Il compleanno

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 18 Dicembre, 2009

Spiace recensire un film senza sapere se i lettori avranno la possibilità di andare a vederlo perché di fatto ancora non ci sono notizie certe su una sua distribuzione in sala e restano solo ipotesi sulle motivazioni di tanta distrazione, colpa della sincerità destabilizzante nell’affrontare temi anche scabrosi? Forse il film sconta il coraggio di demolire l’ultima sacra icona della cultura italiana, la famiglia? Mi è impossibile credere che nessuno degli addetti ai lavori sia in grado di valutare correttamente un lungometraggio così solido nella costruzione narrativa, nella descrizione psicologica dei personaggi, di così alto valore estetico e di contenuti che il forte impatto emotivo avuto sul pubblico ovunque sia stato proiettato conferma.

Due coppie di amici, quattro personaggi, quattro diverse solitudini, una vacanza estiva in una villa vicino al mare. Diego, interpretato da Alessandro Gassman, eterno ragazzo immaturo e superficiale con aspirazioni d’attore frustrate che ha finito con l’accettare di entrare nell’ufficio del padre, sfoga le sue frustrazioni in relazioni sessuali adultere e occasionali. Shary, Michela Cescon, moglie americana di Diego è una donna rassegnata all’assenza di ogni possibile sostegno da parte del marito a cui non ha più niente da dire, è molto legata al fratello Leonard che ogni tanto fa capolino nella sua vita e al figlio David che ha cresciuto da sola. Francesca, un’intensa Maria De Medeiros, è una donna sensibile e fragile, madre affettuosa e moglie innamorata di Matteo, verso il quale prova però un senso di inadeguatezza. Matteo, Massimo Poggio, lavora come psicanalista si è costruito una vita e una posizione tutto da solo dopo che i suoi genitori sono morti quando era ancora un bambino, è il vero protagonista della storia, appare forte e sicuro di sé ma l’imprevedibilità degli eventi ne sgretoleranno ogni certezza.

A sconvolgere con una bellezza che crea turbamento gli equilibri già precari delle due coppie in vacanza l’arrivo di David, figlio di Diego e Shary, che vive e studia a New York dove occasionalmente svolge attività di modello e a cui presta corpo e volto l’esordiente brasiliano Thyago Alves.

L’incipit della storia che vede riuniti i quattro personaggi principali in un teatro mentre assistono alla messa in scena del Tristano e Isotta di Richard Wagner ha quasi la funzione d’introduzione al dramma dei sentimenti che il film racconta, il gruppo di amici legge il libretto dell’opera in cui si narra di come i due amanti bevendo filtri magici d’amore diventino preda delle loro pulsioni più intime e irrefrenabili.

Da una sceneggiatura originale scritta dallo stesso regista Marco Filiberti, Il compleanno è un film sincero e senza reticenze, a volte persino impietoso, nel mettere in scena la passione irrazionale e le pulsioni incontrollabili provocate dalla bellezza. Un crescendo graduale fatto di piccole cose, dettagli e sfumature impercettibili, un dito che ne sfiora un altro, una mano che si appoggia a un ventre in una corsa in vespa, l’ambiguità dei gesti che non si possono univocamente interpretare con certezza assoluta non fanno altro che aumentare a dismisura il desiderio, che bruciando intensamente travolge tutto diventando ossessione e generando un dolore che è quasi fisico.

Il coraggio dell’indugiare con primissimi piani sulla pelle dell’oggetto del desiderio senza falsi pudori o imbarazzi sono il segno di un cinema indipendente che non dovendo fare i conti con logiche di passaggi televisivi non deve sottostare a censure o uniformarsi al politicamente corretto, una libertà espressiva che il film di Marco Filiberti sconta con l’assenza a tutt’oggi di una distribuzione italiana nonostante il coro unanime di apprezzamento da parte di critica e pubblico al festival di Venezia 2009 e la presenza di un cast di prima grandezza che comprende tra gli altri Maria De Medeiros, Alessandro Gassman e Piera Degli Esposti.

L’efficacia del film di Marco Filiberti sta nella scelta di non mostrare palesemente suggerendo orizzonti e sviluppi oltre la superficie delle apparenze, come l’enigmatica presenza in spiaggia del personaggio di Giuliana interpretato da una sempre brava Piera Degli Esposti che mette in discussione tutto ciò che il suo personaggio ci ha raccontato fin dall’inizio lasciandoci spiazzati e con domande ancora aperte. A nulla serve il suo dichiarare che lei non mente, omette, per dare risposte certe ai nostri interrogativi sul dolore indicibile che sembra nascondere.

Momento sublime di grande recitazione è il dialogo tra Massimo Poggio e Maria De Medeiros con lei che parla delle piccole ristrutturazioni da fare a casa al ritorno dalle vacanze con il progetto sempre rinviato di una veranda, ma con gli sguardi e con i gesti comunica cose ben più profonde lanciando una straziante e insieme struggente muta richiesta. Maria De Medeiros non è mai stata così grande e guardare i suoi occhi tremanti di dolorosa bellezza trascina inevitabilmente lo spettatore alla commozione.

Anche l’uso della musica è perfettamente integrato nella struttura narrativa con brani d’opera, partiture originali che hanno il respiro della musica classica e alcuni brani di musica leggera come Zingara cantata da Iva Zanicchi o la Maledetta primavera interpretata da Loretta Goggi che regalano alle sequenze in cui sono inserite una valenza in più aumentandone l’impatto emotivo, senza mai delegare alla canzone ogni coinvolgimento dello spettatore per sopperire a una scarsa capacità narrativa, come spesso accade in troppo cinema contemporaneo in cui si assiste a cadute di ritmo quando la storia di fatto s’interrompe per essere subordinata a uno stile da videoclip che promuove la canzone di turno.

Il compleanno è cinema d’alta qualità che attraverso il genere del meló sceglie di parlare di noi con le nostre paure, le nostre fughe, la nostra incapacità di annullare quei vuoti dell’esistenza che dietro i nostri interessi, gli affetti coltivati, ogni tanto fanno capolino a rivelarci la loro presenza nascosta e che il personaggio di Leonard, con le immagini e la storia della moglie scomparsa è lì a ricordarci evidenziando come il male oscuro tipico di questi anni e di questa società possa essere sempre lì, in agguato dentro di noi.

E’ proprio il personaggio di Leonard, interpretato con efficacia da Christo Jivkov con la voce dello stesso regista Marco Filiberti, che pronuncia andandosene una delle battute più illuminanti del film: …non riesco a restare qui a far questo gioco di resistenza. Perché forse il suo personaggio con tutta l’impostazione anticonvenzionale che ha dato alla sua vita, il continuo girovagare senza una vera e propria casa è l’unico che ha il coraggio di affrontare la paura di vivere e che presagendo la tragedia tenta di fermare il precipitare degli eventi, inutilmente.

Il compleanno può essere anche letto come una parabola sulla deriva culturale della nostra società, la specie in mutazione sempre più ridotta alle leggi del mercato dove niente ha più valore e tutto ha un prezzo, con il protagonista Matteo che è l’unico appartenente all’ambiente intellettuale o comunque l’unico ad avere una cultura, contrapposto alla spiazzante superficialità di Diego. Il regista Marco Filiberti ha scritto nel suo libro, Il melò ritrovato, che c’è stato un tempo degli dei e uno del dio unico, adesso quello presente degli uomini sta tramontando per essere sostituito dalla tecnologia.

La catarsi finale si svolge forse con troppa fretta, probabilmente perché alla fine è quasi un orpello narrativo necessario per giungere a conclusione quando tutto ciò che andava detto è stato già detto fino in fondo e con tanta potenza emotiva che si può perdonare una così piccola imperfezione. Il dramma conclusivo risponde ai canoni della tragedia classica e diventa metafora dell’inevitabile prezzo che si deve pagare per ogni cosa della vita, dove niente è regalato ma proprio le cose più preziose si devono conquistare con fatica e dolore. Alcuni dopo la presentazione all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia hanno fatto parallelismi con il cinema americano di Douglas Sirk, a me la visione di questo splendido film ha evocato più echi di certi drammi di Luchino Visconti, da Morte a Venezia a La caduta degli dei.

Desideravo vedere Il compleanno da tempo, l’ho cercato caparbiamente ogni volta che avevo in mano i listini delle case di distribuzione ma inutilmente e ho potuto finalmente assistere alla proiezione solo grazie al suo inserimento nel programma del Florence Queer Film Festival, è veramente frustrante pensare che un così bel film debba scontare la cecità della distribuzione nazionale che non ha ancora programmato un’uscita certa sugli schermi nazionali. Cosa piuttosto insolita per un film di fatto inedito e invisibile a sostegno di una sua uscita in Italia sono nati dei blog in rete con centinaia di sostenitori a dimostrazione del riscontro ottenuto dalla pellicola nei pochi festival dove è stato proiettato.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Il compleanno
  • Regia: Marco Filiberti
  • Con: Massimo Poggio, Maria De Medeiros, Alessandro Gassman, Michela Cescon, Christo Jivkov, Piera Degli Esposti, Thyago Alves, Eleonora Mazzoni, Paolo Giovannucci, Maria Luisa De Crescenzo, Federica Sbrenna, Marianna De Rossi, Daniele De Angelis, Marco Roscini, Marco Casu
  • Soggetto originale e Sceneggiatura: Marco Filiberti
  • Fotografia: Roberta Allegrini
  • Musica: Andrea Chenna
  • Montaggio: Valentina Girodo
  • Scenografia: Livia Borgognoni con la collaborazione eccezionale del Maestro Ezio Frigerio per la scenografia del Tristano e Isotta di Richard Wagner
  • Costumi: Eva Coen
  • Produzione: Agnès Trincal & Caroline Locardi per Zen Zero Srl, Roma
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Italia/Francia, 2009
  • Durata: 106’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana
- I quattro protagonisti assistono al
   Tristano e Isotta di Wagner
- Thyago Alves, bellissimo
  oggetto del desiderio
- Marco Filiberti sul set dirige Thyago Alves
  e Massimo Poggio
- Maria De Medeiros tra Marco Filiberti
  e Alessandro Gassman
- Il cast, da sinistra a destra:
  Christo Jivkov, Maria De Medeiros, Thyago
  Alves, Marco Filiberti, Massimo Poggio,
  Michela Cescon e Alessandro Gassman