Il Laocoonte restaurato si presenta al pubblico, in ottima compagnia

di Mafalda // pubblicato il 21 Ottobre, 2009

È passato poco più di un anno da quando è cominciato il restauro del gruppo marmoreo del Laocoonte di Baccio Bandinelli conservato agli Uffizi. Arte e Arti aveva già anticipato allora ai suoi lettori l'inizio dei lavori, ed eccoci qui oggi per raccontare la conclusione di questa avventura.

Laocoonte di baccio bandinelli, testa dopo il restauro

Completamente restaurato, il Laocoonte si ripresenta infatti al pubblico in tutto il suo splendore: la pulitura ha riportato alla luce la lucentezza del marmo apuano, del quale oggi possiamo finalmente apprezzare persino le singole venature. E con questo capolavoro tornano di fronte al pubblico anche due capolavori dell'antichità classica: l'Ercole Farnese e il Cinghiale, che risiedono nella stessa area.
Ercole Farnese UffiziGrazie al lavoro di Meridiana Restauri di Alberto Casciani per il Laocoonte, Paola Rosa per il Cinghiale e Giovanna Boni per l'Ercole Farnese sono stati rimossi gli strati di polvere accumulati nel tempo, ma anche − nel caso della scultura di Bandinelli e del Cinghiale − gli strati di cere che insieme alle stuccature servivano a uniformare il risultato del restauro che le opere avevano subito in seguito all'incendio che nel 1762 le aveva gravemente danneggiate. Tutta l'operazione è stata possibile grazie al finanziamento dell'Associazione Amici degli Uffizi e Friends of the Uffizi Gallery Inc.

Il restauro si è svolto interamente in loco, lasciando che i visitatori potessero vedere parzialmente i lavori in corso: oggi i pannelli che schermavano l'area sono stati rimossi, ed è possibile ammirare nuovamente la testata di Ponente e le opere che vi risiedono. Come ha sottolineato Cristina Acidini, Soprintendente al Polo Museale Fiorentino, in occasione della presentazione delle opere alla stampa, in questo caso non si è trattato del mero restauro di un terno di statue, ma piuttosto della riqualificazione di uno dei luoghi più prestigiosi del museo.

Da tempo la Galleria porta avanti una complessa opera di rilettura degli spazi degli Uffizi: il recente riordino della sala della Niobe, così come il restauro dello scala Lorenese, sono parte di questo progetto. Occorre infatti ricordare che la Galleria fu aperta al pubblico nel 1769 dal Granduca Pietro Leopoldo, che la riorganizzò esplicitamente per mostrare ai visitatori le opere d'arte ereditate dalle collezioni medicee, in modo razionale e con un intento pedagogico. Ogni luogo fu quindi attentamente progettato per accogliere i capolavori esposti e guidare il visitatore lungo un percorso preciso. In particolare la testata del corridoio rappresenta un punto cruciale di questo itinerario ideale, data anche la sua posizione prospicente Piazza della Signoria, che offre una veduta assolutamente unica sui maggiori monumenti del centro storico.

Ercole Farnese Uffizi

Oggi infatti a restauro concluso, le opere possono nuovamente essere ammirate nella loro splendida cornice, alla fine del terzo corridoio, dove una leggera tela bianca fa da sfondo, filtrando la luce ma lasciando intravedere al tempo stesso la sagoma della cupola del Brunelleschi e parte della merlatura di Palazzo Vecchio. Un'operazione insomma che restituisce leggibilità al gruppo marmoreo e a tutto il suo contesto.

Laocoonte di Baccio Bandinelli, Uffizi

È quindi possibile osservare nei minimi dettagli non solo la potenza della reinterpretazione che Bandinelli eseguì del Laocoonte ritrovato a Roma nel 1506, ma anche il suo originalissimo basamento con immagini a rilievo con i suoi effetti trompe l'oeil. E ancora l'Ercole Farnese, forse la copia più fedele all'originale di Lisippo tra quelle esistenti e di cui grazie alla pulitura possiamo ammirare pienamente l’espressività del volto e della posa. E infine il Cinghiale che fu da modello per il “Porcellino” di Tacca presso la Loggia del Mercato Nuovo, di cui possiamo ammirare l'incredibile quantità dei dettagli − dalla pelliccia ai denti quasi invisibili eppure ben delineati.

Cinghiale, Galleria degli Uffizi

Così oggi, alla fine di questo percorso di recupero e rilettura, la versione rinascimentale del Laocoonte, una delle poche sculture della Galleria che non appartiene all'età classica, continua quel dialogo tra antico e moderno sul quale l'intera collezione si è sviluppata.

 

Dettagli

  1. Baccio Bandinelli
    Laocoonte, particolare della testa dopo il restauro, 1520-1525
    Marmo di Carrara, altezza 123cm, base 120cm;
  2. Arte Romana, Ercole tipo Farnese, I sec. d.C.
    Marmo greco, altezza 151cm;
  3. Baccio Bandinelli
    Laocoonte, particolare durante e dopo il restauro;
  4. Baccio Bandinelli
    Laocoonte, particolare prima del restauro;
  5. Baccio Bandinelli
    Laocoonte, dopo il restauro;
  6. Arte romana
    Cinghiale, I sec. d.C.
    Marmo greco, altezza 95cm, larghezza 129cm.

Mappa

Dove e quando

Restauro del Laocoonte di Baccio Bandinelli

  • Indirizzo: Galleria degli Uffizi, Piazzale degli Uffizi, Firenze