Il sistema del mondo: Copernico, Galileo e il satellite
di // pubblicato il 22 Marzo, 2009
Il 2009 è l'anno internazionale dell'astronomia, nonchè l'anniversario della data in cui Galileo Galilei puntò il canocchiale verso il cielo aprendo il cammino a quella che viene considerata la moderna ricerca scientifica. Per riflettere su questi temi l'Associazione culturale Archivio Zeta, dopo la realizzazione di “Prometeo Incatenato” di Eschilo, presenta “Il sistema del mondo”, spettacolo rappresentato in anteprima alla Mediateca di San Lazzaro ma che debutterà il primo maggio all'Osservatorio Astronomico di Loiano (BO).
Il titolo si riferisce al sistema eliocentrico copernicano che Galilei verificò sperimentalmente e che si contrapponeva al sistema aristotelico-tolemaico. Grazie alla forma del dialogo, si attraversa il pensiero e la letteratura italiana dal 1600 al 1900, con brani tratti dal Copernico di Leopardi, dal Sidereus Nuncius e dai Dialoghi dei Massimi Sistemi di Galilei, per concludere con il Dialogo sul satellite di Calvino: una riflessione profonda sul pensiero e sulla scienza che fa parte di un progetto triennale di più ampio respiro che vuole appunto indagare la nostra relazione con le scoperte scientifiche, partendo dai primordi del mito di Prometeo e del dono del fuoco agli uomini narrato da Eschilo, fino alla nostra contemporaneità, passando per una età cosiddetta moderna colma di contraddizioni.
Lo spettacolo è itinerante e si svolgerà all'interno delle sale dell'Osservatorio.

Fin dalla prima volta che ho avuto l'occasione di assistere a spettacoli prodotti da questa associazione, creata e diretta da Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni, sono rimasta molto colpita dalla capacità di scegliere location fuori dal comune ambito teatrale che, cariche di significato simbolico, si adattessero perfettamente e facessero da sfondo ideale a testi teatrali di grande impatto. In particolare, il loro sguardo è spesso rivolto a testi della grecia antica a cui sono molto affezionata ma che ritengo siano soprattutto un patrimonio inesauribile di meditazioni sul nostro essere uomini e sul nostro rapporto con il mondo attorno a noi.
In questo caso la riflessione è ancora più scomoda, se così si può dire, in quanto mette sul piatto della bilancia del nostro giudizio personale numeri, misurazioni e ricerche effettivamente sperimentati dal nostro occhio e dal nostro intelletto con principi e pulsioni umane impossibili da misurare e da esprimere in numeri.
Che colpa ha avuto Galilei? La risposta è nel rapporto tormentato irrisolvibile che esiste tra umanità e conoscenza: la conoscenza di per sè non né positiva né negativa ma la vicenda di Galilei dimostra che siamo noi a decidere come considerarla e come usarla.
“Finchè l' umanità continuerà a brancolare nella sua madreperlacea nebbia millenaria, fatta di superstizioni e venerande sentenze, finchè sarà troppo ignorante per sviluppare le sue proprie energie, non sarà nemmeno capace di sviluppare le energie della natura che le vengono svelate. (...) Io credo che la scienza abbia come unico scopo quello di alleviare la fatica dell' esistenza umana. Se gli uomini di scienza, intimiditi dai potenti egoisti, si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, e le vostre nuove macchine non saranno fonte che di nuovi triboli per l'uomo. E quando, coll' andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità. Tra voi e l' umanità può scavarsi un abisso così grande, che, un giorno, a ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale.”Bertold Brecht- Vita di Galileo
Per informazioni e prenotazioni www.archiviozeta.eu