Il volto del Mistero

di Sara Bello // pubblicato il 24 Ottobre, 2011

E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza». (Genesi, 1,26)

La visita di Benedetto XVI nella Repubblica di San Marino è stata la felice occasione per dare vita a una mostra in cui, in via del tutto eccezionale, oltre quaranta capolavori delle Collezioni Vaticane sono usciti dalla Città Pontificia per approdare, fino al 6 Novembre, al Museo di Stato della città.
L'uomo, il volto, il Mistero è una mostra sul ritratto, ma diversa da tutte le altre che si sono confrontate con questo tema. L'attenzione non si focalizza sulla fisiognomica dei volti, né si concentra su un circoscritto periodo cronologico, e neanche su una particolare tipologia di opere. L'interesse è rivolto ad uno sguardo interiore, un viaggio alla scoperta di se stessi e delle proprie origini. Ritratti dell'anima, dunque.

Durante il percorso il visitatore si fa pellegrino, co-protagonista di questo itinerario spirituale, in un cammino che si snoda in sei tappe in cui sono accostate opere eterogenee dall'età greco-arcaica fino ad arrivare al secolo scorso, all'unico scopo di dare un volto al Mistero.

In principio, la “Creazione”, il momento in cui l'uomo inizia la sua avventura sulla Terra. Facendo propria la tradizione classica legata al mito di Prometeo (esemplificato dal rarissimo rilievo marmoreo del III secolo d.C.), il Creatore plasma l'uomo modellandolo dalla creta, a sua immagine e somiglianza.

L'albero della Conoscenza” allude all'unico limite imposto alla libertà nel Giardino dell'Eden, nonché alla Croce di Cristo, nata da un germoglio dello stesso albero piantato nel corpo esanime di Adamo.

La disobbedienza dei progenitori determina la perdita di familiarità con Dio. E' a partire da questo momento che, per colmare il senso di vuoto e nostalgia, l'uomo inizia la rappresentazione de “Gli déi, gli eroi, gli uomini”. L'uomo stesso si rappresenta come icona, ora di bellezza (spicca tra tutti il magnifico Busto di Antinoo) ora di potere (gli Imperatori romani), al pari del suo Creatore.

Un bisogno connaturato nell'uomo, quindi, legato in parte alle sue capacità razionali - paradossalmente al suo scetticismo - e in parte alle sue insicurezze, al desiderio di “esorcizzare l'insignificanza e la morte” (Paolucci) per sentirsi meno solo.  Così l'uomo occidentale ha dato un volto alla fede, al Mistero per eccellenza.
« Chi ha visto me ha visto il Padre», dice Gesù nel Vangelo di Giovanni (14,9).
Scrive Maria Gloria Riva nel saggio in catalogo: “La fede cristiana – e potremmo dire giudaico-cristiana – non è la fede nel Libro, benché tutto l'evento salvifico della Chiesa sia saldamente legato alla Parola. La fede della Chiesa scaturisce da un'esperienza”, quella di Cristo, Mistero incarnato.

Ha così inizio la sezione dedicata al “Redentore dell'uomo”.  L'Annunciazione di Vincenzo Caminaghi preannuncia la venuta di Cristo sulla Terra, un'entità “presentita ma inafferrabile”, “finalmente incontrabile (...) con un viso dai propri connotati fisici e un temperamento riflesso nei gesti e nelle parole, come nello sguardo, nella mimica facciale” (Giovanni Gentili).
Quel Cristo di cui non conosciamo l'immagine perché la cultura ebraica non permetteva la rappresentazione delle sembianze umane è stato fatto proprio, elaborato, trasfigurato dagli artisti dell'ipericonico immaginifico Occidente”, continua Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani e presidente e curatore della mostra, insieme a Gentili.
Questa la sensazione che si ha di fronte alla Crocefissione di Fausto Pirandello, quella di un corpo straziato, segnato dalle ferite e dal sangue che sgorga lungo il torace, con un'espressione inquieta e interrogativa, ancora una volta a immagine e somiglianza dell'uomo.

Secondo la Dottrina Cattolica, il Sacrificio di Cristo sulla Croce ha reso possibile la salvazione dell'umanità. Ecco che con “Il Volto ritrovato” si instaura “un'amicizia nuova”, dimostrata dai  ritratti di Santi, immortalati nell'incontro col Bellissimo.

Chiude la emozionante sequenza di ritratti la sezione dedicata al "Santo Volto", la cui icasticità non intacca la profonda intensità. Rouault e Severini, pur con tecniche figurative diverse, ce lo dimostrano con due volti dai grandi occhi fissi, il cui sguardo imperscrutabile è rivolto all'Eterno, oltre il tempo e lo spazio.

Al termine del percorso, lo stato d'animo del visitatore-viandante è ben evocato dal rilievo bronzeo di Francesco Messina: il ritorno del Figliol Prodigo, con l'accoglienza nel caloroso abbraccio dell'arcano, permette la riappacificazione di spirito e corpo, per placare “l'inquietudine del cuore”. 

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Un particolare da Georges Rouault, La Sainte Face
1946, olio su tavola, 51 x 37 cm

  • Busto di Antinoo
    130-138 d.C.
    marmo, 80x56x45 cm circa
     
  • Francesco Messina, Adamo ed Eva
    1956
    bronzo, 21x8x7 cm
     
  • Francesco Mancini, Riposo durante la fuga in Egitto
    XVIII secolo
    olio su tela, 136x100 cm
     
  • Fausto Pirandello, Crocifissione
    1974
    olio su cartone, 101x84 cm
     
  • Pericle Fazzini, Via Crucis. La Veronica
    1957-1958
    bronzo, 97x70 cm


Catalogo edito da SilvanaEditoriale



Mostra prorogata fino all'11 Dicembre 2011
 

Mappa

Dove e quando

L'uomo, il volto, il Mistero. Capolavori dai Musei Vaticani

  • Date : 20 Agosto, 2011 - 11 Dicembre, 2011
  • Indirizzo: Museo di Stato, Repubblica di San Marino
  • Sito web

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