Il Divoratore

di Roberto Mariotti // pubblicato il 18 Gennaio, 2011

E' finalmente arrivato in libreria Il Divoratore, romanzo d'esordio della giovanissima Lorenza Ghinelli, edito da Newton Compton.
Dopo il grande successo ottenuto alla Fiera del Libro di Francoforte, dove alcuni tra gli editori più importanti del mondo hanno fatto a gara per accaparrarsene i diritti, non solo gli addetti ai lavori, ma tutti gli appassionati di letteratura, attendevano con ansia l'uscita de Il Divoratore, già definito il caso letterario del 2011.

Il fascino dell'opera della scrittrice riminese non è costituito soltanto da una scrittura molto originale e coinvolgente che tiene il lettore attaccato ad ogni pagina, ma anche dal fatto che la storia narrata dalla Ghinelli sfugge ad ogni categoria di romanzo classicamente intesa.
Il Divoratore contiene senza dubbio molti elementi del genere thriller ma è ben lontano da un romanzo giallo, i protagonisti si muovono spesso dentro ambientazioni molto cupe ma non può essere definito un vero e proprio noir, la narrazione trascende talvolta in una dimensione onirica che raffigura gli incubi del protagonista, ma è non è inquadrabile nel genere fantasy.
Il romanzo è incentrato nella figura di Pietro, un bambino autistico che non riesce a comunicare con il mondo esterno, ma nei suoi disegni rappresenta tutto quello che vede, in ogni dettaglio. Un giorno un gruppo di ragazzi del quartiere lo prende di mira e si accanisce violentemente contro di lui.
Quella stessa sera un ragazzo del gruppo scompare sulle rive del fiume. Di lui si perde ogni traccia, e poi, qualche giorno dopo, scompaiono altri due ragazzi, anche il fratello di Pietro, mentre è in sua compagnia. Quando Alice, l'insegnante di Pietro, gli chiede di disegnare quello che è accaduto, nota un particolare inquietante: nel disegno c'è anche un vecchio seduto su una panchina, vestito di nero, con le scarpe bianche e un bastone. Alice conosce bene quel vecchio. È l'uomo degli incubi della sua infanzia. L'uomo dei Sogni.

 
L'incipit de Il Divoratore

“Il cortile interno del Pep è incolto. Oppresso dai tre palazzi che lo serrano ai lati. Spalancato sull’unica strada di cemento che conduce al centro storico. L’erba cresce pallida. Cresce floscia. In alcuni punti non cresce. C’è un unico albero ibrido, piccolo. Quasi non getta ombra. Accumula foglie morte alle vive. Nessuno le stacca. Arruffati, truci nei volti, tre ragazzini: Francesco, Luca. E Filippo. Il quarto ragazzino non ha espressione. Il quarto è il più
grande: quattordici anni e un modo molto strano di stare in piedi; goffo, contratto, scomposto. Il quarto ragazzino si chiama Pietro. Pietro se ne sta fisso sul posto, le sue braccia ciondolano avanti e indietro, avanti e indietro. Pietro non sa guardare i ragazzini. Ha lo sguardo inchiodato.”

 

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