Il Nove100 a Parma
di // pubblicato il 06 Marzo, 2010
Si è aperta a Parma la mostra "Nove100. Arte, Fotografia, Architettura, Moda, Design." Dal titolo così corposo si può già evincere l'ampiezza e la ricchezza dell' esposizione per la quale sono state necessarie ben tre sedi: il neo-restaurato Palazzo del Governatore, la Galleria San Ludovico e le Scuderie del Palazzo della Pilotta. Sono presenti oltre mille opere della collezione CSAC, Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma, centro di documentazione e archivio immenso (oltre 12 milioni di documenti) creato da Arturo Carlo Quintavalle e portato avanti da Gloria Bianchino, ancora in arricchimento continuo. Un enorme patrimonio all'interno del quale si può trovare tutta la storia culturale del Novecento attraverso le testimonianze di autori italiani e stranieri, una eccellenza nazionale esposta ora per la prima volta.

Particolamente interessante risulta essere il catalogo della mostra in due volumi edito da Skira che nella sua parte introduttiva a cura di Arturo Quintavalle racconta la storia di quest' archivio, com'è nata l'idea, come si è formato, con l'esposizione anche dei suoi fondamenti teorici nonchè interessanti riflessioni sulla condizione dei musei in Italia e del contemporaneo nel nostro paese. Quello che fa più piacere leggere all'interno di queste pagine rigurda il rapporto con gli studenti dell'Università che ha costituito uno stimolo basilare per la concretizzazione del progetto oltre che un supporto determinante in prospettiva di una loro formazione e di una possibilità di ricerca e approfondimento. Fa molto piacere inoltre sapere che tutte le opere, di qualsiasi genere e tipo, sono state semplicemente donate all'Università e alla collettività dagli artisti stessi.

Come mai un archivio? Per spiegare la sua scelta Quintavalle scrive: " Un aspetto dell'archivio che mi ha sempre colpito, ed è quello che mi ha indotto a battezzare le collezioni dell'Università di Parma Centro Studi e Archivio della Comunicazione, è la pariteticità dei documenti non organizzati in senso gerarchico, non costruiti secondo trafile evolutive o secondo altri modelli interpretativi, l'archivio insomma è il luogo nel quale la definizione stessa di arte, di creazione artistica, nel senso postromantico o idealista del termine, non trova spazio." L'archivio scelto quindi come possibilità di racchiudere e non di dividere, al cui interno può trovare posto sia l'opera-capolavoro che lo schizzo per la realizzazione di un abito, senza distinzione.

Passando alla mostra vera e propria è divisa, come detto, in tre sedi. All'interno di Palazzo del Governatore sono allestite la parte che riguarda l'arte con 120 opere esposte tra quadri, sculture al primo piano, mentre a quello superiore si trovano circa 600 fotografie. Necessaria la scelta di un percorso: per la sezione dell'arte è stato scelto un inizio negli anni Trenta con un confronto fra due opere, una di Mario Sironi, "La giovinezza", cartone per il Palazzo dell'Informazione a Milano e l'altra di Lucio Fontana, "Il fiocinatore". Si sviluppa poi sul confronto tra realismo e astrazione nel primo dopoguerra per poi proseguire negli anni Cinquanta con la ricerca informale e agli anni Sessanta con la Pop art e l'arte povera e poi la Transavanguardia. Ma non solo. Elencare tutti gli artisti esposti sarebbe noioso oltre che inutile, posso citarne alcuni: Boetti, Burri, Ceroli, Fabro, Guttuso, Munari, Pistoletto, Schifano, Sughi...un caleidoscopio di forme, esperienze, ricerche.

Nella sezione fotografica invece il percorso incomincia dai primi dagherrotipi con ritratti di famiglia per poi accompagnare all'interno degli archivi che raccontano la storia italiana come lo Studio Stefani di Milano e la Publifoto di Roma e Milano, gli archivi Alinari che contengono immortali scatti di architetture, monumenti, interni. Il CSAC possiede anche un cospicuo numero di lastre donate dalla moglie di Man Ray. Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, Luigi Ghirri, Nino Migliori rivoluzionano il periodo del dopoguerra. Vi sono anche attimi colti sui set di Fellini da Tazio Secchiaroli e il dripping di Pollock immortalato da Hans Namuth. Per chi conosce bene l'arte del Novecento muoversi all'interno delle diverse sale sarà come sfogliare, se si può dire, un album di famiglia.

Tutti coloro che non sono avvezzi a frequentare certi periodi artistici potranno cogliere l'occasione per cominciare e possono contare su di una visione panoramica, quasi da manuale.
Alla Galleria San Ludovico è presente la sezione moda, con l'esposizione di un nutrito gruppo di disegni di diversi stilisti come Armani, Ferrè, Versace, e l'esposizione di alcune creazioni di Walter Albini e un abito di Valentino. Dall'alta moda di Roma al prêt à porter di Milano si può notare il cambiamento di gusto dagli anni '50 ad oggi. L'ambiente è vivacizzato oltre che dagli abiti e dalle riviste, dagli schizzi e dai disegni realizzati da artisti per le case di moda, da accessori di vario tipo e stile esposti in modo accattivante.
La sezione Architettura e Design si trova nelle Scuderie della Pilotta e comprende oltre 200 disegni e maquettes, modelli e oggetti. Racconta la progettazione di edifici, oggetti, interni, dagli anni venti fino alla fine del XX secolo cercando di far capire lungo il percorso che la progettazione di quello che si sta vedendo richiede moltissimi passaggi intermedi e quindi oltre disegni e oggetti esistono molti schizzi che sono in concreto la progettazione di una idea: dalle visione urbane degli anni venti e trenta con Pier Luigi Nervi e Gio Ponti fino alla progettazione di strade ed infrastrutture, passando anche attraverso la grafica pubblicitaria.
L'apertura di questa mostra oltre a permettere la conoscenza di questo grande archivio, diventa occasione per inaugurare un nuovo spazio espositivo per la città come è il Palazzo del Governatore, spazio che sarà dedicato all'arte moderna e contemporanea. Molto stuzzicante l'idea di farne una residenza d'artista: ogni anno verrà accolto un artista che porterà avanti un progetto che sarà poi lasciato alla città; si incomincia nel mese di maggio con Claudio Parmiggiani. Si continuerà con le iniziative in settembre con l'apertura della mostra "L'anima del corpo"curata da Didi Bozzini e Didier Semin. E questo è solo l'inizio.
