Il giovane Tiepolo

di Eleonora Giorni // pubblicato il 08 Agosto, 2011

Ancora un imperdibile appuntamento al Castello con il progetto Udine città del Tiepolo giunto alla terza edizione che presenta "Il giovane Tiepolo. La scoperta della luce" e ricostruisce, attraverso le opere maggiormente significative, il periodo giovanile dell'attività di Giambattista antecedente il soggiorno udinese del 1726.
La mostra, curata da da Giuseppe Pavanello e Vania Gransinigh, si avvale anche di un prestigioso comitato scientifico, presenta ben 33 grandi tele e disegni provenienti da alcune delle più prestigiose collezioni pubbliche e private caratterizzanti proprio gli anni della gioventù.
I dipinti in esposizione permettono così di documentare il passaggio da una pittura costruita nella luce secondo precise fonti di illuminazione interne all’immagine ad una pittura costruita con la luce nella quale forme e volumi appaiono generati, come vetro soffiato, dall’interna energia luminosa della materia.
Ai dipinti, si affiancano numerosi disegni, prove accademiche, ma anche studi preparatori per opere realizzate successivamente, nonché fogli ideati quali composizioni autonome e nel loro complesso permettono di rileggere, anche attraverso la produzione grafica, lo sviluppo del Tiepolo.

Giambattista (Venezia, 5 marzo 1696 - Madrid, 27 marzo 1770) figlio del capitano di mare Domenico Tiepolo, apprende la primaria formazione nella bottega di Gregorio Lazzarini, dal quale però si staccherà presto per gli influssi da Bencovich e Piazzetta e di altri pittori veneziani del Cinquecento, Veronese in particolare.
Le opere di Federico Bencovich e Giambattista Piazzetta rappresentarono per il giovane Tiepolo un punto di riferimento ugualmente importante che egli seppe assimilare in maniera originale, in sintonia con il suo essere “tutto spirito e foco”, attraverso un linguaggio pittorico costruito sull’interpretazione luminosa dell’immagine.
Quando arriva ad Udine, è ancora legato alla pittura accademica, ma vi trova un ambiente particolarmente favorevole che, diversamente da quello veneziano saturo di artisti e di rivalità, è caratterizzato da una committenza forse più “ruspante,” ma certamente più aperta anche a nuove sperimentazioni.
La Confraternita del Santissimo Sacramento gli commissiona gli affreschi della propria cappella in Duomo e, sempre nel 1726, il Patriarca Dionisio Delfino lo ingaggia per la decorazione del suo palazzo, il cui rinnovamento in forme barocche era in atto già dai primi anni del secolo.
Tra il 1726 e il 1729 Tiepolo affresca il soffitto dello scalone d’onore, la Galleria degli ospiti e la sala del Tribunale.

Udine è stata, dopo Venezia, la seconda patria dell'Artista, infatti è Udine la prima città di terraferma nella quale, non ancora trentenne, ottiene importanti commissioni e che gli schiude le porte al successo europeo.
Il momento più importante è il ciclo degli affreschi della “Galleria” nel Palazzo Patriarcale, il primo importante intervento pittorico su larga scala, quello in cui riesce a svincolarsi definitivamente dalla tradizione barocca, per elaborare un linguaggio autonomo e originale.
Qui, con la collaborazione del suo quadraturista di fiducia, Gerolamo Mengozzi-Colonna, affresca scene della Genes (Il sogno di Giacobbe; Il sacrificio di Isacco; Agar nel deserto; Rachele nasconde gli idoli; Abramo e gli Angeli; Sara e l'Angelo) affreschi nei quali, nonostante qualche reminiscenza barocca, il clima è confidenziale, ambientato in una cornice rurale tipicamente friulana caratterizzata da un cielo azzurro percorso da nubi rosate, con gli alberi appena potati, su uno sfondo di colline e montagne.
Il tono colloquiale è accentuato, in Rachele nasconde gli idoli, dal suo autoritratto nelle vesti di Giacobbe e dal ritratto della moglie, Cecilia Guardi, nel ruolo di Rachele.

Le innovazioni messe a frutto nella Galleria trovano la loro naturale manifestazione nella Sala Rossa, con il gigantesco Giudizio di Salomone (350x650).
Con la Sala Rossa si conclude il programma decorativo del Palazzo Patriarcale, ma non cessa l'attività del Tiepolo a Udine: oltre alla Cappella del Sacramento nel Duomo, realizzerà anche gli affreschi del Castello, due dipinti in Palazzo Caiselli, le due tele per la Chiesa dei Filippini, il clamoroso e rivoluzionario Consilium in arena - per ricordare e celebrare un momento importante per la nobiltà udinese, che aveva ottenuto (faticosamente) di essere iscritta, come la nobiltà veneziana, nell'Ordine di Malta - e la decorazione della Chiesa della Purità con la collaborazione del figlio Giandomenico (Zianigo, 30 agosto 1727 - Venezia, 3 marzo 1804).

L’importanza della presenza udinese di Giambattista e del figlio è tale da meritare a Udine l’appellativo di “Città del Tiepolo” così da indurre l’Amministrazione comunale e l’Assessorato alla Cultura ad ideare le “Giornate del Tiepolo”, manifestazione che si svolge, da maggio 2009, con cadenza annuale in concomitanza con la festa di Pentecoste. Inoltre, da giugno ad agosto, un ricco programma di attività collaterali: concerti di musica barocca, lezioni e seminari, spettacoli teatrali, con il coinvolgimento della intera città attraverso iniziative specifiche di commercianti e ristoratori.

Concludo suggerendo, prima di iniziare la visista della mostra, di sedervi e seguire l'introduzione del curatore Giuseppe Pavanello.
Ottimo il catalogo edito dai Civici Musei di Udine.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Logo "Udine città del Tiepolo"
    Angelo
  • Giambattista Tiepolo
    Trionfo di Aureliano, 1718 ca.
    Torino, Galleria Sabauda
  • Giambattista Tiepolo
    Giudizio di Salomone
  • Giambattista Tiepolo
    Assunta
    affresco
    Udine, Oratorio della Purità

Mappa

Dove e quando

Il giovane Tiepolo. La scoperta della luce

  • Fino al: - 05 Dicembre, 2011
  • Indirizzo: Salone del Parlamento, Castello di Udine

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