Il cimitero di Praga - tra mistificazione, realtà e letteratura

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 20 Gennaio, 2011

L’ultimo romanzo di Umberto Eco, Il cimitero di Praga, (Bompiani) vede come protagonista un falsario, Simone Simonini, che dal 1830 al 1898 elabora quello che è forse il più grande, per conseguenze e diffusione, falso storico che l’uomo abbia mai creato: I Protocolli dei Savi di Sion vero e proprio documento fondante la teoria antisemita contemporanea.

La mistificazione del reale è il tema centrale del romanzo. Il lettore segue progressivamente l’arte di creazione del falso compiuta dal protagonista. La rappresentazione di questo procedimento, è realizzata grazie ad un’estrema commistione tra fatti storici e narrazione fittizia. Tutti i personaggi del romanzo sono realmente esistiti. Basandosi su documenti storici, l’autore ha riportato nella creazione letteraria, le loro reali azioni. L’unico personaggio fittizio è Simonini. Caratterizzato da un odio razziale per qualsiasi gruppo sociale, egli è la personificazione della mistificazione. Dietro i più grandi misteri e falsi del XIX secolo troviamo la mano del nostro falsario. In questo modo l’autore percorre assieme al suo personaggio, i più grandi eventi del secolo rivisti nelle loro pieghe più oscure e recondite: Simonini farà parte della spedizione garibaldina dei Mille organizzata e resa possibile grazie all’oro dei massoni inglesi; dietro i sommovimenti sociali del ’48, della Comune di Parigi e dello scandalo dell’Affaire Dreyfus emergono le macchinazioni ed i piani orditi dai servizi di spionaggio e controspionaggio dello stato francese.

Il prodotto diretto della mistificazione è la creazione del Nemico. Progressivamente si viene a creare quell’antisemitismo laico e borghese, successivo a quello religioso e teologico precedente la Rivoluzione Francese, che individua negli ebrei i responsabili d’un complotto mondiale per sovvertire il potere costituito. Parallelamente continua la lotta tra i due eterni nemici: Gesuiti, araldi della Chiesa Cattolica, e Massoni, ritenuti eredi degli Illuminati e responsabili della Rivoluzione Francese. Simonini si sdoppia, si moltiplica, non parteggia per nessuno ma lavora per tutti. La costante essenziale della sua arte è la ripresa di stereotipi e di storie già conosciute, vendute come originali, che altrimenti non verrebbero ritenute reali dagli stessi servizi segreti.

E’ altrettanto essenziale porre l’accento sull’artifizio retorico che l’autore utilizza nel raccontarci questa storia. Il Narratore è, infatti, un personaggio a parte che spia Simonini mentre redige il suo diario. Il protagonista parla di se stesso, cerca di far chiarezza nel suo passato e non ricorda gli avvenimenti recenti. Per questo decide d’immergersi nella scrittura d’un diario che permette al lettore, ed al Narratore stesso, di ripercorrere tutta la sua vita. Scopriamo l’emergere d’un altro personaggio che interviene nella narrazione aggiungendo particolari alla storia del falsario. Quest’ultimo si rivelerà essere l’abate Dalla Piccola, doppia e scissa identità dello stesso Simonini. Da notare come anche a livello tipografico, le calligrafie dai tre personaggi, Narratore, Simonini e Dalla Piccola, siano rese con caratteri tipografici differenti. Il libro acquista una sua identità fisica grazie a quest’ulteriore mistificazione del reale.

Eco gioca costantemente con il lettore. L’autore non ha alcun intento ideologico, o d’istigazione all’odio verso alcun soggetto culturale. I riferimenti antisemiti costanti nel testo, carichi di grottesche descrizioni e dure immagini, sono tanto rivolti agli ebrei quanto a tutti gli altri popoli siano essi francesi, tedeschi o italiani: al lettore basterà leggere il secondo capitolo Chi sono? Per cogliere quest’aspetto. Eco rappresenta con Simonini l’arte di falsificazione del reale che incide la realtà: produzione di falsi storici e fabbricazione del nemico. Ma allo stesso tempo scrivendo quest’opera, l’autore mostra il valore della letteratura, a sua volta arte che crea finzione, che incide in maniera opposta alla produzione del falso, nella realtà. E’ il romanzo stesso che ha come obiettivo quello di mettere in mostra le contraddizioni del reale.

 

Dettagli

IL CIMITERO DI PRAGA
Autore: Umberto Eco
pagg. 528
Bompiani