Il teatro in Russia: XIX secolo (2/3)

di Marina Komarova // pubblicato il 22 Novembre, 2011

Una svolta sostanziale nello sviluppo del teatro in Russia si ha nel secolo XVIII. All’inizio le influenze ed i modelli erano ancora occidentali; molti attori infatti provenivano in gran parte dalla Francia e Italia. Questo in un primo momento ha determinato la rappresentazione scenografica, lo stile ed il modo di recitare. Con il tempo il teatro comincia ad acquisire sempre più un carattere nazionale, grazie soprattutto alla nascita di compositori di musica classica e allo straordinario sviluppo della letteratura russa.
Bolšoj Teatro a Mosca
Nel XVIII secolo il teatro acquisisce sempre maggiore importanza nella vita sociale, specie nei ceti alti, tanto da diventare segno di distinzione e principale, ed abituale, punto d’incontro. Già alla fine del Settecento usciva la rivista Teatro Russo specializzata su spettacoli teatrali dove, addirittura, si pubblicavano testi di pièces russe e le traduzioni di quelle straniere. Nella prima metà del XIX secolo riscuote un grande successo la commedia in versi Che disgrazia l'intelligenza, tradotta anche come L'ingegno che guaio! di Aleksandr Griboedov, diplomatico russo morto a soli 34 anni durante un insurrezione popolare a Teheran. L’opera è una satira contro i costumi aristocratico-borghesi della Mosca del tempo, nonché un accusa verso l’istituto dei servi della gleba, dei “vizi” della corte e dell’esercito. L’aspetto tagliente del testo lo rese molto scandaloso, tanto che, per molti anni fu tramandata in forma di manoscritto semiclandestino nonostante una parziale pubblicazione censurata del 1825 e la prima messa in scena nel 1831. L’opera è tuttora popolarissima per i suoi aforismi e ancora rappresentata in molti teatri russi.

Un’altra commedia censurata dalle autorità che metteva in risalto la burocrazia corrotta della Russia zarista è L’ispettore generale di Nikolaj Gogol’. Uscita nel 1836, divise da subito il pubblico tra coloro che reputarono il lavoro pericoloso per l’immagine dello Stato e coloro che riconoscendo i difetti della struttura istituzionale, volevano dei cambiamenti. Da questa reazione Gogol’ ne rimase molto turbato, tanto da rispondere ai critici con uno scritto che dichiarasse la sua idea di teatro, l’importanza dell’arte e della verità artistica, confluito nell’opera All'uscita del teatro dopo la rappresentazione di una nuova commedia (1842). Un importante scrittore e drammaturgo, nonché grande narratore del carattere russo che seppe descrivere uno spaccato della società dei suoi tempi, mettendo in risalto i pochi pregi ed i molti difetti fu Aleksandr Ostrovskij, con le sue opere imperniate sulla vita quotidiana della borghesia mercantile moscovita.
Nevrev portret shchepkin
All’inizio del Ottocento la rete dei teatri imperiali, sotto la direzione del ministero della Corte di Sua Maestà Imperiale, includeva i tre teatri più importanti di San Pietroburgo – Aleksandrinskij, Mariinskij e Michajlovskij, e due di Mosca – Bolšoj e Malyj.

Il teatro Aleksandrinskij è uno dei più antichi teatri di dramma in Russia. Nel primo edificio, costruito in legno, si esibì la compagnia italiana di Antonio Casassi. Dal 1832 prende il nome Aleksandrinskij in onore della imperatrice regnante Aleksandra Fëdorovna. Nello stesso anno l’architetto Carlo Rossi ricostruisce l’attuale teatro, che da sulla Prospettiva Nevskij, in stile impero con una capienza di 1700 persone. Qui sono state messe in scena Che disgrazia l'intelligenza di Griboedov, L’ispettore generale di Gogol’ e L’Uragano di Ostrovskij, e si esibirono le grandi attrici russe Polina Strepetova e Vera Komissarzhevskaja.

L’edificio del teatro Mariinskij che porta il nome di Maria Aleksandrovna, la consorte dell’imperatore Alessandro II, fu progettato da Alberto Cavos nel 1847-48. Ricostruito dopo un incendio, il teatro aprì la stagione del 1860 con l’opera di Michail Glinka Una Vita per lo Zar. Sono state messe in scena, per la prima volta, le opere russe più importanti del Ottocento – Boris Godunov di Modest Musorgskij, La bella addormentata, Lo schiaccianoci e Il lago dei cigni di Pëtr Chaikovskij, ma anche la prima dell’opera di Verdi La forza del destino (1862).  
Nikolaj Jaroshenko Ritratto di Polina Strepetova,
Il teatro Bol'šoj Kamennyj a Pietroburgo (1784-1886) che si trovava in Piazza del Teatro, fu  successivamente smontato e inglobato nel nuovo palazzo del Conservatorio di San Pietroburgo. Il primo progetto in stile neoclassico (1775) apparteneva ad Antonio Rinaldi; in seguito Caterina II commissionò un nuovo progetto del teatro per 2000 posti all’architetto tedesco Tischbein, mentre le decorazioni furono affidate al Gonzaga e allo Scotti. All’inizio del Ottocento (1805) Alessandro I incaricò l’architetto francese Jean-François Thomas de Thomon  di ingrandire e ridecorare il palazzo. Considerato uno dei maggiori teatri d’Europa fu il modello per i successivi edifici teatrali. Ritroviamo qui il protagonista del romanzo Evgenij Onegin di Puškin come spettatore del balletto della famosa ballerina Avdotia Istomina, una delle prime e più grandi etoile russe. Successivamente il teatro fu nuovamente ricostruito e ingrandito fino a 3000 posti su progetto di Cavos nel 1835-36. Fino alla istituzione del teatro Aleksandrinskij furono dati spettacoli drammatici insieme a quelli di opera lirica e balletto. Il direttore delle compagnie italiana e russa, all’inizio del Ottocento fu Caterino Cavos, che compose la musica anche per gli spettacoli su testi di autori russi. Nel 1836 furono messe in scena le opere di Glinka Una vita per lo Zar e nel 1842 – Ruslan e Ludmila: le due opere sono state annoverate tra quelle della cosiddetta nuova opera classica russa. Nel 1843 si esibì la compagnia italiana d’opera lirica, nella quale cantavano Giovanni Rubini, Pauline Viardot, Adelina Patti, Giuditta Grisi, e nel Novecento fu invitato anche Enrico Caruso.

Il teatro Michajlovskij in Piazza delle Arti a San Pietroburgo (1833) così chiamato in onore del principe Michail, figlio dell’imperatore Pavel I. Nel 1859 il palazzo è stato ristrutturato e rimodernato su progetto dello stesso Cavos. All’inizio non prevedeva una compagnia stabile; solo dopo la ricostruzione del teatro si impianta la compagnia francese di dramma. Su questo palcoscenico negli anni successivi si esibì l’orchestra di Johann Strauss, il basso Fëdor Šaljapin, risplendeva la superba ballerina Matilda Kšesinskaja e la compagnia di Sarah Bernard.
Valentin Serov Ritratto del tenore Francesco Tamagno,
La storia del Bolšoj teatro di Mosca inizia ufficialmente nel 1776, quando per ordine dell’imperatrice Caterina II hanno iniziato a costruire il primo teatro a Mosca. Ma ancor prima del termine dei lavori fu colpito da un incendio. Subito dopo l’inglese Michael Maddox costruì nel medesimo posto Bolšoj Petrovskij teatro (il nome fu dato perche si affacciava sulla via Petrovka), rimasto indenne per 25 anni. Durante l’invasione napoleonica della città che causò vaste distruzioni tra cui lo stesso teatro ne rimase coinvolto, nel 1825 il nuovo teatro, ideato da Osip (Giuseppe) Bovè aprì i battenti con lo spettacolo Trionfo delle Muse con musica di Aleksandr Aliabev, allegoria del Genio Russo che sotto l’egida delle muse fa risuscitare dalle rovine il teatro nuovo. Nel 1853 il teatro prese nuovamente fuoco e fu successivamente ricostruito sempre sotto la direzione di Cavos.  
Valentin Serov Ritratto di Maria Yermolova,
Alla sua fondazione nel Bolšoj esercitavano solo tredici musicisti e circa trenta attori con mansioni non specifiche. Gli attori drammatici potevano cantare nell’opera, mentre i cantanti ed i ballerini potevano essere impiegati negli spettacoli di prosa come attori. Con l’inizio del Novecento la troupe sale a cinquecento persone. Verso la metà del Ottocento furono rappresentate opere di chiaro carattere nazionale: nasce l’epos musicale russo.
La messa in scena delle opere di Glinka Una vita per lo Zar (1842) e Ruslan e Ludmila (1845), il balletto di Adolphe Charles Adam Gisella (1843), furono gli eventi più importanti dell’epoca. Nella seconda metà del Ottocento il celebre coreografo Marius Petipa mette in scena il balletto Don Chisciotte con musica di Ludwig Minkus (1869). Sempre in questo periodo il repertorio si arricchisce grazie alle musiche di Chaikovskij – Il lago dei cigni (1877) e alle sue opere Evgenij Onegin (1881), Mazepa (1884) e Cherevichi (1887). Verso la fine del Ottocento il cosiddetto Gruppo dei cinque, gruppo di compositori classici russi capeggiato da Milij Balakirev, diede vita ad una tradizione musicale nazionale, svincolata dalle convenzioni accademiche e dalle influenze europee. Le opere rappresentate in quel periodo in Bolšoj furono drama popolare Boris Godunov di Musorgskij (1888), La Fanciulla delle nevi (Sneguročka) (1893) e La notte di Natale (1898) di Nikolaj Rimskij-Korsakov, Il principe Igor’ (1898) di Aleksandr Borodin.  
Valentin Serov Ritratto del tenore Angelo Masini,
Uno dei più antichi teatri russi, il teatro Malyj a Mosca fu fondato nel 1824. Prima di questo anno, la compagnia d’opera e balletto e la compagnia di dramma del teatro imperiale di Mosca erano un’entità unica. L’architetto Bovè ristrutturò un palazzo di un mercante trasformandolo nel teatro e dando alla compagnia di dramma un palcoscenico su cui esibirsi. Il teatro prese il nome Malyj (Piccolo) rispetto al vicino Bolšoj (Grande). Nella prima metà del Ottocento si esibirono celebri attori drammatici – Močalov, famoso per aver rappresentato sul palcoscenico la passione e una commovente gestualità, e Michail Shchepkin, ex servo della gleba, il cui nome oggi intitola l’Istituto teatrale che risiede presso il teatro stesso. Nel repertorio di questo teatro troviamo le migliori opere della letteratura russa e estera dell’epoca, tra qui le pièce di Denis Fonvisin, Ivan Krylov, Shakespire, Schiller, Molière, Beaumarchais e Goldoni. Nel 1831 fu rappresentata per la prima volta Che disgrazia l'intelligenza di Griboedov, con la partecipazione di Močalov e  Shchepkin, nel 1836 L’Ispettore generale di Gogol’.

Numerosi sono stati gli scrittori, anche tra i più affermati dell’epoca, che hanno lavorato per questo teatro; Ostrovskij, però, è da annoverare tra coloro che hanno maggiormente contribuito con un numero nutrito di opere (circa 48), rinnovando in modo significativo la scrittura, staccandosi dal pathos classicista per rivolgersi alla rappresentazione della vita quotidiana, dando importanza non ad una sola figura centrale ma creando un ensemble tra gli attori. Il contributo che lo scrittore ha dato a rendere celebre questo teatro, con il tempo, ha fatto si che affettuosamente, ma non ufficialmente gli venisse dato il nomignolo di “casa di  Ostrovskij”, tanto che nel 1929,  davanti all’entrata, fu eretto un monumento in suo onore. Con l’arrivo dei suoi lavori e con il contributo delle opere di Ivan Turgenev, altro importante scrittore classico, nella scena teatrale russa si ha l’arrivo del realismo, che cambia, non solo la scrittura ma anche il modo di recitare degli attori, più reale, più verosimile. I nuovi protagonisti delle pièces sono mercanti, piccola borghesia cittadina, impiegati statali che s’innestano sulla scena teatrale trasformando il loro linguaggio e la loro gestualità, liberandoli dagli orpelli classicisti. Tra le interpreti più famose ricordiamo Maria Yermolova, ritenuta una delle attrici più celebri dell’epoca.
Anastasia Vjaltseva,
La direzione dei teatri imperiali si occupava sia di questioni artistiche sia di questioni pratiche. Il repertorio per tutto l’ottocento dipendeva dai gusti personali dei direttori artistici, degli attori e degli impresari. La censura era libera di vietare la rappresentazione di spettacoli che risultassero troppo innovatori oppure che toccassero temi  politicamente e socialmente scomodi. Il ruolo del regista era relegato al solo mantenimento dell’ordine e della organizzazione tra i vari attori. Presso i teatri imperiali risiedevano le scuole per gli artisti d’opera, del balletto e di dramma. 

Gli artisti potevano essere trasferiti tra i vari teatri del sistema teatrale imperiale. Il pubblico, quasi sempre i soliti, esigevano nuovi spettacoli, costringendo la ricerca e la richiesta di nuove rappresentazioni e obbligando gli attori ad un lavoro estenuante, di continui cambi di ruolo. La stessa professione d’attore veniva malvista per la loro provenienza dalla servitù della gleba. Relegati tra loro, col tempo, gli attori crearono loro caste e dinastie. Solo alla fine del secolo, la loro reputazione acquista una migliore considerazione, tanto da poter ottenere il titolo di Attore emerito dei teatri imperiali. Il sistema teatrale imperiale rimase in vigore fino alla rivoluzione del 1917.

Oltre ai teatri imperiali, nella Russia ottocentesca troviamo anche numerosi teatri nelle principali città provinciali.
Questi erano quasi tutti privati ed assumevano gli attori per la sola stagione teatrale, dall’autunno alla primavera. Nelle due capitali, solo i teatri imperiali potevano esercitare. Nel 1882 il monopolio dei teatri imperiali fu abolito suscitando la nascita di nuovi teatri privati quali il teatro Korsh, chiuso nel 1923, il teatro di dramma Brenko a Mosca ed il teatro Suvorin a Pietroburgo.
La Cavalieri,
Gli artisti italiani non smisero in questi anni di calcare i palcoscenici russi. Ricordiamo grazie ai bellissimi ritratti di Valentin Serov il tenore Angelo Masini, arrivato per la prima volta in Russia nel 1877 per poi partecipare tra il 1879 e 1903 negli spettacoli dell’Opera Italiana di Pietroburgo, e  Francesco Tamagno, arrivato in Russia nel 1895. Šaljapin, invece riscosse grande successo, nel 1901 al Teatro alla Scala di Milano.

Proprio in questo periodo, si ebbe la “consacrazione” degli attori in “divi”. Le loro immagini fotografiche erano molto ricercate. Icona di questi tempi era La Cavalieri, cantante-attrice italiana, molto famosa anche in Russia dove ha soggiornato, e forse sposato, in gran segreto, il principe Aleksandr Bariatinsky.Le sue immagini, insieme alle cartoline di altre celebrità teatrali del tempo sono conservate nella collezione di una mia antenata, amante del teatro, Maria Zenbitskaja.
 

 

 

Traduzioni

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Bolšoj Teatro a Mosca
  2. Nikolaj Nevrev Ritratto di Michail Shchepkin,
    1862, olio su tela, Museo di Malyj teatro, Mosca
  3. Nikolaj Jaroshenko Ritratto di Polina Strepetova,
    1884, olio su tela, 120 x 78 cm, Galleria Tretjakov
  4. Valentin Serov Ritratto del tenore Francesco Tamagno,
    1891, olio su tela, 78 x 69 cm, Galleria Tretjakov, Mosca
  5. Valentin Serov Ritratto di Maria Yermolova,
    1905, olio su tela, 224 x 120 cm, Galleria Tretjakov, Mosca
  6. Valentin Serov Ritratto del tenore Angelo Masini,
    1890, olio su tela, 89 x 70 cm, Galleria Tretjakov, Mosca
  7. Anastasia Vjaltseva,
    cantante del inizio Novecento, collezione di Maria Zenbitskaja
  8. La Cavalieri,
    cantante italiana del inizio Novecento, collezione di Maria Zenbitskaja

In copertina:
Bolšoj Teatro a Mosca