Il Teatro di Vetrano e Randisi

di Carmelo Antonio Zapparrata // pubblicato il 12 Settembre, 2011

La casa editrice Ubulibri - fondata dal critico Franco Quadri recentemente scomparso - con la pubblicazione di Diablogues. Il Teatro di Enzo Vetrano e Stefano Randisi (2011, pp. 192) ‘mette luce’ su un duo tra i più significativi della scena contemporanea italiana, vincitore nel 2010 del Premio Hystrio-Associazione Nazionale Critici Teatrali.

Visani copertina

Il sodalizio artistico tra Enzo Vetrano (1948) e Stefano Randisi (1957) nasce a Palermo nel 1976, loro città natale, per poi arricchirsi grazie ad incontri e scambi con altre ‘realtà’ e diversi ‘approdi’, tra cui quello in terra emiliana. Più di trent’anni di attività teatrale che l’autore del testo Mattia Visani, dottore in Lettere e diplomato alla Scuola del Teatro Stabile di Torino, affronta con precisione, puntando sulla propria vicinanza ai due artisti, con i quali ha già collaborato in qualità d’attore. Armato della propria ‘esperienza pratica’, grazie alle proprie interpretazioni in numerosi spettacoli prodotti dall’Associazione Culturale Diablogues e al ruolo di assistente alla regìa per i pirandelliani Giganti della montagna, Visani ripercorre la ‘teatrografia’ della coppia in maniera originale.
Particolarità del testo, infatti, è l’utilizzo di testimonianze dirette, come le minuziose descrizioni degli spettacoli e l’abbondante presenza d’interviste. Il punto di vista interno dell’autore, inoltre, riesce bene a distanziarsi dall’oggetto d’indagine, contestualizzandolo attraverso i parametri metodologici adoperati dai Performance Studies.
La trattazione dell’universo di Enzo Vetrano e Stefano Randisi - definiti nella prefazione al testo firmata da Marco De Marinis come “campioni di piazze, e anche di incassi, fuori dai soliti noti della scena commerciale e di consumo”- non segue un ordine cronologico, tipico della biografia artistica, preferendo, invece, un’analisi trasversale che si declina secondo nuclei estetici precisi, interscambi e influenze di ‘poetiche’ tra la coppia e altre realtà artistiche.
Il primo capitolo vede protagonisti gli anni duemila con La stagione pirandelliana. Si passa poi nei capitoli successivi a trattare le collaborazioni con Le Belle Bandiere di Marco Sgrosso ed Elena Bucci e il rapporto con la Cooperativa Nuova Scena di Bologna. Seguono Le produzioni siciliane con la rilettura dell’opera di Nino Martoglio e gli allestimenti per le città di Messina e Palermo. Conclude il testo una tematica di solito usata come esordio da molti Il rapporto con i maestri e gli inizi, dove si affronta l’esperienza del Teatro Dagide, le influenze di Beppe Randazzo e le sue utopie sull’ ‘Improvvisazione Totale’, soffermandosi poi sul lascito di Leo de Berardinis.

Sin da subito nella prima parte del testo dal confronto con Pirandello si sottolinea l’importanza per Vetrano e Randisi della ‘riattivazione’ del repertorio che, lungi dall’essere una ‘pedissequa riproposizione’, si fa banco di prova dal quale creare nuove visioni ricche di richiami semantici. Un tratto peculiare questo dell’attività artistica del duo, esortato nella stessa prefazione ad allargare il proprio impegno nella riproposizione dei classici. Sperimentazioni quelle di Vetrano-Randisi che, partendo dalla solida base della riflessione sui classici e dalla dramaturgie  di elementi attigui, accolgo spesso i sereni favori degli spettatori.

 

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  1. Visani copertina

In copertina:
Cover visani

Diablogues. Il teatro di Enzo Vetrano e Stefano Randisi
Mattia Visani
pp.192
Ubulibri