Il santuario di Ercole a Tivoli

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 22 Giugno, 2011

Dopo tre anni di restauri apre al pubblico il santuario di Ercole vincitore a Tivoli. Costruito sulla via Tiburtina Valeria, asse di collegamento fondamentale tra il Lazio e l’Abruzzo, l’ampia area sacra ben rappresenta il momento durante il quale diverse città latine realizzano i loro santuari; da citare a questo proposito, oltre a quello tiburtino, quello della Fortuna a Palestrina, di Giunone a Gabii, di Diana ad Ariccia, Feronia e Venere a Terracina, Giunone Sospita a Lanuvio. Tale scelta si spiega con la volontà di affermare la gloria locale in contrapposizione con Roma e recuperare le proprie antiche tradizioni.

Il santuario di Ercole vincitore, l’esempio maggiore di questo processo, viene costruito tra la fine del II secolo a.C all’età augustea: la planimetria risulta essere molto semplice, con il tempio al centro di un’area sacra circondata da portici a due piani su tre lati. Un teatro, capace di contenere ben 3600 posti, era infine posto lungo l’asse longitudinale del tempio stesso. L’intero santuario venne utilizzato sino al IV secolo d.C. anche se l’abbandono definitivo si colloca nella prima metà del VI secolo, a seguito della conquista di Tivoli da parte di Totila, re degli ostrogoti. A partire da quel momento l’intera area venne utilizzata come cava di materiali da costruzione e tale rimase fino al XIII secolo, quando si hanno testimonianze di due chiese costruite nella zona dell’antico santuario, Santa Maria del Passo e San Giovanni in Votano, che riutilizzano ed adattano alcuni ambienti antichi. I cambiamenti più evidenti si avranno tuttavia solo nel 1614, quando all’interno del complesso viene installata una fabbrica d’armi di proprietà della Camera Apostolica, seguita da un impianto di manifattura della lana e soprattutto da una fonderia per cannoni, realizzata nel 1802 per volere di Luciano Bonaparte. Ultima testimonianza industriale all’interno del santuario è infine la creazione della Cartiera Mecenate, la cui produzione si interrompe solo negli anni ’50 del secolo scorso, quando l’area archeologica è stata acquistata dal demanio.

I lavori di scavo e di restauro da poco conclusi hanno permesso di migliorare la fruizione dell’intero sito. In particolare si segnala la creazione di un antiquarium nelle stesse strutture della cartiera e il recupero del teatro che potrà finalmente tornare ad essere un luogo di spettacoli, contribuendo a rendere il santuario di Ercole tappa fondamentale della visita di Tivoli, assieme alle più celebri villa Adriana, villa d’Este e villa Gregoriana.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI
Santuario di Ercole Vincitore

  • Foto aerea del Santuario attuale
  • Testa di eracle rappresentato in età matura
    con il capo inserito nelle fauci del leone nemeo,
    trofeo della I fatica.
    Fine I secolo a.C.


IN COPERTINA
Alcuni reperti emersi durante gli scavi

Dove e quando

Santuario di Ercole Vincitore