Il mio vicino Totoro

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 30 Ottobre, 2009

A distanza di ventun’anni dalla sua realizzazione è uscito finalmente al cinema anche in Italia, lo scorso 18 settembre, Il mio vicino Totoro, piccolo gioiello del Maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki che resta ancora troppo sconosciuto dalle nostre parti, nonostante l’Oscar al miglior film d’animazione e l’Orso d’oro al festival di Berlino (unico cartone animato nella storia della Berlinale ad essere stato ammesso al concorso e ad aver conquistato il massimo riconoscimento) assegnati nel 2002 al suo La città incantata.

Il mio vicino Totoro racconta la storia di due sorelline, Satsuke e Mei, che in attesa della guarigione della loro mamma ricoverata nel vicino ospedale, si trasferiscono con il padre a vivere in una nuova casa in campagna. Questo cambiamento sarà l’occasione per le due bimbe d’intraprendere un viaggio alla scoperta della natura e degli spiriti che la abitano, secondo la tradizione delle leggende giapponesi; creature fantastiche visibili solo agli occhi ancora innocenti dei bambini, dai nerini del buio, piccole palline di fuliggine dotate di occhi che torneranno anche nel già citato La città incantata, al gattobus che agile sfreccia nel cielo, fino al grosso Totoro del titolo, si pronuncia ponendo l’accento sulla seconda “o”, simpatico bestione peloso che incarna lo spirito della foresta.

Totoro è colui che porta il vento e la pioggia, elementi fondamentali per la crescita della natura, infatti è una storia di crescita e di consapevolezza al rispetto dell’ambiente quella delle due bambine protagoniste, un racconto che avendo uno sviluppo temporale limitato a un breve periodo appare molto intimo e fatto di sfumature più che di accadimenti eclatanti.

Oltre al messaggio ecologico, del resto sempre presente nell’intera filmografia da regista di Hayao Miyazaki, il valore del film sta anche nella rappresentazione pittorica della campagna, con tante inquadrature che potrebbero essere esposte benissimo in una galleria d’arte senza timore di sfigurare.

La bellezza dei paesaggi dove è la luce vera protagonista va di pari passo con la dolcezza e la delicatezza con cui è rappresentata quella fase dell’infanzia in cui tutto è scoperta, tutto è curiosità, tutto è stupore.

Specialmente magica è per me l’atmosfera delle ambientazioni notturne, la presenza degli spiriti al chiarore della luna unisce la magia della fiaba e dei suoi esseri immaginari con i rumori delle creature reali che popolano la foresta. L’intento del film è un invito a non smettere mai, anche se adulti, di fermarsi a guardare la luna, emozionarsi per un tramonto o meravigliarsi davanti allo spettacolo della natura che ci circonda. Come le immense, bianchissime nuvole contro il cielo azzurro, un’altra costante nel cinema di Miyazaki.

Non è un caso se proprio lo spirito della natura Totoro è diventato il simbolo dello Studio Ghibli, la casa di produzione fondata da Hayao Miyazaki insieme all’amico Isao Takahata nel 1985.

Nato quasi per caso lo Studio Ghibli si è concretizzato in una struttura stabile con uno staff fisso di artisti soltanto dopo l’incredibile successo economico di Nausicaa della valle del vento (1984), Laputa il castello nel cielo (1986) e lo stesso Il mio vicino Totoro (1988); fino ad allora gli artisti dello studio si univano con l’intento di realizzare lungometraggi di qualità destinati al grande schermo solo per il progetto in corso, pronti in caso di flop a sciogliere il gruppo, l’aver battuto ogni volta i record d’incasso dell’intera storia del cinema giapponese ha dato loro la possibilità di diventare la solida realtà che è oggi lo Studio Ghibli, attento alla qualità sopra ogni altro aspetto.

Con la stessa politica sono poi stati prodotti per la regia di Hayao Miyazaki, nell’ordine Kiki - consegne a domicilio (1989), Porco Rosso (1992) purtroppo ancora inedito in Italia, Principessa Mononoke (1997), La città incantata (2001) che grazie ai premi vinti resta il suo titolo più noto, Il castello errante di Howl (2004) e Ponyo sulla scogliera (2008) presentato al festival del cinema di Venezia 2008 in occasione dell’assegnazione del Leone d’oro alla carriera allo stesso Miyazaki.
E proprio con Il mio vicino Totoro il recente Ponyo sulla scogliera ha in comune l’universo dei bambini, qui protagonista è un bimbo di cinque anni di nome Sasuke che incontra la pesciolina Ponyo fuggita dagli abissi marini. Talmente vero e sincero risulta il ritratto dell’infanzia tratteggiato attraverso il personaggio di Sasuke che nel vedere il film ho ricordato cose sepolte nella mia memoria che avevo dimenticato, per pochi attimi ho ritrovato dentro di me lo spirito e l’attitudine alla gioia della vita che si prova in quell’età ancora verde d'innocenza. Questo fortissimo coinvolgimento emotivo, unito alla decisione stilistica di non usare tecniche digitali disegnando tutto a mano, persino le onde del mare, fanno anche di Ponyo sulla scogliera un vero e proprio concentrato di pura poesia.

Miyazaki ha dichiarato recentemente che quando si sente disperato per le sorti del mondo, quando assiste impotente alle guerre o alla distruzione dell’ambiente da parte del genere umano, volgere lo sguardo all’infanzia è l’unico modo che gli resta per risollevarsi e riaccendere la speranza.

E' così bravo nel comunicare questo messaggio di pace che la visione del suo cinema apre il cuore restituendo fiducia nelle generazioni future e riconciliando con il mondo.

Altro elemento di distinzione dalla più diffusa pratica d’inseguimento del profitto a tutti i costi che non appartiene alla politica dello Studio Ghibli è la gestione del Museo Ghibli a Tokio, inaugurato il 1° ottobre 2001, questo parco ispirato ai film realizzati dallo studio, anche quelli di altri registi, accetta solo 200 visitatori al giorno con un servizio di prenotazione attivo anche dall'estero, cosa ben diversa dai parchi a tema dove il pubblico continua ad accalcarsi a oltranza fino all’orario di chiusura. Un altro stile, un’altra concezione più sana del vivere.

Più volte dopo l’uscita di un film Hayao Miyazaki ha dichiarato la sua intenzione di ritirarsi dalla scena come regista e non realizzare più film, noi speriamo tanto che continui a regalarci magia senza mettere in pratica mai i suoi propositi.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Tonari no Totoro
  • Regia: Hayao Miyazaki
  • Con le voci di: Letizia Ciampa, Lilian Caputo, Oreste Baldini, Roberta Pellini, Liù Bosisio, Gorge Pastiglia, Vittorio Amendola
  • Soggetto: Hayao Miyazaki, Kubo Tsujiko
  • Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
  • Fotografia: Mark Henley
  • Musica: Joe Hisaishi
  • Montaggio: Takeshi Seyama
  • Scenografie: Kazuo Oga
  • Animazione: Yoshiharu Sato
  • Produzione: Studio Ghibli, Tokuma Japan Communication Co. LTD
  • Genere: Animazione
  • Origine: Giappone, 1988
  • Durata: 86' minuti

 


DIDASCALIE

- locandina italiana
- la nuova casa di Satsuke e Mei
- Satsuke e lo splendore della natura
- gli spiriti nella notte
- Satsuke e Mei aspettano il bus in compagnia
  del Totoro
- Hayao Miyazaki al festival di Venezia 2008
- Mei sul Totoro
- Mei all'inseguimento degli spiritelli
- Satsuke e Mei in volo notturno col Totoro