Il tesoro di Morgantina
di // pubblicato il 03 Aprile, 2010
Fino al 23 maggio sarà possibile ammirare, nelle sale del Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, il cosiddetto tesoro di Morgantina, uno straordinario complesso di oggetti preziosi, databili al III secolo a.C.
Gli argenti vennero rinvenuti nella cittadina siciliana nel corso di uno scavo clandestino condotto tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta e subito immessi sul mercato illegale. Tra il 1981 ed il 1984 vengono acquistati dal Metropolitan Museum of Art di New York ed esposti indicando una generica provenienza siciliana; successivamente vengono riconosciuti dall’archeologo americano Malcom Bell III, che mette in relazione gli oggetti con le voci, diffuse nella zona di ritrovamento, e relative ad un tesoro non meglio identificato.

Dopo anni di trattative, il tesoro è finalmente tornato in Italia grazie ad un accordo tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il museo newyorkese; si compone di sedici oggetti di argento dorato, appartenenti ad epoche e contesti differenti. Il nucleo maggiore è costituito da nove pezzi probabilmente destinati al simposio: si tratta di due grandi coppe (mastoi) nelle quali si mescolava, secondo l’uso greco, il vino con l’acqua e altre sostanze aromatiche; una piccola brocca (olpe); un attingitoio (kyathos); quattro coppe ed una tazza (skyphos), usate per bere. Un altro gruppo, composto da quattro oggetti, ha invece probabilmente una funzione sacra: piatti usati durante i sacrifici (phiale), un piccolo altare cilindrico (bomiskos), contenitori per profumi ed essenze, le cosiddette pissidi. Un medaglione con la raffigurazione di Scilla, ed una coppia di corna bovine, costituiscono infine elementi decorativi pertinenti a coppe e ad elmi da parata. Gli oggetti sono decorati a sbalzo e rifiniti a cesello: raffinati elementi vegetali e figurati si alternano sulle superfici, rese ancor più preziose dalla doratura che ne sottolinea le forme. Un tesoro di valore eccezionale, testimonianza della ricchezza e del prestigio della città in epoca ellenistica.

Fondata nel IX secolo a.C. dai Morgeti, popolazione proveniente dalla penisola italica, e successivamente occupata dai coloni Calcidesi, Morgantina vive, a partire dalla metà del IV secolo a.C. un periodo di grande sviluppo sociale ed economico, testimoniato da una riorganizzazione urbanistica della città e dalla costruzione di nuovi edifici, ville e santuari, come quello dedicato a Demetra e Persefone. A seguito della conquista romana di Siracusa del 212 a.C., il sito su cui sorge Morgantina viene donato a soldati ispanici, che si sostituiscono alla vecchia popolazione. La distruzione definitiva della città si avrà tuttavia solamente nel 35 a.C., quando Ottaviano la fa radere al suolo.