Il vetro e Venezia. Un rapporto lungo secoli

di Barbara Morosini // pubblicato il 25 Gennaio, 2011

Dove se non a Venezia può prendere forma una grande antologica sulla manifattura vetraria?
Nell’occasione del centocinquantesimo compleanno del Museo Correr e di tutto il sistema dei Musei Civici veneziani, “L’avventura del vetro. Un millennio d’arte veneziana” vuole ripercorrere attraverso oggetti di grande pregio la storia di un’attività millenaria di cui la città lagunare è maestra assoluta. 
Già nel 1982 l’esposizione a Palazzo Ducale aveva celebrato la preziosità di siffatta produzione e oggi, sullo sfondo di quella, ancora forte è il desiderio di illustrare una storia tramite i pezzi davvero importanti di una collezione che spera di incrementarsi tramite donazioni e trovare proprio agio all’interno dello spazio delle vicine Conterie.
Pensata e organizzata come una vera e propria cronistoria che ripercorre l’evoluzione di stili, materiali e tecniche artigiane, la mostra espone più di trecento opere di elevata caratura artistica e dal pregio inestimabile. 
In modo lineare dunque viene illustrata questa millenaria avventura del vetro iniziata nell’età classica con l’approdo in Laguna di pezzi provenienti da lontano e affermata poi intorno all’anno Mille, data alla quale risale l’antico manoscritto che testimonia l’esistenza del vetraio Domenico e quindi considerato l’atto di nascita dell'attività vetraria a Venezia. 
La sezione d’apertura della mostra espone pezzi antichi e rarissimi tra i quali alcuni recuperati dai fondali sabbiosi della Laguna, caduti fortuitamente dalle imbarcazioni che li trasportavano oppure eliminati e gettati perché non più integri.
Puliti e restaurati sono qui uniti per la prima volta accompagnati da altri reperti archeologici di proprietà del Fondo Manca della Collezione Correr, veri e propri oggetto simbolo cui trarranno ispirazione i maestri vetrai delle epoche successive. È col medioevo che le notizie di un’attività sempre più vivace si fanno maggiori, trovando Murano già centro nevralgico della produzione dove gli antichi artigiani chiamati fiolari s’impegnavano prettamente nella lavorazione di oggetti da mensa, come bottiglie, bicchieri e vasellame. Anche il famoso motivo a ruo circolare per finestre nacque in questo periodo, caratterizzando da qui in avanti in modo tipico i palazzi veneti.
Nuove tecniche di lavorazione si integravano a quelle preesistenti, come la soffiatura di lontana e orientale memoria e la pizzicatura, con la quale, vetro ancora caldo, era possibile ottenere anse o pseudo anse di raffinata foggiatura.

La seconda sezione nel percorso della visita dedicata al periodo compreso tra XV e XVIII secolo mostra uno scarto rispetto la precedente in concomitanza ad un cambio di gusto nella produzione del vetro a cominciare dal Cinquecento. 
Prediligendo il materiale puro e trasparente, inventarono nuove tecniche decorative che potessero esaltare maggiormente la sostanza vetrificata, arricchendola e rendendola più preziosa proprio come un cristallo bianco. Filigrane, opacizzazioni cosiddette “a lattimo” ottenute mediante speciali cotture e sostanze aggiunte all’impasto, incisioni “a punta di diamante” mediante graffi a secco e la particolarissima superficie rugosa e traslucida del vetro “ghiaccio”.

I soggetti rappresentati con smalti sul rovescio interno dell’oggetto erano desunti dai dipinti più celebri di artisti come Raffaello e il Primaticcio.
A differenza della produzione dei secoli seppur prolifici del medioevo, quella rinascimentale si fa più variegata e diversificata, anche e soprattutto nelle forme, grazie all’aggiunta di elementi plastici ottenuti mediante la lavorazione a pinza che, da qui in avanti, diverrà strumento immancabile nelle fucine creative muranesi. Grandi maestri veneti iniziarono a spostarsi nei vari paesi europei, contribuendo alla diffusione e all’internazionalizzazione della ormai storica attività vetraria.
Ma la rottura dei confini entro cui era sempre rimasta comportò lo spodestamento di Venezia dal ruolo di indiscussa egemone del settore, segnando il passaggio del predominio su tale arte dall’Europa meridionale a quella settentrionale. Venezia si gettò allora a capofitto in una produzione ambivalente: robusta, funzionale e utile da un parte, elaborata e bizzarra comunemente al contemporaneo gusto barocco dall’altra. 

Dopo la buia parentesi settecentesca in cui il declino sembrò paralizzare definitivamente la produzione, l’Ottocento si risvegliò all’insegna del riscatto della podestà da secoli detenuta sebbene l’America e l’Inghilterra, grazie all’ottimizzazione di tempi e danari dovuta alla galoppante industrializzazione, iniziarono l’epopea della produzione di massa. Venezia poteva difendersi da ciò soltanto grazie la qualità e nuove tecniche come la smaltatura e l’introduzione di nuovi smaglianti colori riuscirono a salvare l’antica arte dalla globalizzazione incalzante.

L’ultima sezione si sofferma sul Novecento come secolo in cui il design contamina e contagia la produzione vetraria, indirizzandola verso nuovi traguardi dove il vetro non è più oggetto d’uso ma opera d’arte, da godere ed ammirare per le sue forme e colori.
Infine, a conclusione e incremento del filrouge svolto durante il percorso, vengono esposte quattro importanti opere provenienti dalla Fucina degli Angeli di Egidio Costantini, risalenti all’incontro con Chagall e Picasso e un’altra dalla collezione di Carlo e Giovanni Moretti.

Fino al 25 aprile sarà possibile ripercorrere questa “avventura” pregna di avvenimenti e produttrice di pezzi di alto valore, riuniti in un solo ambiente nell’intento di delineare una storia che ha avuto un lontano inizio ma che ancora non sa trovare una fine.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Vaso su piede i filigrana a retortoli con manici Murano o Hall in Tirolo
    Probabilmente seconda metà XVI secolo
    Museo del Vetro, Murano;
  • Vaso giallo con mascheroni e stemmi in rilievo e morisa turchese
    Murano Metà XVI secolo
    Museo del Vetro, Murano
  • Vaso in vetro blu con segmenti di canne policrome e murrine
    Pietro Bigaglia (?) 1847
    Museo del Vetro, Murano
  • Vaso a nove bocche in vetro pulegoso verde scuro prob. V.S.M. Venini & C.,
    dis. Napoleone Martinuzzi 1928 – 1930
    Dono eredi Martinuzzi
    Museo del Vetro di Murano
  • Piatto in vetro opalino a macchie e fascia policrome con bordo rosso rubino
    La Filigrana
    dis. Angelo Zennaro
    esec. Paolo Crepax 1985.


IN COPERINA 
un particolare di
Piastra a intarsio con fiori e grappolo d’uva
Pietro Bigaglia 1856
Museo del Vetro, Murano

Mappa

Dove e quando

L’AVVENTURA DEL VETRO

  • Fino al: - 25 Aprile, 2011
  • Indirizzo: II piano, Museo Correr, Piazza San Marco, Venezia
  • Sito web

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