stagione futurista di Soffici".
Unica nota, la mancata presenza all'anteprima stampa del Curatore e della figlia del Maestro arrivata dal Brasile per l'inaugurazione del pomeriggio.