Il cimitero della ragione. Ed Templeton
di // pubblicato il 14 Settembre, 2010
Ed Templeton porta in mostra gli ultimi 15 anni della sua dinamicità.
L’artista statunitense classe 1972, cresciuto nella periferia di Los Angeles divide la sua adolescenza tra skateboarding e punk, considerati una via di fuga ed uno strumento di salvezza .
Nasce da queste esperienze la sua arte: la STREET ART, termine coniato per le sue opere.
L’arte di strada fatta di un insieme disordinato, straordinariamente vivo e attuale di linguaggi.
Templeton esprime una continua contaminazione di foto e immagini dipinte, di interventi grafici e di scrittura: murales, tags, graffiti, pubblicità ma anche musica, in un affastellamento di codici visivi e comportamentali, il tutto assimilabile ad uno tsunami di immagini.
La mostra dell’Andy Warhol o forse meglio definirlo il Basquiat dell’ America di oggi, Ed Templeton, è visibile e fino al 3 ottobre presso il MAN di Nuoro , centinaia e centinaia di immagini per “ Il Cimitero della Ragione” .

Protagonista diretto dell’America delle periferie, violenta e insieme tenera, luoghi non luogo, senza misure o mezze misure .
Sono spaccati su adolescenti in ricerca di identità. Band che vivono la noia ruotando su una pista da skateboard, il sangue delle loro cadute, le tribù della notte.
Le droghe e gli incontri intimi bruciati nelle piccole stanze di hotel.
L’artista entra in profondità, vive i mondi non si limita a registrarli con lo sguardo di un entomologo. La leggerezza è semmai nell’espressione, quasi riproposizioni di fanzines illustrate o meglio di adolescenziali e caotici diari di vita.
La mostra racconta la storia di uno skateur professionista, un fotografo, di un designer, di un pittore di un ragazzo uscito dal tunnel di un rigoroso vegano, pubblicitario di successo, creatore di moda ( in America le sue scarpe sono simbolo di libertà creativa). Una storia che riconduce alle sue vicende, superando la dimensione autobiografica per mettere a nudo i fenomeni sociali.

Ad oggi, Ed Templeton, continua ad essere sportivo (è proprio lo sport che gli dà il successo a 21 anni) e artista, mito e eterno ragazzo di strada, non vuole scegliere, non vuole limitarsi ad una sola disciplina nelle sue espressioni artistiche.
Fotografia, pittura, scultura ai suoi occhi sono eguali e complementari. Sulle sue opere usa annotare impressioni, aneddoti, stati d’animo, ad unire anche la scrittura ed il racconto. Le immagini in mostra dipanano , tutte insieme, vicende personali e storie complesse di gruppi, un Cimitero della Ragione vissuto e raccontato con crudezza ma senza inesistenza. Con realistica poesia.
La mostra è un progetto nato in collaborazione con SMAK di Ghent, a cura di Thomas Caron.
Catalogo edito dallo SMAK con testi di Thomas Caron, Jean-Francois Chevrier, Carlo McCormic, Arty Nelson e Philippe Van Cauteren.