Il Manierismo accoglie il Contemporaneo: Sonia Costantini, Gabriella Pauletti, Lucia Pescador
di // pubblicato il 10 Febbraio, 2010
Palazzo Te, emblema dell'architettura manierista, realizzato a Mantova da Giulio Romano nella prima metà del 1500, conferma la volontà sempre più frequente di creare nuovi percorsi trasversali nel mondo dell'arte, in grado di unire la storicità del luogo con la contemporaneità di mostre estemporanee ed interventi site specific facendo sì che i primi ospitino i secondi a beneficio di entrambe le parti.
Queste le considerazioni che introducono l'iniziativa "Palazzo Te incontra il Contemporaneo", un progetto che prende piede nell'Ala Napoleonica del palazzo, dal 30 gennaio al 28 febbraio 2010.
Una triplice mostra, o meglio, tre mostre monografiche in un unico macroevento si snodano in tre differenti spazi del palazzo dando ampio respiro ai lavori delle tre artiste Lucia Pescador (Wundernachtkammer per Mantova, a cura di Gabriella Belli), Gabriella Pauletti (Versus, a cura di Paolo Campiglio) e Sonia Costantini (Armonie per accordo, a cura di Federico Sardella), tre interventi così diversi tra loro eppure così abili nel dialogare con l'ambientazione che li accoglie.

La dimensione intima di una esclusiva stanza di servizio ospita la Wunderkammer notturna di Lucia Pesacador. Un insieme di artificialia, memorabilia e naturalia che ripercorrono la storia dell'artista attraverso immagini, oggetti, animali ed elementi artificiali e naturali in un collage che non manca di rendere tributo alla città che ospita l'artista, originaria di Voghera, riprendendo alcuni luoghi di Mantova, come il Gabinetto Scientifico del Liceo Virgilio e il Teatro Bibiena.
In questa accumulazione che evoca le grandi "accumulations" del secolo scorso, da César a Kurt Schwitters, Lucia Pescador sembra rivolgere uno sguardo particolare al "merzbau" (1923- 1937) in quanto accumulo e stratificazione continua di elementi che come in un puzzle contribuiscono a dare forma ad una figura completa.
Allo stesso modo nella Wundernachtkammer, abiti, maschere, fogli appesi e molti altri oggetti provenienti da diversi mondi sono le parole di un racconto autobiografico, di un flusso di coscienza che raccoglie intimità ma al contempo volontà di aprire la propria interiorità verso l'esterno.
Una stanza dei sogni che riprende il collezionismo per accumulazione e la connotazione museale del XVI secolo, facendo della vita stessa qualcosa di magico e alchemico nella sua mistica coralità: qualcosa da indagare e di cui ammirare ogni singolo elemento.

La molteplicità delle voci presenti nell'opera di Lucia Pescador cede il passo, nella Loggia Meridionale del Palazzo, allo scontro dicotomico della mostra Versus della mantovana Gabriella Pauletti.
Lo scontro si svolge tra le energie contrapposte che si manifestano nella plasticità delle opere e nella fisicità dei materiali usati dall'artista sui fogli in esposizione.
Una decina di lavori in totale in cui si fondono e si confondono, tra carte catramate, e interventi polimaterici, diverse opere realizzate con grafite, carboncino, terra e sabbia.
Il lavoro, partito con l'intenzione esplicita di creare un'atmosfera plumbea, si avvale, sottintendendo l'intervento umano, del segno come elemento di comunicazione e della volontà di sondare le molteplici possibilità che la materia ha di creare nuove forme attraverso la sua interazione con il foglio e il segno non lineare in un "sofferto e ben celato tentativo di avvicinamento o di approssimazione tra mondi, cose e persone, degli incontri possibili che il più delle volte esprimono un attrito.. ".
Il risultato è la capacità di "creare mondi",come direbbe Nelson Goodman, in una continua elaborazione della sostanza.

Nella Camera delle Vittorie sono esposti invece quattro grandi monocromi, "Armonie per accordo" di Sonia Costantini. Mantovana come la collega Gabriella Pauletti, se ne distingue radicalmente per tecnica e scelte estetiche in quanto la sua è una pittura che anela alla luce e in cui il colore è il valore assoluto con cui questa reagisce dando spazio all' Essenza della pittura.
Se da un lato in queste opere il colore parla sia allo spettatore che all'ambiente circostante, dall'altro lato è pur vero che queste tele, richiedono "mutismo e contemplazione: condizioni che permettono a chi guarda di ascoltare il quadro e di dedicarsi in via esclusiva alla sua inspiegabile, stimolante e accordata presenza".
Lontane dal citazionismo ma vicine alla ricerca cromatica ed esistenziale di molti dei protagonisti della storia dell'arte, queste quattro tele,"Rosa di Avignone", "Terra Verde", "Azzurro Cinerino" e "Blu Reale" (esposto in una saletta separata dalle altre tre) , sono frutto di una tecnica mista tra acrilico e olio su tela con anche l'utilizzo della spatola e di colori fluidi su tele dalle trame concepite appositamente per convivere con i pigmenti. Tele vibranti in grado di comunicare con il loro linguaggio discreto e di trasformare le parole in colore puro.
"Wundernachtkammer per Mantova", "Versus" e "Armonie per accordo": un ulteriore passo avanti dunque, nella modalità di fruizione dell'arte e dei suoi spazi nonchè nell'interazione tra l'arte contemporanea e i pilastri della storia dell'architettura del Belpaese.
Da romantica e amante dell'arte a trecento-sessanta gradi, un modo per aprire un varco al confronto dinamico tra epoche e un modo per arricchirsi riflettendo sul presente ma mantenendo viva la consapevolezza del passato.