Il Novecento a Napoli… un work in progress

di Sara Baldi // pubblicato il 27 Aprile, 2010

Nato da un progetto di Nicola Spinosa, aperto al pubblico lo scorso 5 marzo, il nuovo Museo è uno strumento indispensabile in città per conoscere quello che è stato il novecento artistico napoletano.

Realizzato negli spazi del Carcere Alto di Castel Sant’Elmo, adiacenti la Biblioteca e la Fototeca di Storia dell’Arte, sono state esposte circa 170 opere realizzate da 90 artisti napoletani con l’aggiunta anche di alcune presenze di artisti non napoletani che vantano un lavoro attivo in città.
Un nucleo notevole di dipinti, sculture, disegni o incisioni, provenienti da raccolte museali della Soprintendenza, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto ma soprattutto, con donazioni e con formula del ‘comodato’, oggi sempre più diffusa in Italia e da tempo all’estero, di generosi artisti e collezionisti privati.
L’auspicio è quello che si tratti di un primo passo che con gli anni a venire possa continuare a crescere per continuare a documentare ulteriori e diversi aspetti della produzione artistica napoletana, non solo del secolo scorso.

La scelta degli artisti e delle opere è stata curata da Angela Tecce, direttrice del complesso di Castel Sant’Elmo, con la collaborazione di Nicola Spinosa.
La realizzazione del Museo si è resa possibile per il diretto coinvolgimento nel progetto della Regione Campania-Assessorato al Turismo e Assessorato ai Beni Culturali, con l’utilizzo dei fondi disponibili grazie al co-finanziamento dell’Unione Europea POR- FESR Campania 2007-2013. 
La Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l'Architettura e l'Arte Contemporanee ha concorso, per conto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla realizzazione dei relativi apparati didattici, informativi e audiovisivi. Con il contributo di Italcoat, Metropolitana di Napoli, Seda Group.

“Novecento a Napoli” si articola in un percorso cronologico crescente, partendo dalla documentazione della Secessione dei ventitré (1909) o del primo Futurismo a Napoli (1910-1914) al movimento dei Circumvisionisti e del secondo Futurismo (anni Venti-Trenta); dalle varie testimonianze su quanto si produsse tra le due guerre alle esperienze succedutesi nel secondo dopoguerra (1948-1958), dal Gruppo ‘Sud’ al cosiddetto Neorealismo, dal gruppo del M.A.C.  all’Informale o al Gruppo ’58.
Seguono le sezioni riservate agli anni Settanta, con particolare riferimento, ma non solo, alle Sperimentazioni Poetico-visive e all’attività dei gruppi legati alle esperienze condotte nel campo del sociale. Fino all’ultima sezione, dove è documentata l’attività di quanti, pur continuando a operare dopo l’80 sperimentando linguaggi diversi, si erano già affermati in città in quel decennio, prima che il terribile sisma del 23 novembre colpisse e segnasse nel profondo realtà e prospettive di Napoli e di altre aree meridionali.

Un catalogo edito da ELECTA è stato disposto per il Museo, con la presentazione di Antonio Bassolino Presidente della Giunta Regionale, del Direttore Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l'Architettura e l'Arte Contemporanee Roberto Cecchi e del Soprintendente Lorenza Mochi Onori ; inoltre si trova un’ introduzione della Direttrice Angela Tecce; saggi critici di Maria Antonietta Picone Petrusa, Angela Tecce, Mario Franco e Aurora Spinosa, Katia Fiorentino con la premessa di Nicola Spinosa.

 

Dettagli

Didascalie

  • Castel Sant'Elmo
  • Prospettiva di alcune sale
  • Corridoio uno

Mappa

Dove e quando

NOVECENTO A NAPOLI (1910-1980) Per un Museo in progress

  • Data: 06 Marzo, 2010
  • Indirizzo: Castel SantìElmo, Napoli, via Tito Angelini 22
  • Sito web

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