Il fasto e la ragione

di Mafalda // pubblicato il 01 Giugno, 2009

Il Settecento fiorentino si svela in tutta la sua bellezza nella stupenda mostra Il fasto e la ragione allestita presso gli Uffizi fino al 30 Settembre. Si tratta di un'occasione unica per ammirare opere che appartengono a un'epoca troppo spesso trascurata dal grande pubblico, abituato a un'offerta turistica e culturale che vuole Firenze capitale dell'arte Medievale e soprattutto Rinascimentale.

Giovanni Domenico Ferretti, Filota giudicato davanti ad Alessandro Magno

Al contrario, la mostra rende a questo secolo la sua importanza, in qualità di spartiacque tra la Firenze Medicea e il dominio Lorenese, e ci ricorda che l'arte a Firenze non si annullò con con l'estinzione della casata che aveva governato la città per oltre due secoli. Invece le famiglie dei committenti fiorentini prima e la casata Asburgica poi, traghetteranno il gusto estetico dal fasto degli ultimi Medici verso i canoni illuministici e il rigore neoclassico che giungeranno in città insieme all'invasione Napoleonica. Alla fine di questo periodo non solo sarà definitivamente conclusa una stagione, ma saranno totalmente mutati il linguaggio e i canoni artistici.

Il Settecento è anche e soprattutto l'epoca che vede il consolidamento del ruolo degli Uffizi. La Galleria fu infatti aperta al pubblico nel 1769 dal Granduca Pietro Leopoldo, che l'aveva ereditata da Anna Maria Luisa, ultima discendente Medici, con l'obbligo di mantenere la collezione a Firenze. Il Granduca onorerà il patto rendendo gli Uffizi una delle istituzioni culturali all'avanguardia nell'Europa del tempo: per questo una mostra del genere non poteva che essere allestita in quella parte della Galleria che fu voluta proprio dai Lorena per rendere più fruibile le opere. Si tratta del frutto di una riorganizzazione in chiave razionalista, voluta dai nuovi governanti per riproporre con intenti pedagogici le opere alla massa di visitatori, inclusi coloro che si recavano in Italia per compiere il Grand Tour e che annoveravano gli Uffizi tra le tappe fondamentali del loro viaggio.

Massimiliano Soldani Benzi, Andromeda e l’orca

La mostra si articola in 9 sale e si apre non a caso con la ricchezza barocca dell'Allegoria delle Arti e delle Scienze (1700 circa) di Pietro Dandini, che in modo simbolico e con colori vivi rappresenta bene l'ambiente culturale e il dialogo artistico proprio della corte degli ultimi mecenati medicei: dialogo che si declinerà poi non solo nei grandi affreschi visibili nei palazzi delle grandi famiglie fiorentine, ma anche e soprattutto nelle sculture e negli arredi sacri di cui la mostra offre dei bellissimi esempi.

Compianto sul corpo di Cristo

Bellissima e assolutamente inaspettata la serie di ceramiche di Doccia della Manifattura Ginori esposte in questa prima parte dell'esposizione: la riproposizione di capolavori in bronzo “tradotti” nella semplicità della porcellana smaltata sembrano dialogare con gli originali, anticipando al tempo stesso con il loro bianco puro il rigore dell'epoca neoclassica. Nelle sale successive è invece rappresentata l'affermazione del gusto propriamente settecentesco: dalle scene di vita aristocratica alle arlecchinate, dalle scene bucoliche e di ispirazione storica o mitologica fino al vedutismo.

Con l'arrivo del Granduca Pietro Leopoldo (1765) si inaugura una fase diversa: siamo ormai nella seconda metà del secolo, e il giovane sovrano – allora ventenne – pur non rinunciando alla tradizione artistica che lo ha preceduto, si dimostra aperto alle influenze provenienti dalle corti europee. Gli artisti dell'Accademia fondata dal Granduca, si adegueranno quindi alle istanze neoclassiche e alla riscoperta dell'antico in linea con le teorie di Winckelmann e Mengs. Questo dialogo con il resto d'Europa continuerà sotto il regno di Ferdinando III che accogliendo gli artisti francesi in fuga da Roma, darà un'impronta indelebile alle opere di questo ultimo periodo.

La mostra si chiude idealmente infine con il Ritratto di Vittorio Alfieri (1793) eseguito da François-Xavier Fabre che, come è stato accennato nella conferenza stampa di presentazione, non è altro che il preludio alla tomba del drammaturgo che sarà poi realizzata da Canova, capolavoro di un gusto neoclassico ormai giunto a maturazione. Siamo ormai prossimi alla fine del secolo: nel 1799 il Granduca Ferdinando III viene costretto da Napoleone all'esilio, si chiude così un'epoca che, iniziata con i Medici, aveva trovato negli Asburgo Lorena la sua naturale continuazione.

L'attenta scelta delle opere, molte prestate da collezioni private, permette di poter avere per la prima volta una panoramica completa su un periodo artistico estremamente complesso e segnato da grandi mutamenti politici e artistici. Infine, nonostante gli spazi siano di dimensioni ridotte e la mostra si articoli lungo il percorso – obbligato – di uscita dal museo, merita sicuramente una menzione l'allestimento, che con la pulizia delle linee e un'attenta disposizione delle luci e dei supporti valorizza al tempo stesso i pezzi esposti e le sale che li ospitano.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Giovanni Domenico Ferretti
    Filota giudicato davanti ad Alessandro Magno
    1740 circa, olio su tela;
    97 x 142 cm
    collezione privata.
  2. Massimiliano Soldani Benzi
    Andromeda e l’orca
    1717-1725, bronzo patinato e marmo grigio-verde venato;
    altezza 64 cm (con la base)
    Los Angeles, The J. Paul Getty Museum.
  3. Gaspero Bruschi da un modello di Massimiliano Soldani Benzi
    Compianto sul corpo di Cristo (Pietà)
    1744, porcellana bianca di Doccia;
    altezza 71,5 (senza la base), [92,5 (con la base)] x 92,5 x 73 cm
    Firenze, Galleria Corsini.
  4. Bernardo Bellotto
    L’Arno da Ponte Vecchio fino a Ponte Santa Trinita
    1742 circa, olio su tela;
    62 x 90 cm
    Budapest, Szépmüvészeti Múzeum
  5. Francesco Carradori
    Bacco e Arianna
    1776, marmo;
    altezza 92 cm
    Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, Sala di Bona

Catalogo

Carlo Sisi, Riccardo Spinelli (a cura di)
Il fasto e la ragione - Arte del Settecento a Firenze, Firenze, Giunti, 2009

Mappa

Dove e quando

Il fasto e la ragione - Arte del Settecento a Firenze

  • Date : 28 Maggio, 2009 - 28 Settembre, 2009
  • Indirizzo: Galleria degli Uffizi, Firenze
  • Sito web

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