Importante stagione d’arte a Rovigo

di Gian Luigi Zucchini - pubblicato il 08 Febbraio, 2010 in Pluritematici

Mattia Bortoloni?
Chi era mai costui? potrebbe chiedersi qualcuno. E se si risponde che era un pittore del Settecento, di cui è allestita un’importante mostra a Rovigo, ancora ci si potrebbe chiedere. Ma come, mentre in giro ci sono mostre importanti su Giorgione, Cima da Conegliano, Jacopo Bassano e addirittura Caravaggio, perché mai si dovrebbe andare a Rovigo a vedere la mostra di questo pressoché sconosciuto Mattia Bortoloni?

Certo, a Caravaggio accorre ormai la schiera innumerevole di chi, leggendo le cronache, viene convinto che, “l’evento è di quelli imperdibili”:
Si noti: non che ‘sarebbe opportuno vedere’ o che ‘l’esposizione offrirebbe elementi per ulteriori riflessioni sull’opera dell’artista’.
No, perentoriamente viene imposta al lettore l’idea che “l’evento è imperdibile”.
Come fare allora a parlarne con amiche e amici, se non lo si è visto? Come giustificarsi se, invece, putacaso, di Giorgione, si fosse vista la mostra di Mattia Bortoloni?

Tutto sommato, il dilemma si potrebbe risolvere così: intanto andiamo, poi si vedrà.
Ecco, chi va resterà abbagliato. Dai colori, di un tardo barocco veneto di splendore eccelso; dalle forme, eleganti e fastose; dai broccati e dalle sete, mosse in panneggi e movenze ammorbidite da ombre e bagliori di luce; dalla levità delle nubi, disciolte in una ricchezza di tenerezze cromatiche – rosa, azzurri, spolveri d’oro, bianco avorio, grigi intrisi di luminose dissolvenze -. Anche perché nella mostra non c’è soltanto Bortoloni, ma pure i chiaroscuri intensi del Piazzetta, il nitore splendido e folgorante di Sebastiano Ricci, la forza possente di Louis Dorigny, le movimentate scenografie di Giambattista Tiepolo, la forza elegante di Giambattista Pittoni, e la suggestione intensa di molti altri cosiddetti minori, che poi tanto minori non sono, come non è minore il Bortoloni.

Per caso qualcuno, passando turisticamente per l’Italia, potrebbe aver visto, ad esempio, il santuario di Vicoforte (Cuneo), dedicato a Maria Regina Montis Regalis, ed ammirato l’immensa cupola, oltre 5000 metri quadrati; poi apprezzato, facendo vagare l’occhio per i vastissimi spazi, la superficie affrescata con scene diverse e varie, focalizzate in grumi di levità cromatiche tutte alleggerite tra vortici d’aria e di luce, dove le figure si muovono a celebrare la ‘Glorificazione di Maria Santissima’. Ebbene, questi potenti ed al tempo stesso digradanti affreschi sono del Bortoloni, così come quelli delle chiese veneziane dei Santi Giovanni e Paolo e di San Nicola da Tolentino, e quelli, chissà quante volte visti e apprezzati ma non collegati al nome, pressoché sconosciuto, del suo autore, della chiesa dei Santi Bartolomeo e Gaetano a Bergamo e del Duomo di Monza (cappella e anticappella del Corpus Domini).

L’artista (nato presso Rovigo nel 1696 e morto nel 1750) fu dunque importante, soprattutto come grande affrescatore, della cui opera a fresco vediamo peraltro, in mostra, splendidi bozzetti movimentati in torsioni eleganti che si innalzano negli spazi costruiti dall’invenzione e dal capriccio creativo dell’artista. Per cui, come si vede, andare a Rovigo conviene, anche perché, nella città, presso l’interessante Museo dei Grandi Fiumi (Piazzale San Bartolomeo, 13) è allestita, in contemporanea con la mostra del Bortoloni, una ricca esposizione di dipinti provenienti da collezioni private che ritorneranno nelle rispettive sedi dopo il 13 giugno, termine di chiusura di entrambe le mostre.

In essa è possibile vedere ed ammirare una serie di veri e propri capolavori, in gran parte sconosciuti perché mai, o raramente, esposti in pubblico, opere quasi tutte di grandi maestri: dal trecentesco Guariento, di stupefacente forza giottesca, a Giovanni Bellini, al Savoldo, al Dosso, al Solimena; poi i grandi veneti: dal Ricci, al Tiepolo, al Solimena, al Tintoretto, al Bassano, fino all’ultimo Settecento con Pietro Longhi, e i paesaggisti Albotto, Marieschi e soprattutto Giuseppe Zais.
Una mostra dunque, da vedere, diciamo anche noi, senza timore di essere smentiti da chi si recherà all’esposizione, che non potrà non restare per lo meno interessato, al di fuori del solito gossip, sempre frivolo e spesso fuori luogo.

E infine, chi volesse completare il giro e mettere la tradizionale ciliegina sulla torta, si rechi alla vicina Villa Badoer, pochi chilometri di strada, e subito vedrà emergere, tra il verde, la splendida costruzione palladiana, nella quale è stata allestita una mostra dal titolo “Il Settecento da tavola del Palladio”. La luccicante eleganza e la raffinatezza dei pezzi, preziosissime porcellane e maioliche settecentesche, completa quindi, con immagini di conviviale ricercatezza, l’exursus artistico di un secolo che espone, insieme ai lumi della ragione, la perfezione dell’ordine e la finezza massima del gusto e dell’espressione.

  • Bortoloni Piazzetta Tiepolo – Il ‘700 veneto
    Rovigo Palazzo Roverella
    (v. Laurenti, 8/10)
    Catalogo Silvana editoriale
  • Tesori dalle dimore storiche del Veneto. Capolavori dal ‘300 al ‘700
    Rovigo, Museo dei Grandi Fiumi
    Catalogo Programma Editoriale
  • Il ‘700 da tavola in casa del Palladio
    Villa Badoer, Fratta Polesine (RO)

Didascalie & Dettagli

Didascalie immagini

  • Mattia Bortoloni
    Antonio accompagna all'imbarco
    Cleopatra (particolare)
    affresco di una sala a pianterreno
    Villa Raimondi , Birago di Lentate
  • Mattia Bortoloni
    L'elemosina di San Tommaso
    da Villanova (particolare)
    Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi
    di Rovigo e del seminario Vescovile
  • Mattia Bortoloni
    Trionfo del Santissimo Sacramento
    (particolare)
    affresco del soffitto del coro
    e del presbiterio
    Chiesa di San Bartolomeo, Bergamo 
  • Mattia Bortoloni
    Il giovane matematico
  • Giulio Carpioni
    Il sogno di Hypnos
    olio su tela
  • Luca Ferrari detto Luca da Reggio
    Crise chiede ad Agamennone la restituzione di Criseide
    olio su tela
  • Bruciaprofumi in maiolica con decoro "alla rosa"
    Nove, Fabbrica P.Antonibon, 1750-1770
    Musei Civici Treviso

Extra

Mappa

Dove e quando

IMPORTANTE STAGIONE D’ARTE A ROVIGO: MAGNIFICENZE VENETE TRA CINQUE E SETTECENTO (da Bortoloni al Tiepolo,da Tintoretto a Ricci)

  • Fino al: - 12 Giugno, 2010
  • Indirizzo: Rovigo

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