Il viaggio onirico di Licini, Melotti e Novelli
di // pubblicato il 26 Aprile, 2011
Si svolge a Catania, nel barocco Palazzo Valle, sede della Fondazione Puglisi Cosentino, l’onirico viaggio di tre grandi artisti che si concluderà il 12 Giugno: la mostra, Segni come sogni. Licini, Melotti e Novelli fra astrazione e poesia è stata realizzata in collaborazione con il Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto con la curatela di Gabriella Belli e Alessandra Tiddia.
Le sale del barocco Palazzo Valle accolgono 27 selezionatissime opere dei tre maestri dell’avanguardia italiana, che raccontano l’astrazione di Osvaldo Licini (1894-1958), l’arte plastica di Fausto Melotti (1901-1986) affiancati dal più giovane Gastone Novelli (1925-1968).
Ciò che accomuna questi tre artisti è la vocazione lirica che ognuno sviluppa in maniera sapiente attraverso una dimensione anti-volumentrica, che potrebbe essere declinata nelle parole della leggerezza, del gioco, della fantasia. Licini, Melotti e Novelli hanno saputo costruire, con la loro capacità di sognare con ironia, distinte prospettive con segni e coi colori, al di là del peso e dei volumi.

In particolare, Licini e Melotti appartengono a quella generazione che più direttamente ha desunto da Klee e Kandinsky i modi dell’astrazione lirica, ma condividono con il più giovane Novelli il rifiuto della solidità costruttivista in favore di una libertà espressiva che attinge alla fantasia e all’inconscio, e all’ironia come serbatoii di immagini e visioni.
Nella serie delle Amalasunte di Licini come ad esempio nella piccola quanto straordinaria Amalasunta con trombetta su fondo giallo (1949) ritroviamo l’ironia surrealista che rende lo spazio luogo dello stupore analogamente a quanto rivelano le sculture di Melotti, come Nel deserto (1977) o Le contrade (1977), risultato di una creatività fluida e ricca di ironia; è proprio il dato umoristico, che avvicina i lavori di questi due artisti, che può essere letto come un’alternativa mediterranea alla lezione dell’astrattismo lirico che ha contraddistinto gran parte della produzione artistica italiana e internazionale dell’immediato dopoguerra, influenzando anche la generazione seguente a cui appartengono Carla Accardi ma anche Gastone Novelli, che proprio alla fine degli anni ‘50 esponeva insieme all’Accardi nelle mostre romane con opere come Paura clandestina (1959), qui presentata.
In mostra, il lavoro di Novelli, è rappresentato da un piccolo nucleo di dipinti di grande importanza, come La montagna degli Adepti (1962) o Guerra alla guerra (1968) che ha partecipato alla contestata Biennale del 1968, affidano al segno un sentimento che lo associa a Licini e Melotti: quell’ironica allusione al mondo delle cose, all’universo di quegli oggetti divisi fra regola e astrazione.

Inoltre in occasione della Settimana della cultura indetta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che si è chiusa domenica scorsa, la Fondazione Puglisi Cosentino ha attivamente partecipato, con una ricca offerta di iniziative. Per questa importante manifestazione, giunta alla sua XIII edizione, gli spazi barocchi di Palazzo Valle sono stati aperti al pubblico anche di notte consentendo ai visitatori di godere non solo della mostra Segni come sogni. Licini, Melotti e Novelli fra astrazione e poesia ma anche dell’importante mostra antologica che gli si affianca, dedicata a Carla Accardi, dal titolo: Carla Accardi. Segno e trasparenze, curata da Luca Massimo Barbero. Le varie iniziative della Fondazione hanno toccato settori estremamente diversi tra loro: l’editoria, attraverso la presentazione del volume Il museo per tutti, curato da Maria Antonietta Spadaro e pubblicato da Edizioni Kalòs; la performance Le Partage (Des Voix) dell’artista riminese Isabella Bordoni. Inoltre, sono stati organizzati diversi laboratori didattico-pratici rivolti ad un pubblico più giovane e non solo. Il gran finale è stato affidato al musicista di origini ragusane Francesco Branciamore che sabato sera ha raccontato per immagini e suoni la storia del jazz come processo interculturale.
