In Valdarno Pittura e Scultura a confronto
di // pubblicato il 15 Novembre, 2009
Filippo Brunelleschi, Donatello, Lo Scheggia e Beato Angelico a confronto nella preziosa mostra “Tra Terra e Tempera”, in programma dal 24 ottobre 2009 al 6 gennaio 2010 a San Giovanni Valdarno presso il Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie. Completa l’esposizione un itinerario nel territorio del Valdarno alla scoperta delle opere rinascimentali.
Per la prima volta saranno visibili al pubblico un’opera dello Scheggia, fratello di Masaccio, donata per l’occasione alla città di San Giovanni Valdarno ed una scultura quattrocentesca di Madonna con Bambino recuperata recentemente nel territorio.
La rassegna intende rivelare le caratteristiche fondamentali del primo Rinascimento soffermandosi sulle analogie tra scultura e pittura, attraverso quattro capolavori dei grandi maestri Beato Angelico, Filippo Brunelleschi, Donatello e Lo Scheggia. L’esposizione insieme alle opere del museo e del territorio del Valdarno consentono una minuziosa analisi dell’arte Rinascimentale. Tra Terra e Tempera è curata da Michela Martini, direttore del Museo della Basilica.

Il percorso inizia con l’esposizione a confronto, particolarmente suggestiva, tra la cosiddetta Madonna di Fiesole (1405) attribuita recentemente al Brunelleschi e della Madonna della Mela (1420 ) di Donatello, due splendide sculture dipinte in terracotta. Accanto a queste due opere compare la Madonna con Bambino in stucco policromo scoperta da poco a Terranuova Bracciolini in Valdarno. Probabilmente in origine doveva essere collocata all’esterno di un tabernacolo per poi essere posta in un’abitazione privata e tramandata negli anni. L’opera dovrà essere restaurata, comunque i primi rilevamenti stratigrafici hanno rivelato in profondità l’esistenza di una policromia più antica e preziosa, presumibilmente di periodo ottocentesco. Potrebbe essere un calco antico della prima metà del XV secolo, derivante da una tipologia di Madonne con Bambino attribuite in passato al Ghiberti ed oggi al Brunelleschi. Un fronte di cassone dipinto con “Storia di Traiano e la vedova” di Giovanni di ser detto Lo Scheggia, nato a San Giovanni Valdarno nel 1406, fratello minore di Masaccio mostra il gusto aneddotico e narrativo insieme alla ripresa classica di leggende e storie della Grecia e della Roma antica, tipici elementi rinascimentali. L’opera è stata donata alla città dalla famiglia di editori Brockhaus di Lipsia. Del Beato Angelico è presente in mostra un frammento di affresco con Volto di Cristo conservato nel Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma, esposto accanto all’altro grande capolavoro dell’Angelico, l’Annunciazione.
L’itinerario curato dalla storica d’arte Liletta Fornasari, “Tracce di un percorso rinascimentale in Valdarno”, renderà ancora più prezioso questo percorso, conducendo il visitatore alla scoperta di molte opere presenti nel territorio.